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Borsa in attesa di Powell. Tornano gli acquisti su Fca

Mattinata poco mossa sui listini europei: tutti danno per scontato il rialzo dei tassi Usa di un quarto di punto ma il focus è sull’outlook e sui toni del nuovo presidente della Fed – In rialzo oro e petrolio – Sale la Sterlina – A Milano bene Stm, Tenaris e Pirelli – Rimbalza A2A – Debole Telecom Italia. Banche deboli

Borsa in attesa di Powell. Tornano gli acquisti su Fca

Deboli le Borse europee: a Piazza Affari indice Ftse Mib (+0,01%) attorno a quota 22.800, fa meglio di Francoforte (-0,17%), Parigi (-0,31%) e degli altri europei in lieve ribasso su bassi volumi a poche ore dagli annunci della Federal Reserve e dell’attesa conferenza stampa di Powell.

Il mercato si è già adeguato alla probabile correzione della traiettoria del rialzo dei tassi Usa, comprando dollari e vendendo obbligazioni. Il rendimento del Treasury decennale è salito a 2,89%, da 2,85%. Il rendimento del biennale si è spinto a 2,34%, nuovo massimo dal 2008. Il differenziale tra decennale e biennale è sui minimi degli ultimi due mesi a 55 punti base. Poco mossi i bond della zona euro. Bund tedesco 0,58%, Btp 1,90%.



Accelera ancora il petrolio: il Brent si porta sui massimi da inizio febbraio oltre 68 dollari. L’incontro di ieri tra il principe della corona dell’Arabia Saudita, Mohammed Bin Salman e Donald Trump, potrebbe aver preparato il terreno per una cancellazione dell’accordo sul nucleare iraniano firmato da Obama Barack. Si potrebbe alzare di conseguenza la tensione tra Arabia Saudita ed Iran. In più la scorsa settimana le scorte di greggio degli Stati Uniti sono scese di oltre tre milioni di barili invece dell’incremento previsto di 3,2 milioni di barili. Alla ribalta Eni (+0,6%), Saipem (+0,5%) e Tenaris (+1,5%).

A Piazza Affari soffrono le banche: Intesa e Unicredit -0,5%. Un gruppo di soci, detentori di circa l’1,6% del capitale, ha depositato una propria lista di candidati al consiglio di amministrazione. Sprofonda Mps (-2%) che cade su nuovi minimi, da inizio anno -30%. Corregge Creval (-3,5%), malgrado il completamento dell’aumento di capitale da 700 milioni.

Cattolica (-1%) recupera dai minimi ha annunciato i dati del 2017: risultato netto a 56 milioni di euro, (-40% anno su anno per effetto delle svalutazioni del primo semestre). L’utile operativo scende a 120 milioni di euro (-35%). Proposto un dividendo di 0,35 euro.

Banca Generali (+0,2%) ha rinnovato l’accordo di distribuzione delle polizze con Generali (-0,16%).

Nell’industria bene Fiat Chrysler (+1,8%), miglior titolo del settore Automotive europeo, a sua volta piatto. Stamattina Nomura ha annunciato di aver avviato la copertura sul titolo fissando un target price di 19 euro. Giudizio Neutral.

Bene anche Pirelli (+1,7%). Tra i titoli minori brilla Sogefi (+5%). Stm +1,8%. Nel lusso Moncler (+0,6%) aggiorna il record storico per il secondo giorno di seguito.

Tim -0,4%. Il consigliere Franco Bernabè dovrebbe essere promosso a vice presidente, nel caso di dimissioni di Giuseppe Recchi. Il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda ritiene che il piano presentato dal fondo Elliott sulla separazione e quotazione della rete di Tim coincida con le richieste del governo e che anche il colosso tlc sia pronto a muoversi in questa direzione. A Pietro Scott Jovane viene affidato il ruolo di chief commercial officer alle dirette dipendenze dell’ad, Amos Genish. Domani il cda per discutere il tema delle deleghe su sicurezza e Sparkle.

Brusca discesa per Datalogic (-7%). La società ha chiuso il 2017 con un risultato netto di 60 milioni di euro, in crescita anno su anno del 31%. Nel quarto trimestre le vendite non sono salite meno del previsto.

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