Le banche mettono la loro firma anche sull’ultima seduta 2025 di Piazza Affari, che chiude oggi in bellezza con un rialzo dell’1,14%, a 44.944 punti base, tornando ai massimi da circa 25 anni, guidata da Mps (+2,63%). Un progresso, quello milanese, che si inserisce in un contesto europeo in buon guadagno e scarsamente influenzato dal nervosismo di Wall Street, volatile, nella mattina americana, in attesa che vengano pubblicati più tardi i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. Così Francoforte si apprezza dell’1,06%, con Londra +0,8%, Parigi +0,69%, Amsterdam +0,54%, Madrid +0,91%.
Wall Street invece sembra per ora fallire il rally di Babbo Natale, un fenomeno stagionale in cui l’S&P 500 registra tipicamente guadagni negli ultimi cinque giorni di negoziazione dell’anno e nei primi due di gennaio, secondo lo Stock Trader’s Almanac. Gli investitori si stanno ancora interrogando sulla mole di investimenti e di valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre i dubbi sembrano destinati a riaffacciarsi anche il prossimo anno. Al momento però tra le mega tech si apprezza Meta (Facebook), +1,16%, che ha appena acquistato una startup di Ia.
Rimbalzano oro e argento
Intanto le tensioni geopolitiche e la frenata sul percorso di pace tra Russia e Ucraina, dopo il giallo dei droni in attacco su una residenza di Putin, rimettono in pista oro e argento, nei quali gli investitori trovano sempre rifugio. Rimbalza l’oro spot dello 0,85% a 4368,96 dollari l’oncia e il future argento marzo 2026 recupera gran parte del terreno perduto con un progresso del 7,87%, che fa risalire il prezzo oltre 76 dollari.
Sul mercato dei cambi il dollaro tenta una timida risalita in prossimità della fine di 12 mesi che probabilmente saranno ricordati per il calo più rapido mai vissuto dal biglietto verde in quasi un decennio e, riferisce il FT, gli analisti sostengono che ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed spingeranno la valuta statunitense ancora più in basso. Oggi l’euro cede circa lo 0,2% contro il dollaro, per un cross intorno a 1,175. Tra le materie prime il petrolio è in timido progresso, dopo le nuove minacce all’Iran del presidente Usa Donald Trump: Brent +0,18%, 61,60 dollari al barile; Wti +0,36%, 58,29 dollari.
Piazza Affari agguanta una capitalizzazione superiore a un miliardo e chiude un anno d’oro con le banche
Con la seduta di oggi Piazza Affari manda in archivio un anno d’oro, in cui la borsa milanese ha superato la capitalizzazione di mille miliardi di euro, pari al 47,2% del Pil, dagli 811 milioni del 2024, anche se il numero delle società quotate si è ridotto.
A questo risultato hanno contribuito in primo luogo le banche e, tra le blue chip, anche oggi sono in luce Mps, Unicredit +2,29%, Pop di Sondrio +1,87%, Bper +1,98%, Mediobanca +2,12%, Intesa +1,42%, Banco Bpm +1,6%. Si tratta di una carrellata di titoli vista più volte nel corso di 12 mesi ricchi di tentativi (più o meno riusciti) di aggregazioni. Quest’anno l’indice dei bancari ha guadagnato circa il 66%, mentre il FTSE Mib chiude il sesto mese consecutivo in progresso, con un bilancio annuale superiore a +31%, miglior performance da almeno 20 anni.
Tra i titoli in evidenza oggi torna Telecom +1,62%, dopo le prese di profitto di ieri. Rimbalza anche Leonardo, +1,4%, indebolito ieri dai “timori” di pace insieme ad altri titoli della difesa come Fincantieri (+0,91%). Il colosso della cantieristica ha reso noto oggi di essersi aggiudicato – attraverso la controllata Wass Submarine Systems – un importante ordine dalla Marina Indiana per la fornitura dei siluri pesanti Black shark advanced, il cui valore complessivo è di oltre 200 milioni di euro. Si tratta del contratto più grande mai realizzato nella storia di Wass. Il titolo Fincantieri quest’anno è salito in misura superiore al 14%.
Bene oggi anche Stm +1,49% e Italgas +1,6%. Le sole blue chip in rosso in questa seduta sono Ferrari -0,06% e Moncler -0,54%, in un settore del lusso che ha vissuto molti alti e bassi nel 2025. Fuori dal Ftse MIb s’impenna però la piccola Aeffe, +15,41%, in decisa ripresa dai recenti minimi. Bene Webuild +2,09%, che si è aggiudicata la commessa da 660 milioni per la prima tratta del lotto 1 della metro 10 di Napoli.
Spread si allarga
Giornata no invece sul secondario, proprio nel giorno in cui il parlamento ha approvato in via definitiva la manovra 2026 che prevede la riduzione dell’indebitamento netto. Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata chiude a 66 punti base (in rialzo del 3,51% rispetto alla chiusura di ieri) e i tassi salgono rispettivamente al 3,51% e 2,85%.