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Borsa 3 gennaio: un report di Barclays su Apple scatena le vendite sul tech e spinge al ribasso tutti i mercati

Giornata borsistica orientata ovunque al ribasso – Asia negativa e partenza difficile per i listini del Vecchio continente

Borsa 3 gennaio: un report di Barclays su Apple scatena le vendite sul tech e spinge al ribasso tutti i mercati

L’euforia delle feste è svanita in un colpo solo ieri sera quando su Wall Street è piombato un report di Barclays dedicato ad Apple: uno spietato underweight -4,25%, motivato dalle prospettive negative sule vendite dell’IPhone. Una sberla che si è presto estesa a resto del mondo tech spazzando via il rally di fine anno: “i magnifici sette”, i titoli protagonisti del rialzo dei mesi scorsi hanno chiuso con una flessione dell’ 1,7%, ovvero, una perdita, a livello di capitalizzazione di 238 miliardi di dollari, più o meno un terzo della capitalizzazione complessiva di Piazza Affari.

Oggi attesi i verbali della riunione Fed di dicembre

Ad innescare la retromarcia è stata anche l’arrivo per i primi dati sensibili del nuovo anno. In attesa dei primi numeri sul mercato del lavoro di domani, si comincia oggi con la pubblicazione dei verbali della riunione della Fed, quella che a dicembre ha visto il cambio di rotta sui tassi, ovvero la prima occasione per valutare la solidità della nuova strategia di Powell.

L’inversione di tendenza sul mercato Usa non ha impedito al Dow Jones di ritoccare il record storico ma ha avuto un’eco immediata sui listini asiatici. L’indice Kospi di Seul, arrivato ieri a toccare i massimi degli ultimi sette mesi, è in calo del 2%. S&P ASX 200 di Sidney -1,3%.

Ribassi diffusi anche in Cina

CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,5%. Taiex di Taipei -1,5%. Hang Seng di Hong Kong -1,2%. All’indomani della peggior seduta del Nasdaq da ottobre, l’indice ’Hang Seng Tech perde il 2,4%. Tencent e Netease hanno girato al rialzo nel corso della notte, sulle indiscrezioni di Reuters relative a un possibile ammorbidimento delle autorità di Pechino sul tema dei giochi online. Resta chiuso il mercato finanziario del Giappone.

L’Europa non sfugge alla frenata: Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in calo dello 0,3%

Ieri le borse del Vecchio Continente hanno messo a segno nuovi rialzi. L’indice Stoxx600 ha toccato i massimi degli ultimi 23 mesi. A mettersi in luce sono stati soprattutto i titoli della difesa, la tedesca Rheinemetall ha toccato il massimo storico e l’italiana Leonardo il massimo degli ultimi sei anni.
A Piazza Affari hanno galoppato le banche. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico invece, è calata improvvisamente la propensione al rischio, o almeno su quello estremo. La revisione al ribasso dell’indice PMI manifatturiero di S&P Global non è probabilmente il dato nuovo in grado di giustificare il ribasso del Nasdaq e la risalita dei rendimenti delle obbligazioni. Secondo Bernstein, nella prima parte di gennaio ci potrebbe essere un assestamento o una modesta correzione, prima che l’azionario ritrovi slancio con l’arrivo della stagione delle trimestrali che comincerà la prossima settimana.

La discesa della propensione al rischio porta su il dollaro. A 1,096. E’ probabile che la debolezza del dollaro continuerà anche l’anno prossimo, soprattutto se la Fed taglierà i tassi all’inizio del 2024, ma la resilienza dell’economia statunitense potrebbe limitarne il declino.

Resta in contrazione l’attività economica del settore manifatturiero dell’Eurozona. L’Indice HCOB Pmi sul settore manifatturiero elaborato da S&P Global ha registrato a dicembre una leggera ripresa attestandosi a 44,4 punti, dai 44,2 punti di novembre. “La produzione ha proseguito a calare e la perdita dei posti di lavoro è proseguita per il settimo mese consecutivo”, si legge nella nota. “Qualche segnale nei movimenti dei sottoindici suggerisce che il peggio della crisi del settore industriale sia passato, con la contrazione dei nuovi ordini e dell’attività di acquisto in rallentamento mentre l’ottimismo è risultato in leggera salita ai massimi in otto mesi”.

Il rendimento del Treasury Note a dieci anni è a 3,92%. In Eurozona: Bund decennale a 2,03%. BTP decennale a 3,70% di rendimento, poco lontano dai minimi da agosto 2022.

Debole il petrolio: Brent a 76 dollari è arrivato alla quarta seduta consecutiva di ribasso. Le considerazioni sull’andamento della domanda hanno prevalso anche ieri sugli iniziali timori di tenuta dell’offerta. La notizia dell’ingresso di un cacciatorpediniere iraniano nel Mar Rosso aveva portato il greggio a segnare un rialzo di circa il 3%, ma nel giro di poche ore, La tendenza si è di nuovo invertito. Non sembra per ora avere una ricaduta sui mercati la notizia dell’uccisione di alto dirigente di Hamas a Beirut. Il governo libanese ha incolpato Israele dell’esecuzione.

Continua la marcia delle criptovaluta. Bitcoin +0,3% a 45.300 dollari, massimo da quasi due anni. Il futuro delle criptovalute ruota tutto intorno al via libera della Sec alla quotazione a Wall Street degli ETF spot
Ancora in calo le immatricolazioni di Stellantis
Stellantis . A dicembre il gruppo ha registrato un calo dell’8,56% delle immatricolazioni di auto in Italia, a fronte di un rialzo del 5,88% del mercato.
L’operatore del settore dei crediti deteriorati Gardant sarebbe al centro delle attenzioni dei principali competitor attivi in Italia, come Prelios, Intrum e Dovalue e di qualche operatore estero come la francese iQuera, scrive MF. Anche se al momento non sono state presentate offerte vincolanti, non è escluso che un sondaggio sul servicer controllato dal fondo Elliot sia stato già avviato, aggiunge il quotidiano sottolineando tra i principali ostacoli ad una eventuale operazione di M&A ci sia quello relativo alla valutazione.

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