I mercati globali viaggiano con cautela, trainati giovedì dai tecnologici e dopo che le tensioni tra Stati Uniti e Iran sembrano essersi un po’ allentate. In Asia i listini procedono contrastati, con i tech ancora in evidenza sulla scia del rally dei chip innescato da Tsmc, il più grande produttore mondiale di chip avanzati, con sede a Taiwan, che ieri ha registrato un balzo del 35% dell’utile netto, superiore alle aspettative, segnalando che la domanda alimentata dall’intelligenza artificiale resta forte. In rialzo i future a Wall Street, aiutati dal rimbalzo dei tre indici di New York, che ieri sono saliti, riprendendosi da due perdite consecutive, grazie al traino dei chip e delle banche.
Stamani intanto Milano parte in calo. Il Ftse Mib cede lo 0,19% a quota 45.761 punti. Vendite su Brunello Cucinelli (-1,6%), Buzzi (-1,5%) e Tenaris (-1,5%). Arretra Mps (-1,2%) dopo la nota diramata da Delfin (famiglia Del Vecchio). Positive Diasorin (+0,79%), Lottomatica (+0,56%), Leonardo (+0,2%). Avvio debole anche per le altre Borse europee: Parigi cede lo 0,1% con Cac-40 a quota 8.304 punti. Francoforte segna un -0,06% con il Dax a 25.33 punti. Debole anche Londra con il Ftse 100 che lascia lo 0,13% a 10.225 punti.
Nel frattempo sui mercati asiatici i prezzi del petrolio continuano a scendere, dopo essere calati ieri quasi del 5%, interrompendo per il secondo giorno una serie di guadagni, dopo che il presidente Trump ha adottato un atteggiamento attendista nei confronti dei disordini in Iran, dichiarando che le autorità di Teheran hanno smesso di uccidere i manifestanti anti-regime. A tirare un sospiro di sollievo sono stati soprattutto l’Arabia Saudita, la Turchia, il Qatar, l’Oman e l’Egitto, i cui governi hanno sollecitato l’amministrazione Trump alla moderazione, mettendo in guardia dai potenziali danni in caso di un attacco statunitense al regime iraniano, tra cui l’aumento dei prezzi globali del petrolio e del gas. Tuttavia fonti attendibili affermano che le opzioni militari restano sul tavolo. “Trump è pronto a premere il grilletto e a sostenere che la de-escalation è un bluff”, fanno sapere le fonti. Anche il rally record dei prezzi dell’oro e dell’argento si è interrotto a dimostrazione che le tensioni geopolitiche fanno un po’ meno paura.
IA: nuovo accordo Usa-Taiwan fa infuriare la Cina
Taiwan punta a restare il fulcro mondiale dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori dopo la firma dello storico accordo commerciale con gli Stati Uniti, un’intesa di forte rilievo geopolitico che mira a rafforzare l’asse con Washington e a riequilibrare i rapporti di forza con la Cina. Il patto, annunciato ieri dal Dipartimento del Commercio Usa e celebrato dal premier taiwanese Cho Jung-tai come un “fuoricampo magistrale”, taglia i dazi sulle esportazioni dell’isola dal 20% al 15%, allineando Taipei a competitor come Giappone e Corea del Sud. In cambio, Taiwan si impegna a un massiccio piano di “reshoring”: le aziende dell’isola effettueranno investimenti diretti per almeno 250 miliardi di dollari negli Stati Uniti, affiancati da altri 250 in garanzie di credito per consolidare la supply chain americana. L’intesa ha scatenato l’immediata reazione di Pechino. Il ministero degli Esteri cinese si è detto “risolutamente contrario” all’accordo, definendolo un atto con implicazioni di sovranità che viola il principio della “Unica Cina”. Per Pechino, l’iniziativa rappresenta una forma di “saccheggio economico” da parte degli Stati Uniti ai danni di quella che considera una propria provincia.
Borse cinesi e Tokyo: ecco come hanno chiuso
Più nel dettaglio, le Borse cinesi chiudono la seduta ancora in territorio negativo, a dispetto dell’accordo Usa-Taiwan sul commercio, scontando le incertezze pendenti sull’economia del Dragone in vista dei dati sul Pil del quarto trimestre e dell’intero 2025 che saranno diffusi lunedì: l’indice Composite di Shanghai cede l 0,26%, a 4.101,91 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,12%, a quota 2.686,56.
La Borsa di Tokyo conclude l’ultima seduta della settimana col segno meno, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo che l’indice di riferimento ha raggiunto nei giorni scorsi i massimi di sempre, superando quota 54mila. Il Nikkei cede lo 0,32% a quota 53.936,17, con una perdita di 174 punti. Sul fronte valutario lo yen su apprezza a 158,50 sul dollaro, rafforzandosi dai minimi in quasi due anni, e sull’euro a 184,40. Il ministro Finanze, Satsuki Katayama, ha dichiarato che Tokyo “non escluderà alcuna opzione” per contrastare la debolezza della moneta e ha ventilato la possibilità di un intervento congiunto con gli Stati Uniti per difendere la valuta nazionale in difficoltà. Più in generale i mercati nipponici si preparano a una settimana decisiva, dopo l’annuncio della premier Sanae Takaichi (che in queste ore sta incontrando Giorgia Meloni) di elezioni anticipate a febbraio e in vista della riunione della Boj.
Amazon, accordo con Rio Tinto per il rame: cosa significa
In tutto ciò, Amazon Web Services ha stipulato un accordo di fornitura biennale con la joint venture Nuton di Rio Tinto del rame proveniente da una miniera dell’Arizona, il quale verrà utilizzato a supporto dei data center basati sull’intelligenza artificiale. Lo rivela il Wall Street Journal, il quale nota che la miniera di Rio Tinto è diventata l’anno scorso la prima nuova fonte di rame degli Stati Uniti in più di un decennio. L’iniziativa di Amazon è l’ultimo esempio di come un’azienda tecnologica si stia affrettando ad assicurarsi l’energia e i materiali essenziali necessari per costruire e gestire data center basati sull’intelligenza artificiale.
Il rame di Nuton soddisferà solo una minima parte delle esigenze di Amazon. I più grandi data center necessitano ciascuno di decine di migliaia di tonnellate di rame per tutti i cavi, le barre collettrici, i circuiti stampati, i trasformatori e gli altri componenti elettrici che vi sono alloggiati. E le 14.000 tonnellate di catodo di rame che Rio prevede di produrre dal progetto Arizona Nuton in quattro anni non sarebbero sufficienti neppure per fornire uno solo di quegli impianti. Il progetto Nuton utilizza batteri e acidi per estrarre il rame dai minerali di bassa qualità, offrendo una fornitura domestica con un consumo ridotto di energia e acqua. L’idea è quella di recuperare il minerale di bassa qualità rimasto nelle vecchie miniere ed è fondamentale per i piani di Rio di incrementare la produzione in un momento in cui le nuove scoperte sono più difficili che mai da sfruttare e la domanda di rame è in forte aumento. Si prevede che la domanda di rame per l’intelligenza artificiale aumenterà del 50% entro il 2040, mentre la produzione mineraria diminuirà, con un conseguente deficit del 25%. I dirigenti del settore minerario, gli analisti e gli esperti di previsioni economiche avvertono che una carenza di rame rischia di ostacolare il boom dell’intelligenza artificiale, che ha alimentato i guadagni del mercato azionario ed è diventato il principale motore della crescita economica degli Stati Uniti. I prezzi del rame hanno raggiunto livelli record questo mese a Londra e New York, dove i futures sono aumentati del 41% lo scorso anno e negli ultimi giorni sono stati scambiati per la prima volta sopra i 6 dollari alla libbra.
Delfin: mai discusso dismissione quota Mps, pieno sostegno ai vertici
E a proposito di Mps in calo a Piazza Affari, il cda di Delfin ha reso noto “di non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione finanziaria in Mps, che in gran parte deriva dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca”. Con riferimento alle recenti ricostruzioni di stampa, “Delfin smentisce che siano in corso negoziazioni con Unicredit o altri operatori finalizzate alla cessione, totale o parziale, della propria quota in Mps. Come investitore finanziario di lungo periodo, Delfin opera con un approccio orientato alla creazione di valore nel tempo, nell’interesse della società e dei suoi azionisti, anche a beneficio della crescita del Paese. In tale contesto, anche anche alla luce di una performance complessiva in linea con gli obiettivi di redditività e di valorizzazione delle partecipazioni, Delfin rinnova il pieno sostegno ai vertici di Mps e al percorso di rafforzamento in atto”.