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Borsa, Fca festeggia (+8,2%) ma Peugeot piange (-12,8%)

Un’altra seduta da record per Fca dopo le nozze con Psa: +8,2% – Pioggia di vendite invece sul titolo Peugeot: -12,8% – A Piazza Affari bene anche Exor, A2A e Atlantia – Cede Tenaris dopo i conti trimestrali sotto le attese

Borsa, Fca festeggia (+8,2%) ma Peugeot piange (-12,8%)

Piazza Affari balla da sola e chiude in rialzo dello 0,21%, 22.693 punti, al traino di Fca (+8,22%) e del suo maggior azionista Exor (+5,69%), dopo la conferma del progetto di fusione tra Fca e Peugeot, per dare vita al quarto gruppo automobilistico del mondo.

Il petrolio in calo e lo spettro dei dazi spaventano invece gli altri listini europei e Wall Street. 

Londra in Europa è la peggiore e chiude con una perdita dell’1,12%. Boris Johnson è frustrato perché la Brexit non è avvenuta oggi, come promesso, ma se l’elettorato voterà per lui, l’uscita dal blocco – garantisce – avverrà entro gennaio.

Francoforte perde lo 0,34%; Madrid -0,36%; Parigi -0,62%. Sul Cac 40 Peugeot crolla del 12,8%, quindi mentre il Lingotto brinda, i francesi piangono. La diversa reazione dovrebbe essere legata alle decisioni sui dividendi da distribuire in seguito al matrimonio. Agli azionisti di Fca spetterà un maxi premio di 5,5 miliardi di euro, del quale Exor sarà la principale beneficiaria, mentre Psa distribuirà ai propri soci la partecipazione del 46% detenuta nella società di componentistica Faurecia (-2,6%).

Fiat Chrysler ha inoltre divulgato oggi i conti del terzo trimestre, che rivelano un utile operativo superiore alle attese. Confermata la guidance grazie al contributo del mercato nordamericano.

Auto a parte, gli investitori guardano con rinnovata preoccupazione alla trattava commerciale fra Usa e Cina. Donald Trump argina il malumore dicendo che Washington e Pechino annunceranno presto una nuova sede in cui firmare un accordo di “Fase Uno” dopo che il Cile ha annullato il summit previsto per metà novembre. Disorienta però la notizia di Bloomberg secondo cui i funzionari cinesi dubitano che si possa arrivare a un’intesa di lunga durata. Ci si allontana quindi dai nuovi record toccati ieri dallo S&P 500 grazie al taglio dei tassi di un quarto di punto da parte della Fed e dei risultati migliori delle attese di Apple e Facebook, ben intonate anche oggi. Risale l’oro, che corre a 1513,85 dollari l’oncia. È piatto l’euro-dollaro, con il cambio che si muove intorno a 1,115.

Il comparto energetico è provato invece a livello globale dalle indicazioni deludenti di Royal Dutch Shell (-3,5%) e dall’andamento negativo del petrolio. Il Brent scende sotto i 60 dollari e scambia a 59,38 dollari al barile, -1,43%. In Piazza Affari flette Tenaris -3,29%, dopo i numeri sul trimestre. Male anche Saipem –1,26% e Eni -0,93%. Fra i maggiori ribassi del giorno si collocano inoltre Azimut -2,02%; Amplifon -2,09%; Buzzi -1,95%; Stm -1,6%. Le banche sono contrastate: Unicredit -1,01%; Bper +0,7%.

In evidenza sul listino principale A2a +2,71%; Atlantia +0,87%; Enel +0,54%, che aggiorna il suo massimo a 6,94 euro per azione.

Positivo l’obbligazionario, alla vigilia di una nuova era nella Bce. Da domani Christine Lagarde sarà il nuovo presidente in carica e, secondo Reuters, manterrà inizialmente i principali consulenti incaricati da Mario Draghi, compreso il suo consigliere privato. Un segnale ulteriore di continuità e sul secondario italiano il rendimento del Btp 10 anni scende a 0,93% e lo spread con il Bund torna prudentemente sui suoi passi a 134 punti base (-0,77). 

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