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Borsa, Fca e Exor in picchiata dopo i conti. Debito azzerato

Il gruppo Fca presenta la semestrale e riduce le stime su Ebitda e ricavi adjusted ma conferma quelle sugli utili per il 2018. Azioni sospese e riammesse con pesanti perdite sul Lingotto e su Exor – Tiene Ferrari – Utile semestrale in calo dell’1% ma debito azzerato e liquidità netta industriale positiva per 0,5 miliardi, per la prima volta

Borsa, Fca e Exor in picchiata dopo i conti. Debito azzerato

La Borsa di Milano chiude la mattinata in caduta dello 0,7% dopo la pubblicazione della semestrale Fca e il diffondersi della notizia della scomparsa dell’ex Ad Sergio Marchionne. Per Fca e per la cassaforte Exor scatta l’asta di volatilità. Il titolo Fiat Chrysler, poi tornato alle negoziazioni, intorno alle 14 – poco prima della conference call con la quale il neo Ad Mike Manley presenterà i conti agli analisti a Londra –  il 9,37% a quota 15 euro, Exor -3,45% a 53,68 euro e Ferrari -2,

Le vendite sui titoli del Lingotto (Ferrari sobbalza ma tiene a -2,53% a quota 111,5 euro, sostanzialmente invariata Cnh) si scatenano quando viene diffusa la semestrale e rettificati gli obiettivi 2018 su ricavi e ebitda adjusted. Confermate invece le stime sull’utile.

Il semestre si è chiuso con un utile netto di 1,775 miliardi di euro, in calo dell’1% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. L’utile netto adjusted, invece, risulta pari a 2,019 miliardi, in crescita del 15%. I ricavi netti sono saliti dell’1% a 56,02 miliardi di euro, con le consegne complessive salite del 6% a 2,5 milioni di unità e quelle consolidate aumentate dell’8% a 2,4 milioni di unità. L’ebit adjusted al 30 giugno 2018 è pari a 3,266 miliardi di euro, in calo del 4% su anno.

In compenso, il gruppo ha azzerato il debito, raggiungendo l’obiettivo perseguito per anni da Sergio Marchionne che si è spento oggi 25 luglio a Zurigo Fiat Chrysler “riporta per la prima volta una liquidità netta industriale, a quota 0,5 miliardi di euro” sottolinea la nota del gruppo. C’è stato un “miglioramento di 1,8 miliardi rispetto a fine marzo, con una posizione finanziaria netta industriale positiva che rappresenta una pietra miliare per il Gruppo”.

Guardando al secondo trimestre dell’anno in corso, l’utile netto è di 754 milioni di euro, in calo del 35% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. L’utile netto adjusted trimestrale è di 981 milioni, in calo del 9%. I ricavi netti risultano in crescita del 4% a 28,99 miliardi di euro, l’ebit adjusted è sceso dell’11% a 1,655 miliardi di euro. Le consegne complessive nel trimestre sono state di 1,3 milioni di vetture (+6%), quelle consolidate di 1,25 milioni (+10%).

Il gruppo ha perciò rivisto al ribasso le stime per la fine dell’anno relative a ricavi netti ed ebitda adjusted, confermando tuttavia quelle sull’utile netto adjusted. Il gruppo automobilistico per il 2018 si aspetta ricavi netti tra 115 e 118 miliardi di euro, un ebit adjusted tra 7,4 e 8 miliardi di euro, con un utile netto adjusted confermato pari a circa 5 miliardi di euro. La liquidità netta industriale è attesa intorno a circa 3 miliardi di euro, contro una precedente stima di circa 4 miliardi di euro.

Toccherà ora al neo Ceo Mike Manley, a Londra, tranquillizzare i mercati e gli investitori nella conference call attesa per le 14 ora italiana.

La mattinata si era chiusa a Piazza Affari in una situazione di attesa relativamente stabile, a fronte di modesti rialzi sulle piazze europee. Francoforte si muove in negativo a -0,6% in linea con Piazza Affari -0,64%. Parigi piatta, Londra -0,8%.

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