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Borsa, l’incognita banche resta una mina vagante

La trattativa Roma-Bruxelles sul piano del Governo Renzi per le banche italiane alimenta la speculazione e pesa sui mercati – Mps, martoriata dalla vigilanza Bce, vale meno di un miliardo di euro – Duello finale per Rcs – Italmobiliare incassa i soldi da Heidelberg – Vertice dei big della new economy e affari in vista

Borsa, l’incognita banche resta una mina vagante

Frenano dopo quattro giorni di rialzo i mercati azionari, privi del sostegno di Wall Street, chiusa per l’Independence Day. Tremano le banche italiane, colpite ieri mattina dalla pubblicazione della lettera della Bce indirizzata a Siena il 22 giugno, alla vigilia del voto sulla Brexit: “Monte dei Paschi presenti al più presto un piano triennale per riportare a livello fisiologico la percentuale dei crediti in sofferenza della banca”. È la conferma che la strada per un accordo tra l’Unione Europea e il governo italiano sulle banche del Paese è ancora più ripida di una salita alpina del Tour de France. Di qui la nuova battuta d’arresto delle banche italiane, sotto del 60% da inizio anno.

MILANO MAGLIA NERA, RIPARTE L’ECONOMIA CINESE

Seduta contrastata in Asia. La Borsa di Tokyo si avvia a chiudere in ribasso dello 0,8%, con lo yen che si apprezza sul dollaro. Hong Kong perde lo 0,7% mentre Shanghai è in rialzo dello 0,4%. Seul -0,3% e Mumbai -0,2%.

Nel giorno della conferma del precedente livello di tassi di interesse da parte della Banca dell’Australia, la Borsa di Sidney è in calo dello 0,9%. I timori di caos politico dopo le elezioni spingono all’ingiù, su valori mai visti nella storia, il rendimento del bond a dieci anni: 1,92%, sette punti base in meno rispetto a ieri.

Buone notizie in arrivo dall’economia cinese: l’indice Pmi servizi registra la miglior crescita da un anno. Perde colpi l’analogo dato giapponese. Attesa un’apertura in ribasso per le Borse europee. Ancora una volta a Piazza Affari è toccata ieri la maglia nera: l’indice Ftse Mib ha chiuso con una perdita dell’1,74% a 16.012 punti.

In terreno negativo tutte le Borse europee: Parigi perde lo 0,91%, Francoforte -0,69%, Madrid a -0,16%. L’indice globale europeo Stoxx 600 ha chiuso in calo dello 0,7%, primo ribasso dopo quattro giorni consecutivi di rialzo: in questo spazio di tempo, ha guadagnato il 7,6%. Nei due giorni successivi all’esito del Referendum in Gran Bretagna, l’indice ha perso l’11%.

Arretra anche Londra (-0,9%), mentre la sterlina, interrompendo la lunga discesa, si è apprezzata a 1,333 su dollaro da 1,326. Dal Regno Unito arrivata un’altra notizia politica inaspettata: Nigel Farage ha annunciato le dimissioni dalla carica di segretario dell’Ukip, il partito che ha guidato la campagna per l’uscita dall’Unione Europea.

BENE LE MATERIE PRIME, SAIPEM (+3,4%) MIGLIOR TITOLO

Non solo ribassi. È proseguita la risalita dei prezzi delle materie prime (+1,7% l’indice Stoxx), in prossimità dei massimi da ottobre. Debole stamane il petrolio: Brent a 49.68 dollari al barile (-0,8%), Wti a 48,33. Le riserve di greggio Usa hanno superato quelle di Arabia Saudita e Russia.

Spicca tra i petroliferi la performance di Saipem, che ha chiuso in controtendenza con un rialzo del 3,4% a 0,3827 euro, miglior blue chip di giornata. La società leader nei servizi all’industria petrolifera si è aggiudicata contratti per 1,2 miliardi di dollari in Indonesia legati all’ampliamento deciso da BP dell’impianto di Gnl Tangguh. 

NEW ECONOMY, OGGI VERTICE DEI BIG. GRANDI AFFARI IN VISTA

Riflettori accesi oggi su Sun Valley, Idaho, per l’incontro annuale dei grandi del settore tecnologico, da Tim Cook (Apple) a Mark Zuckerberg (Facebook). Dopo l’acquisto di Linkedin da parte di Microsoft (26 miliardi) il mercato scommette su nuovi colpi in arrivo. Intanto, si scalda il fronte delle Ipo. A giugno sono andati a ruba i titoli di Twilio (+90% nel giorno del debutto), società specializzata nelle comunicazioni su Internet. Un successo simile dovrebbe premiare in settimana l’offerta di Line, servizio di messaggeria sulla Rete.

GOLDMAN SACHS FA ECONOMIE E TAGLIA I VIAGGI

Tempi grami per i banchieri ad ogni latitudine. Ieri Goldman Sachs ha informato i manager della divisione asset management che d’ora in poi saranno vietati i viaggi dei 2 mila dipendenti, a meno che siano esplicitamente motivati da visita a clienti o alla ricerca di nuovi business. La notizia è una ben magra consolazione per i dipendenti del Monte Paschi, ove si vive ormai in stato d’assedio.

MPS -14%: LA TERZA BANCA ITALIANA VALE MENO DI 1 UN MILIARDO

La banca di Rocca Salimbeni ha chiuso l’ennesima giornata da incubo. Il titolo è precipitato del 14% a quota 0,33 euro, dopo diverse sospensioni al ribasso. La capitalizzazione è scivolata sotto il miliardo di euro (964,65 milioni). Un tracollo innescato dalla richiesta pur non nuovissima della Bce che chiede di smaltire almeno una decina di miliardi di euro di sofferenze lord, degli oltre 27 miliardi che ne frenano da anni il rilancio. Gli obiettivi sono più alti di quelli del piano strategico Mps di un anno fa, che prevedeva al 2018 la vendita di 5,5 miliardi di sofferenze e il recupero interno di altri 6 miliardi.

A riscaldare l’atmosfera ha contribuito un articolo del Financial Times in cui sosteneva che Matteo Renzi era pronto a sfidare la Commissione nel caso di un veto a sostenere le banche italiane anche al di là delle regole. Secca la smentita di Palazzo Chigi mentre da Ignazio Angeloni (Bce) è arrivata un’apertura a un intervento del governo purché gli aiuti pubblici siano “usati con moderazione”.

ANCHE UNICREDIT SCIVOLA AI MINIMI STORICI

Nessuna banca italiana è scampata ieri alla corrente di vendite. Unicredit, ai minimi storici, ha perso 3,6%. Sui timori di un aumento di capitale il titolo ha accumulato una perdita del 63% da inizio 2016. Banco Popolare -4,6% a 2,08 euro, una quotazione più bassa delle nuove azioni emesse nel recente aumento di capitale (2,14 euro) interamente sottoscritto per un controvalore complessivo pari a 996.343.990 euro. Il consorzio di garanzia composto da Mediobanca e Bofa Merrill Lynch ha sottoscritto le residue 2 milioni di azioni per un controvalore di 4,3 milioni circa. B. Pop. Milano (-1,4%) ha invertito la tendenza nel finale.

In profondo rosso anche Carige -7.84%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -6,7%, Ubi Banca -3%, Mediobanca -4,2%. Non ha riportato risultati migliori il resto del comparto finanziario.  Tra le assicurazioni in calo, Generali -2,8%. Francesco Gaetano Caltagirone ha acquistato azioni Generali per un controvalore complessivo di 1,8 milioni di euro. Cattolica -3%, UnipolSai -2,7%. In profondo rosso anche l’asset management: Azimut -3%, FinecoBank -3,7%, Banca Generali -3,5%, Banca Mediolanum -3,7%.

FIAT CHRYSLER: BENE LE VENDITE, MALE IN BORSA

Tra gli industriali in forte ribasso Fiat Chrysler (-4,5%) nonostante i buoni risultati di vendita sul mercato tedesco (+12,7% a giugno a 8.435 unità, con una quota pari al 2,5%) a conferma che la campagna lanciata dalla Bild ed altri organi di stampa su presunte violazioni delle regole sulle emissioni (smentite) non ha fatto danni. Bene anche Jeep (+26,6% a 1.684 con una quota dello 0,5%) e soprattutto Alfa Romeo (+118,5% a 507 con una quota dello 0,1%).

Kepler Cheuvreux che ha ridotto il prezzo obiettivo sul titolo da 7,5 a 6,2 euro. Gli esperti hanno abbassato le stime e i target delle società automobilistiche per riflettere la debolezza della moneta inglese contro l’euro, il calo delle stime sui volumi in Europa per il 2017-2018 e un più elevato costo dell’equity per il crescente rischio politico.

Prysmian-3,5%. Buone le performances di Leonardo (+0,55%) e, soprattutto di Fincantieri (+3,25), premiata dalla notizia della costituzione di una joint venture con China State Shipbuilding, il maggiore conglomerato cantieristico della Cina, finalizzata allo sviluppo e alla crescita dell’industria crocieristica cinese.

EFFETTO BREXIT SU MEDIASET, RCS VERSO IL DUELLO FINALE

Ha pagato un pesante tributo alla Brexit anche Mediaset (-4,6%). Barclays ha rivisto il target price (3,4 euro contro 4,1) e aggiornato le stime sul comparto media europeo dopo l’esito del referendum inglese alla luce dei movimenti del cambio e del calo delle previsioni macroeconomiche, portando il target price da 4,1 a 3,4 euro. Ottima performance invece per Mondadori (+9,15%): è vicina la decisione sul compratore di Bompiani.

Continua la corsa di Rcs (+2,93%) in vista del duello finale di venerdì prossimo quando, come prevede la legge, la cordata Bonomi e Cairo Communicaions si sfideranno con due offerte al buio.

ITALMOBILIARE INCASSA I SOLDI DA HEIDELBERG

Da segnalare ancora gli acquisti di Leonardo del Vecchio su Luxottica (-2%): Delfin, la finanziaria dell’imprenditore, ha acquistato tra il 29 e il 30 giugno 850.000 azioni, pari allo 0,18% del capitale, per circa 38 milioni di euro. Balzo di Italmobiliare (+9,9%) dopo la conclusione della cessione di Italcementi alla tedesca Heidelberg.

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