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Borsa, Europa in rosso: Mediaset e Tim zavorrano Milano

L’euro forte e il timore dei dazi Usa colpiscono i listini europei – Francoforte la peggiore (-1,6%) – Piazza Affari perde lo 0,3% – In rosso anche Cnh, Stm e Poste – Banco Bpm, Unipol, Italgas e Bper in controtendenza

Borsa, Europa in rosso: Mediaset e Tim zavorrano Milano

La risalita dell’euro nei confronti del dollaro (in area 1,24) e il tonfo di Francoforte (-1,59%) fiaccano i listini del Vecchio Continente che chiudono in calo. Piazza Affari limita le perdite allo 0,32%, 22.690 punti, con Unipol, +2,89% e Mediaset, -4,15%, agli estremi del Ftse Mib.

Sulla piazza tedesca le vendite si concentrano soprattutto su titoli industriali come Volkswagen e Infineon, ma colpiscono anche i farmaceutici. Cali frazionali a Parigi -0,64% e Madrid -0,37%. Londra archivia una seduta pesante, -1,05%, dopo il conto della Brexit pari a 42 miliardi di euro secondo l’Office for Budget Responsibility (Obr), organismo governativo indipendente che agisce al fianco del Tesoro britannico. La sterlina inoltre riprende quota nei confronti delle divisa statunitense, con il cross vicino a 1,4.



A indebolire la moneta americana, nel primo pomeriggio, è il dato sull’inflazione, in linea con il consensus e prossimo all’obiettivo del 2%. Secondo il Bureau of Labour Statistics (BLS), i prezzi al consumo di febbraio segnano +0,2%, dopo +0,5% di gennaio. Su anno la crescita è, come atteso, del 2,2%, e poco sopra il 2,1% del mese precedente (+1,8% il dato core). Un elemento che potrà influire sulle scelte della Fed, a partire dal meeting della prossima settimana. La reazione dei mercati è inizialmente positiva, perché il quadro non dovrebbe indurre la banca centrale ad accelerare le strette monetarie, poi i listini invertono la rotta. Attualmente la seduta prosegue in rosso, con il Nasdaq in più deciso calo. Pesano forse, alcune scelte di Donald Trump. Oltre ai dazi, il licenziamento del Segretario di Stato, Rex Tillerson, sostituito dal numero uno della Cia Mike Pompeo, nonché lo stop all’acquisto di Qualcomm (peggior titolo al Nasdaq) da parte del gruppo di Singapore Broadcom, per ragioni di sicurezza nazionale.

Grava sull’azionariato mondiale anche la debolezza del petrolio, che prosegue la sua marcia all’indietro. Brent -0,77%, 64,45 dollari al barile.

Seduta moderatamente positiva per l’obbligazionario italiano, con il rendimento del decennale a 1,9% e lo spread in leggera discesa a 128.20 punti, -0,23%. Bene le aste, che non hanno riservato sorprese, infatti tutte e quattro le emissioni in programma sono state ben coperte. In particolare, le più lunghe (15 e 30 anni) hanno visto un rapporto domanda di titoli sulla quantità in aggiudicazione superiori rispettivamente a 1,6 e 2,6 volte, segno che gli investitori istituzionali guardano con forte interesse i rendimenti generosi della Repubblica Italiana.

In Piazza Affari l’andamento di molti titoli è condizionato dal giudizio degli analisti. Unipol viene premiata dopo la promozione di Kepler-Chevreux, mentre Mediaset paga pegno alla bocciatura di JP Morgan. I conti affossano invece Mondadori, -2,75%, che prevede ricavi e utili in leggera contrazione nell’esercizio in corso.

In denaro anche oggi Italgas, +2,25%, favorita dalla raccomandazione ‘accumulate’ di Banca Akros. Fra le utility svetta inoltre A2a +1,41%. Fra i titoli petroliferi prosegue la fase positiva di Eni, +0,6%.

I finanziari si fermano in ordine sparso. Bene Banco Bpm +2,32%; Bper +1,86%; Banca Carige +4,44%.

Le vendite penalizzano Stm, -2,58%, a seguito della debolezza del settore.

Giù Cnh -2,17%; Telecom -2,37%; Poste -2,16%. Male anche Atlantia, -1,51%, in attesa di un possibile accordo con Hochtief-Acs per l’Opa su Abertis.

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