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Borsa 30 novembre: i mercati scommettono sul calo crescente dell’inflazione e sulla svolta sui tassi

Apertura in rialzo per le piazze azionarie del Vecchio continente che sono convinte del cambio di passo delle Banche centrali

Borsa 30 novembre: i mercati scommettono sul calo crescente dell’inflazione e sulla svolta sui tassi

La Borsa di Milano risale ai livelli di 15 anni fa. Occorre risalire al 2008, l’anno della crisi dei subprime per rivedere l’indice Ftse Mib ad un soffio dai 30 mila punti. Per i pessimisti un’occasione per ribadire in terreno perduto dal mercato finanziario italiano. Ma anche un modo per sottolineare le potenzialità di ripresa della nostra economia in un quadro generale sostenuto dalla pioggia dei record di novembre, il mese migliore degli ultimi tre anni, che oggi sarà messo alla prova da due test decisivi: i dati sull’inflazione americana e l’esito del vertice Opec +.

Piazza Affari, in linea con le altre borse europee, apre in rialzo trainata da Leonardo, Tenaris, Stm e Stellantis.

Il pil usa sale al 5,2%, cauto il Beige book

Il Toro si avvicina al doppio esame sulla spinta di un nuovo dato positivo: ieri sera + stato rivisto al rialzo il pil Usa del terzo trimestre al 5,2% dal 4,9% iniziale a conferma che la temuta frenata non si tradurrà in recessione. Però il Beige bookribadisce che la spesa dei consumatori, il vero motore dell’economia americana, è in frenata: nelle ultime settimane i consumatori hanno ridotto le spese discrezionali e gli acquisti di beni durevoli, come mobili ed elettrodomestici. Le persone “hanno mostrato una maggiore sensibilità ai prezzi”, si legge nel rapporto.

Anche dalla Cina sono arrivati nuovi segnali di rallentamento. Per il secondo mese consecutivo, l’indice PMI China Manufacturing segnale contrazione, in novembre la lettura è stata 49,4, più o meno i livelli di ottobre. Il consensus era 49,8. L’indice PMI non manifatturiero segnala espansione, essendo rimasto sopra lo spartiacque dei cinquanta punti, ma di poco. 

Sale anche la Cina, ma soffrono gli indici pmi

In lieve rialzo le Borse di Shanghai e di Hong KongPechino, di fronte alla frenata degli investimenti dall’estero, cerca di attrarre di nuovo l’attenzione delle multinazionali 

Positiva anche la Borsa di Tokyo. Nikkei 0,2%, +8,50% il bilancio mensile. Le vendite al dettaglio sono aumentate in Giappone al ritmo più lento di quest’anno, mentre la produzione industriale nello stesso mese di ottobre, è cresciuta più del previsto.

Kospi di Seul piatto oggi, +10,8% a novembre. Stanotte la banca centrale della Corea del Sud ha confermato i tassi di interesse al 3,5%, decisione ampiamente scontata dal mercato. La produzione industriale ha registrato in ottobre una crescita dell’1%, in rallentamento dal +3% di settembre e parecchio sotto le aspettative.

Milano ai massimi dal 2008, corre Stellantis

Tutt’altro clima nelle Borse occidentali, sotto la spinta della probabile, seppur lenta svolta nei tassi di interesse, che stanno ripiegando assieme all’inflazione. L’indice MSCI World (3.013) è cresciuto a novembre del +8,90%, per trovare di meglio (+12%) bisogna risalire al novembre del 2020. Il Nasdaq viaggia su un +11%, S&P 500 +8,50%.

Milano l’indice Ftse Mib ieri ha chiuso in rialzo del +1,1% a 29.688 punti e i massimi dell’anno, nonché massimi da 15 anni, sono a 29.757 punti. 

A guidare la corsa assieme a Mps è stata ieri Stellantis +5,3%. Il titolo è stato trascinato anche da General Motors che ha alzato del 33% i dividendi a 12 centesimi per azione e ha annunciato un piano di buyback per 10 miliardi di dollari, il più consistente di sempre. Un’indicazione che potrebbe esser seguita anche da Tavares e John Elkann.

Vivace e positiva la seduta dei governativi della zona euro. Bund decennale a 2,43% da 2,49%, sui minimi da luglio, Btp decennale a 4,16% da 4,25%, sui minimi da fine agosto. 

Attenzione che su questi livelli, il future sul Btp decennale sta per completare il mese migliore da luglio 2015: +4,90%.

Giornata chiave per l’Opec+ e l’inflazione in Ue e Usa

Cosa ha scatenato gli acquisti? A novembre l’inflazione tedesca armonizzata, anno su anno, è scesa al +2,3% dal +3% del periodo precedente. Il dato è migliore delle attese, pari a +2,5% e sul ritmo più basso da giugno 2021. Mese su mese, il dato mostra un calo del -0,7%, dal -0,2% del periodo precedente. Gli analisti stimavano -0,5%.

Inizia una giornata cruciale per capire dove sta andando l’inflazione. Sono in agenda per l’Eurozona la stima prezzi consumo novembre (11:00), attesa +2,7% anno.

Ancor più importante l’indice Pce americano. L’attesa è per un rialzo dello 0,2% rispetto ad ottobre, +3,5% su base annua.

Intanto la borsa degli Stati Uniti sale, scendono i tassi di mercato e rimbalza debolmente il dollaro. Nasdaq +0,5%, S&P 500 +0,4%.

Seduta di assestamento invece per i Treasury Usa: decennale a 4,28% da 4,26%, sui minimi da metà settembre, biennale 4,65% da 4,63%, sui minimi da luglio. 

Wall Street si distingue Foot Locker +8%. La società dell’omonima catena di negozi di snakers e abbigliamento casual ha alzato le stime sull’andamento delle vendite a parità di perimetro. 

Las Vegas investe due miliardi per il basket di Dallas

Nuovo record per lo sport Usa. Las Vegas Sands -6%. Il primo socio del gestore di sale giochi ha messo sul mercato azioni per due miliardi di dollari. Il ricavato sarà impiegato per l’acquisizione di una quota della squadra di basket NBA di Dallas.

Pausa nel rialzo dell’oro trattato a 2.42 dollari l’oncia in assestamento a circa un punto dal record storico dell’agosto 2020, segnato a 2.075 usd. Novembre viaggia su un guadagno del +3,6%. Occhi puntati oggi ai dati sull’inflazione della zona euro e ai dati sul Pce statunitense, particolarmente seguito dalla Fed: una frenata superiore alle attese dei due dati potrebbe spingere il prezzo a battezzare il nuovo record.

Petrolio in ripresa, nuova tregua a Gaza

La nuova tregua a Gaza favorisce l’andamento del petrolio. Brent (83,30 usd), Wti (74,80 dollari. Novembre dovrebbe essere il secondo mese negativo di seguito, -4,5%. Gli investitori attendono gli esiti della riunione dell’Opec+ in agenda oggi, 30 novembre. A sostenere il prezzo è anche l’interruzione delle forniture causata da una tempesta nel Mar Nero e la riduzione delle scorte statunitensi. Una forte tempesta nella regione del Mar Nero ha interrotto fino a 2 milioni di barili al giorno (bpd) di esportazioni di petrolio dal Kazakistan e dalla Russia, secondo quanto riferito da funzionari statali e agenti portuali. Lo riporta Reuters

Eni, Giorgetti per la vendita di una quota

Da seguire Intesa Sanpaolo dopo lo stop dell’’Antitrust che ha adottato un provvedimento cautelare nei confronti di Intesa e di Isybank per impedire il passaggio alla banca digitale dei correntisti che non forniscano il proprio consenso espresso.

Unicredit, la banca è esposta per circa 600 milioni nel gruppo immobiliare in fallimento Signa, ma questo non desterebbe preoccupazioni per i conti.

Eni. Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ridurre la quota dello Stato in Eni, sfruttando gli effetti sull’azionariato del piano di buyback della società “è una proposta che ha senso, è una buona idea”. Lo ha detto a margine del Question Time in Parlamento. Secondo quanto riferito a Reuters da tre fonti il 10 novembre, alcune banche d’investimento hanno proposto al Tesoro di cedere una parte della partecipazione pubblica nel gruppo energetico alla luce del fatto che il completamento del buyback e la cancellazione delle azioni acquistate permetterebbe a Roma di ridurre la quota senza perdere il controllo della società.

MFE vede una raccolta pubblicitaria in Italia in crescita dell’1,5% quest’anno, forse anche un po’ meglio, dopo il +9% registrato a novembre, ha detto l’Ad Pier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa. Per il progetto di una piattaforma televisiva europea, Mfe ha ricevuto manifestazioni d’interesse non solo dal Portogallo, ma anche da mercati più ampi, ha detto Berlusconi aggiungendo che la partecipata tedesca ProSiebenSat.1 dovrebbe concentrarsi sul core business della Tv e monetizzare gli altri business.Enel è a buon punto nella cessione del 50% di 3Sun, l’impianto di produzione di pannelli fotovoltaici situato a Catania. Lo scrive stamattina il Corriere della Sera. Gli acquirenti dovrebbero essere Nextenergy-Ikea.

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