Le borse europee chiudono in calo oggi dopo la recente corsa e anche Wall Street si muove in rosso nelle prime ore di scambi. Il più lungo shutdown Usa della storia è finito e gli investitori prendono profitto. Piazza Affari, con uno degli ultimi menù ancora ricco di trimestrali, è quasi piatta (-0,08%), sostenuta da Hera +2,79%, Leonardo +2,35% e Monte Paschi +2%, ma appesantita da Azimut -10,07%.
I realizzi pesano su Francoforte -1,4%, Londra -1,06%, Amsterdam -0,72%, mentre sono poco mosse Parigi -0,11% e Madrid -0,27%. Il sentiment europeo è peggiorato nel pomeriggio con l’avvio debole di Wall Street dove il Dow Jones – che ieri ha aggiornato i suoi livelli record – cede lo 0,7% e vede in maglia nera Walt Disney (-8,86%), dopo i conti. Lo S&P 500 perde lo 0,98% e il Nasdaq (-1,64%), che in questi giorni ha sempre fatto da zavorra, continua la sua retromarcia. Non c’è pace per le mega cap che continuano a muoversi in profondo rosso (Nvidia -4%).
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Gli investitori prendono fiato dal rally innescato dalla luce in fondo al tunnel dello shutdown, subito dopo che il presidente Usa Donald Trump ha firmato un pacchetto di spesa per riaprire il governo. Questo dovrebbe far ripartire anche il flusso dei dati macro, ma oggi la Casa Bianca ha detto che le relazioni sull’occupazione e sull’indice dei prezzi al consumo per il mese di ottobre potrebbero non essere mai pubblicate. La mole di dati che, dalla prossima settimana, dovrebbe arrivare sul tavolo dei broker e dei banchieri centrali sarà comunque una matassa che avrà bisogno di tempo per essere sbrogliata, in un contesto in cui all’interno della Federal Reserve non c’è omogeneità di vedute sulle prossime mosse. È in questa cornice che, secondo lo strumento FedWatch di Cme Group, i trader vedono una probabilità del 55% di un taglio dei tassi di 25 punti base a dicembre, inferiore al 70% della scorsa settimana.
Euro tonico
Su mercato dei cambi l’euro resta ben intonato e guadagna terreno sulle principali valute, dopo aver toccato ieri un massimo contro lo yen. Oggi il cross con la valuta giapponese è piatto, mentre il cambio contro il dollaro si rafforza dello 0,4% a 1,163. Tra le materie prime tenta un rimbalzino il petrolio, che è in rialzo frazionale dopo il tonfo di ieri. Il greggio texano presa sotto 59 dollari al barile e il Brent si muove sul filo dei 63 dollari. Gli sprazzi d’incertezza favoriscono gli acquisti di oro, che tratta in lieve progresso a 4207,46 dollari l’oncia (+0,28%).
A Piazza Affari crolla Azimut
A Milano, in una seduta dai colori pastello abbaglia il rosso di Azimut -10%, che solo poco tempo fa aveva aggiornato il suo massimo storico. Il titolo della società di risparmio gestito in mattinata non è riuscita a fare prezzo e a scatenare l’ondata di vendite è stato l’annuncio da parte della stessa Azimut di alcuni rilievi di Bankitalia nell’ambito di un‘ispezione condotta sulla controllata Azimut Capital Management SGR tra il 10 marzo e il 13 giugno 2025.
In una nota la società ha riportato che la Vigilanza, al termine dell’accertamento, ha rilevato “un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative” aggiungendo che “risulta necessario che l’intermediario avvii con tempestività un’incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo”.
Una batosta che non ha contagiato però altri titoli del settore, con Finecobank che chiude in progresso dello 0,46%. Tra le blue chip in sofferenza ci sono invece Cucinelli -3,16% e Recordati +2,53, per prese di beneficio dopo i guadagni degli ultimi giorni. L’effetto trimestrali si palesa, tra gli altri, su Hera; Generali +1,42%; Poste -1,02%; Terna -1,26%.
Tra le migliori blue chip del giorno c’è Leonardo, in un comparto della difesa ben comprato a livello europeo e che sembra risvegliarsi con l’intensificarsi degli attacchi russi in Ucraina, mentre non si spegne l’eco dello scandalo delle presunte tangenti che hanno portato alle dimissioni di due ministri del governo Zelensky. Sono contrastate le banche: salgono Mps +2%, Banco Bpm +1,58% e Intesa +0,67%; arretrano Mediobanca -1,64% e Unicredit -0,85%.
Spread stabile, salgono leggermente i tassi
Salgono oggi leggermente i tassi sul secondario per uno spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata che resta abbastanza stabile, intorno a 73 punti. Il tasso del titolo italiano si porta al 3,42%, contro il 2,69% del titolo tedesco.