Condividi

Borsa 4 gennaio chiusura: Piazza Affari ancora tra i leader d’Europa. Vola Leonardo, bene le banche

Piazza Affari è ancora tra i migliori listini d’Europa trainata da Leonardo, promossa da Bernstein, dalle banche, spinte al rialzo dal risiko, e da Poste. Cade Stm, zavorrata da Apple e dall’allarme sui ricavi di Mobileye

Borsa 4 gennaio chiusura: Piazza Affari ancora tra i leader d’Europa. Vola Leonardo, bene le banche

Le borse europee centrano un parziale rimbalzo oggi, incoraggiate nelle ultime ore di scambi dall’andamento positivo di Wall Street, reduce da un avvio d’anno difficile.

Milano chiude con un guadagno dell’1,01%, insieme a Madrid +1,26%, Parigi +0,52%, Londra +0,48%, Francoforte +0,48%, Amsterdam +0,07%.

I mercati procedono con qualche incertezza in questi primi giorni del nuovo anno, in cui si è leggermente appannato l’ottimismo su quando e quanto le banche centrali ridurranno i tassi d’interesse nel 2024, in un contesto geopolitico sempre più caldo, che negli ultimi giorni ha fatto salire i prezzi del petrolio e ha messo a rischio le catene di approvvigionamento e quindi l’inflazione. Dai verbali della Fed, ieri, non sono arrivate indicazioni chiare sul futuro e a complicare il lavoro delle banche centrali potrebbero essere i dati in arrivo domani. Oggi il sondaggio Adp ha mostrato che il settore privato statunitense a dicembre ha creato più posti di lavoro del previsto, mentre in Europa l’inflazione in Francia (+3,7%, da +3,5% di novembre)) e Germania (+3,8%, da +2,3% di novembre) è salita, anche se in linea con le attese. Importanti e da soppesare saranno quindi domani il più completo rapporto sull’occupazione a stelle strisce e l’inflazione nella zona euro.

Borsa 4 gennaio chiusura: a Piazza Affari brilla Leonardo; bene Poste in odore di privatizzazione

Piazza Affari recupera quota 30.303 punti base nel giorno della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, che ha toccato tutti i temi caldi, compreso quello della privatizzazioni. In quest’ambito Meloni ha citato anche Poste Italiane, +0,88%, con il mercato che ha preso bene le sue parole. “Per noi privatizzare è ridurre la presenza dello Stato dove non è necessaria e riaffermarla dove è necessaria. Questo riguarda il tema della riduzione delle quote di partecipazione statale che non riduce il controllo pubblico. E questo può essere il caso di Poste’. 

La blue chip più effervescente resta Leonardo +5,73%, promossa da Bernstein a ‘Outperform’ da ‘Market-Perform’ con un target price di 19,50 dai 15,50 euro. Inoltre il ceo dell’azienda della difesa, Roberto Cingolani, in un’intervista al FT ha detto che l’Europa deve adottare una strategia comune sugli investimenti nella difesa, guardando la questione da una prospettiva globale e prestando attenzione agli eccessi normativi che frenano lo sviluppo di campioni continentali. 

All’estremo opposto del paniere c’è Stm, -3,86%, in un comparto colpito dalle vendite da diversi giorni anche a causa dei problemi di Apple (declassata pure da Piper Sandler&Co a ‘neutral’ da ‘overweight’) e oggi fiaccato dall’israeliana Mobileye Global (-25,7% al Nasdaq) secondo cui i ricavi 2024 saranno al di sotto delle previsioni, a causa di un calo della domanda.

La possibilità di una ripresa del Risiko bancario mantiene vivaci inoltre gli scambi nel settore e anche oggi sono in denaro Banco Bpm +4,05%, Bper +3,14%, Unicredit +3,08%, Intesa +2,32%. Non si spengono i riflettori neppure su Montepaschi +0,91% che, da inizio anno, ha già guadagnato l’8,55%. Tra i finanziari è in luce Finecobank +2,36%.

I titoli oil hanno perso smalto nel corso della seduta e chiudono contrastati. Il migliore è Saipem +3,22, mentre Tenaris cede l’1,2%.

Archiviano una seduta in ripresa le utility: Terna +3%, A2a +2,31%, Snam +2,53%.

Arretrano Diasorin -1,4%, Cucinelli -1,48% e Moncler -1,58%. 

Petrolio in calo, euro in ripresa, ma i tassi salgono

Tra le materie prime il petrolio passa in calo, nonostante i timori di allargamento del conflitto in Medio Oriente e i problemi nel Mar Rosso. Il Brent, marzo 2024, al momento cede l’1,05%, 77,43 dollari al barile; Wti, febbraio 2024, perde l’1% 71,92 dollari al barile.

Sul mercato dei cambi prende fiato il dollaro (ma lo yen va sempre più giù) e l’euro recupera circa lo 0,3% contro il biglietto verde per un cambio intorno a 1,095.

I dati macro del giorno si fanno sentire però sull’obbligazionario e il decennale americano mostra un rendimento in salita, prossimo al 4%.

La carta italiana chiude in verde invece: lo spread tra Btp e Bund decennali è in calo a 165 punti base, anche se i tassi salgono. Il titolo tricolore è indicato al 3,76% e quello tedesco al 2,1%.

Buone notizie arrivano dal Pmi servizi dell’Eurozona, che resta in contrazione ma sale al massimo da 5 mesi, a 48,8 punti base.

Commenta