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Borsa in rialzo con Wall Street: banche ok, Leonardo soffre

Avvio di settimana positivo per le Borse europee spinte al rialzo dall’opening bell di Wall Street – A Milano vola Tenaris e corrono le banche in scia alle speculazioni sul risico – In rosso Leonardo e Stellantis – Spread in rialzo

Borsa in rialzo con Wall Street: banche ok, Leonardo soffre

Mentre l’Italia “si gioca il proprio destino” con il Recovery Plan, presentato dal premier Mario Draghi al Parlamento, Piazza Affari chiude positiva, in linea con gli altri listini europei.

A sostenere il cauto umore dei mercati è l’avvio progressivo delle riaperture in Europa (il Belpaese da oggi è quasi tutto in giallo), che fa sperare l’economia e tonifica turismo e compagnie aeree. Nel pomeriggio offre sostegno l’opening bell intonata di Wall Street, dove s’inaugura una settimana cruciale, con le trimestrali delle big tech (oggi è il turno di Tesla, (+1,63%), la riunione della Fed che si chiude mercoledì, la presentazione al Congresso dell'”American Families Plan” del presidente Joe Biden. La Notte degli Oscar non scalda invece Disney (+0,4%) e Netlfix (+0,24%) nonostante il pieno di statuette.

Nella Ue si registra l’azione legale mossa dalla Commissione ad AstraZeneca (-0,45% a Londra), per le mancate consegne dei vaccini.

In questo contesto Francoforte sale dello 0,18%; Parigi +0,28%; Madrid +0,96%; Londra +0,35%.

Il Ftse Mib si apprezza dello 0,52% a 24.513 punti guidato da Tenaris +3,45, ma sono le banche le principali protagoniste della seduta. Il successo dell’Opa di Credit Agricole su Creval (-0,89%) fa ripartire le speculazioni su un’imminente stagione aggregativa nel settore, mentre Barclays alza il prezzo target su quasi tutte le banche italiane, confermando i giudizi. Archiviano una seduta in netto rialzo Bper +3,08%, Mediobanca +2,85%, Intesa +2,32%, Unicredit +2,2%, Banco Bpm +2,04%.

Fra le migliori dieci blue chip del giorno è Amplifon +2,26%.

Atlantia guadagna l‘1,83%, in attesa di una soluzione su Aspi. Cassa depositi e prestiti ha anticipato a questa sera il cda per affrontare questo dossier e quello di Open Fiber. La Stampa scrive che sono previste limature all’offerta lanciata da Cdp con i fondi, ma il prezzo dovrebbe restare a 9,1 miliardi di euro, anche se c’erano ragionamenti in corso su un possibile aumento a 9,5 miliardi. Per Aspi c’è inoltre la proposta avanzata dalla Acs, di Florentino Perez, invitata da Atlantia a manifestare un interesse più concreto dopo la lettera in cui si diceva pronta a considerare l’acquisto.

Male i titoli industriali e utility. Prysmian, -3,17%, registra le perdite maggiori. Leonardo cede il 2,13%, dopo l’annuncio di un accordo per l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt al prezzo di circa 606 milioni, 23 euro per azione. L’accordo è con Square Lux Holding II, indirettamente di Kkr. “Hensoldt è la società leader in Germania nel campo dei sensori per applicazioni in ambito difesa e sicurezza, con un portafoglio in continua espansione nella cyber security, gestione dei dati e robotica. Chiusa l’operazione, nella seconda metà del 2021, Leonardo diventerà il maggior azionista di Hensoldt insieme a Kreditanstalt für Wiederaufba, partecipata all’80% dalla Repubblica Federale Tedesca, che ha concordato l’acquisizione di una partecipazione del 25,1% in Hensoldt a marzo 2021. 

In calo Enel -1,09%, Campari -0,68%, Stellantis -0,21%, Poste -0,37%.

Fuori dal paniere principale compie un balzo Technogym, +8,24%, che guarda alla riapertura delle palestre e al giudizio positivo di un banca d’affari.

Nel settore oil, tonica Maire Tecnimont (+3,86%) che si è aggiudicata un contratto da circa 450 milioni di dollari in India. Un primario broker italiano sottolinea che con questo nuovo contratto l’order intake di Maire Tecnimont da inizio anno dovrebbe aver raggiunto circa 2,2 miliardi di euro.

Chiude in rosso invece l’obbligazionario, dopo la conferma del rating da parte di S&P venerdì scorso. Lo spread fra decennale italiano e tedesco sale a 105 punti base (+1,7%) e il tasso del Btp chiude a +0,79%. Per Moody’s, che ha dedicato un rapporto al nostro paese, le riaperture delle attività in vigore da oggi e le nuove disposizioni per i viaggi fra regioni in Italia dovrebbero “sostenere a breve termine la crescita economica” prima degli effetti del Recovery plan anche se non sono prive di rischi.

Intanto il Tesoro si prepara a una nuova emissione in dollari. Il collocamento, che arriverà a stretto giro, introduce la scadenza inedita dei tre anni, e torna su quella più lunga da 30. L’annuncio è arrivato in mattinata, e indica Citigroup, Deutsche Bank e Morgan Stanley come Lead manager dell’operazione.

Per quanto riguarda gli acquisti della Bce nel programma Pepp: sono stati 22,49 miliardi di euro la scorsa settimana contro i 16,29 della settimana precedente. Il totale degli acquisti Pepp sale così a 998,83 miliardi su una dotazione complessiva di 1.850 miliardi. Per quanto riguarda il programma di quantitative easing, gli acquisti netti di titoli di stato sono stati positivi per 8,06 miliardi (da +0,474) a 2.391,321 miliardi mentre gli acquisti di bond societari sono aumentati di 1,46 miliardi (da +1,40) a 271,243 miliardi. Nel periodo infine gli acquisti netti di covered bond sono aumentati di 0,547 miliardi (da -1,097 miliardi) a 288,900 miliardi mentre quelli di Abs sono calati di 0,336 miliardi (da -0,06) a 28,447 miliardi.

Secondo Fabio Panetta, membro del board della Bce, Francoforte non dovrebbe ridurre le misure aggressive di stimolo fino a quando l’economia della zona euro non raggiungerà il suo potenziale di crescita e l’inflazione non sarà tornata al 2%. “I dati suggeriscono che dovremmo evitare di ritirare le politiche di sostegno, sia deliberatamente sia tollerando ricadute avverse, fino a quando non sia chiuso l’output gap e l’inflazione non sia tornata in maniera stabile al 2%”. Questo significa “che dovremo mantenere condizioni di finanziamento molto favorevoli ben oltre la fine del periodo pandemico”.

Sul mercato valutario è poco mosso l’euro dollaro, attorno a 1,2. In calo frazionale il petrolio, con il Brent (contratto luglio 2021) a 65 dollari al barile. 

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