I listini europei chiudono la prima seduta di dicembre in ordine sparso, mentre Wall Street si muove debole nella mattina americana. Gli investitori soppesano oggi dati economici in chiaroscuro sulle due sponde dell’Atlantico (relativi in particolare manifatturiero), mentre si preparano a un’altra tornata di elementi macro prima della riunione della Fed del 10 dicembre, che dovrebbe tagliare nuovamente i tassi di un quarto di punto (il mercato stima una probabilità vicina al 90%).
Il focus sarà nella notte europea quando il governatore della Banca centrale Usa Jerome Powell farà un intervento. Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che ha pronto il nome del sostituto del banchiere centrale. Sul valutario si rafforza lo yen, sulle stime di un rialzo dei tassi da parte della banca nipponica. Crolla il bitcoin a 84.436 dollari (-8,13%).
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Piazza Affari: ancora in rosso Mps, bene Tenaris e Saipem
Piazza Affari perde lo 0,22% e arretra a 43.259 punti base, in particolare a causa delle vendite su alcune banche. A guidare i ribassi è ancora Mps -2,87%, che continua a indebolirsi dalla notizia dell’indagine penale sulla scalata a Mediobanca (+0,09%). Proprio oggi l’assemblea di Piazzetta Cuccia doveva approvare l’allineamento dell’esercizio a quello del Monte e l’inserimento nel gruppo senese. In questo particolare girotondo bancario sale invece Unicredit +1,15%. Bene anche Popolare di Sondrio +0,5%.
Arretra Leonardo, -2,62%, dopo il recente recupero. Il titolo, con quello di Fincantieri (-2,12%), si è mosso in linea con i titoli europei della difesa, mentre prosegue il tentativo di portare la pace in Ucraina. Svettano oggi in Piazza Affari i titoli di due oil service come Tenaris +1,32% e Saipem +1,28%. Chiude piatto il secondario, dove lo spread tra Btp e Bund, entrambi di durata decennale, è intorno a 72 punti base, ma i tassi salgono rispettivamente al 3,47% e 2,75%.
Airbus a picco a Francoforte e Parigi
La piazza peggiore in Europa oggi è Francoforte, -0,98%, zavorrata soprattutto da Airbus, -5,14%, che in giornata è arrivata a perdere fino all’11%. L’azienda dopo avere aggiornato velocemente il software di bordo su 6 mila aerei della famiglia dell’Airbus a320, oggi è inciampata in nuovi problemi ai pannelli della fusoliera (prodotti da un subfornitore per l’A320) tali da richiedere ispezioni. Lo stesso titolo pesa su Parigi, -0,32%, che argina però i danni con gli acquisti sui titoli del lusso. In quest’ambito solo Essilor-Luxottica è in calo, -2,13%, nel giorno dopo l’annuncio dell’uscita di Rocco Basilico, chief wearables officer del gruppo e figura di spicco nella strategia legata agli smart glasses. Londra perde lo 0,18%, mentre Madrid, si apprezza dello 0,12% e Amsterdam dello 0,45%.
Wall Street debole
È moderatamente negativo in questo momento l’andamento di Wall Street, dopo un novembre autunnale. DJ e S&P 500 hanno chiuso praticamente invariati, ma il Nasdaq ha registrato il primo mese in rosso (-1,5%) dopo sette di seguito in rialzo. A tenere sulle spine sono le enormi valutazione dei titoli legati all’intelligenza artificiale. Oggi Nvidia, dopo una partenza negativa, ha trovato comunque spunti di ottimismo e si muove in progresso dell’1%. Il colosso dei chip ha annunciato di aver rilevato una quota azionaria di Synopsys pari a 2 miliardi di dollari, nell’ambito di una partnership strategica. Intanto Mario Draghi, proprio a proposito dell’intelligenza artificiale, ha ammonito i Paesi della Ue, invitandoli a mettersi al passo con Stati Uniti e Cina: o la UE adotterà l’IA su larga scala oppure sarà stagnazione.
Sale il PMI manifatturiero in Italia
Riparte intanto la manifattura italiana, almeno secondo i dati PMI. L’indice, a novembre, è tornato infatti in zona espansione (oltre 50) a 50,6, ma per la zona euro le cose non sono andate così bene. Infatti l’indice a 49,6, appesantito soprattutto da due colonne portanti come Germania (48,2) e Francia (47,8). Negli Stati Uniti invece l’espansione resta solida (PMI manifatturiero a 52,2%), anche se rallenta da ottobre (52,5) ma in misura inferiore alle attese (51,9). L’Ism manifatturiero è invece sceso a 48,2 da 48,7 di ottobre.
Dollaro debole in attesa della Fed
Le attese di un taglio dei tassi da parte della Fed e l’imminente rivelazione di chi sarà il successore di Jerome Powell al timone della banca centrale, pesano oggi sul dollaro, che arretra contro le principali valute. L’indebolimento è particolarmente robusto rispetto allo yen (-0,7%) per un cambio di 155,10, dopo che il governatore Kazuo Ueda ha detto che la banca centrale prenderà in considerazione i “pro e i contro” di un rialzo dei tassi di interesse nella riunione di questo mese. Parole che sono state lette come la prima vera apertura a una stretta monetaria. L’euro tratta in rialzo contro il dollaro a 1,163.
Tre le materie prime l’avversione al rischio consente all’oro di guadagnare ancora terreno, con lo spot a 4238,27 dollari (+0,18%). Si rafforza anche il petrolio intorno all’1,5%: Brent 63,22 dollari al barile; Wti 59,38 dollari. A sostenere i corsi è la preoccupazione sull’offerta, dopo che il Caspian Pipeline Consortium ha interrotto le esportazioni per un intenso attacco di droni e le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela alimentano i timori sull’offerta, mentre l’Opec+ ha concordato di mantenere invariata la produzione per il primo trimestre del 2026. Scendono invece i prezzi del gas ad Amsterdam e il future di gennaio tratta a 28.225 euro al Mwh.