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Borsa 22 dicembre chiusura: spread Btp-Bund sotto 160 e a Wall Street crolla la Nike malgrado i conti in ordine

Ultima seduta di Borsa tranquilla con scambi ridotti prima della pausa di Natale – Colpisce però lo scivolone della Nike – Prosegue la discesa virtuosa dello spread che tocca i 156 punti

Borsa 22 dicembre chiusura: spread Btp-Bund sotto 160 e a Wall Street crolla la Nike malgrado i conti in ordine

L’ultimo regalino sotto l’albero, per i ricchi mercati azionari del 2023, arriva oggi dall’inflazione statunitense di novembre, in ulteriore rallentamento e sotto le attese. Questo consolida le scommesse su un più consistente e rapido taglio dei tassi da parte della Fed l’anno prossimo, sostiene la propensione al rischio e fa scendere i rendimenti dei Bond, mentre il dollaro appare debole.

Così, nell’ultima seduta prima della pausa natalizia, Piazza Affari si apprezza dello 0,26%, a 30.353 punti base, mentre lo spread si restringe a 156 punti base (-4,38%), con tassi in calo. Il Btp decennale è indicato in chiusura al 3,53% (sui minimi da agosto 2022) e il Bund di pari durata all’1,97%.

Anche nel resto d’Europa i volumi sono risultati ridotti prima delle feste e gli indici chiudono poco mossi, ricordando però che si trovano intorno ai massimi di molti mesi, se non di sempre. Francoforte sale dello 0,14%, Parigi, Madrid e Londra sono piatte. Amsterdam si distingue in negativo con un ribasso dello 0,56%, appesantita dal tonfo di Prosus -13,37%, gruppo olandese di investimenti tecnologici, allarmato dal progetto normativo cinese volto a limitare l’uso dei videogiochi.

Wall Street in rialzo con inflazione. Nike -11%

Il clima ha virato al bello a New York dove Wall Street, contrastata in avvio, si sta muovendo ora in rialzo alla luce del nuovo dato Pce sull’inflazione di novembre. Questa è cresciuta su base annua del 2,6%, contro il 2,8% previsto. Su base mensile segna un calo dello 0,1%, contro una proiezione che vedeva la situazione stabile. La componente ‘core, misura preferita dalla Fed per avere maggiore chiarezza sulle prospettive dei tassi, cresce dello 0,1% contro attese di +0,2%; su base annua +3,2% contro le attese di +3,3% (+3,5% in ottobre).

Dopo queste notizie anche il Dow Jones, negativo in avvio, sembra aver trovato la giusta intonazione (+0,13%), nonostante le intense vendite su Nike (-11.39%) – peggior blue chip del giorno – che ha tagliato le previsioni di fatturato annuale a causa dei consumi deboli.

Dollaro debole

In questo contesto il dollaro rimane debole. L’euro ritrova un cambio di 1,1, mentre il franco svizzero ha toccato in giornata il top da nove anni contro il biglietto verde.

Anche la sterlina si rafforza, nonostante la discesa del pil del terzo trimestre che fa salire le probabilità di un taglio dei tassi da parte delle BoE.

I dati macroeconomici di giornata, relativi all’Italia, sono in chiaroscuro. Dopo quattro mesi consecutivi di ribassi ha ripreso a salire la fiducia delle imprese nel mese di dicembre e sale ancora quella dei consumatori. Il fatturato dell’industria però segna un modesto +0,1% a ottobre rispetto al mese precedente e anno su anno scende dell’1,7%, in diminuzione per il settimo mese consecutivo.

Tra le materie prime mostra qualche volatilità il petrolio, che al momento è in perdita frazionale sia per i future Brent sia per il Wti.

Brilla invece l’oro, con lo spot gold vicino a 2060 dollari l’oncia (+0,67%).

Piazza Affari fiacca prima delle vacanze

Piazza Affari appare fiacca prima del lungo weekend e vede variazioni limitate in alto e in basso sui singoli titoli.

In cima al listino ci sono le banche: Banco Bpm +1,17%, Monte Paschi +1,02%, Mediobanca +0,99%, Bper +0,67%, Intesa +0,65%.

Bene Diasorin +0,93% e sono in verde i titoli dell’energia e dintorni: Snam +0,8%, Enel +0,67%, Eni +0,58%, Prysmian +0,54%.

La parte negativa del listino ospita variazioni altrettanto modeste. Cedono ai realizzi Amplifon -0,88% e Iveco -0,47%.

Non trova la benzina necessaria a rimbalzare Ferrari -0,55%. Sono deboli i titoli della moda, impensieriti dalle pressioni di Nike.

Fuori dal paniere principale si spegne l’entusiasmo per la Juventus, -2,12%, ieri in rally dopo la sentenza europea che riapre le porte alla Superlega. La società bianconera ha intanto nominato gli advisor per l’aumento di capitale del club e la rassicurazione della controllante Exor sulla sottoscrizione dell’eventuale inoptato.

Safilo cede l’1,78% dopo il divorzio da Chiara Ferragni a seguito dello scandalo dei panettoni. L’azienda di occhialeria ha interrotto l’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione delle collezioni degli occhiali a marchio Chiara Ferragni a seguito di una presunta “violazione di impegni contrattuali”.

Per ora tutto tace su Tod’s, -2%, che si era affidata all’influencer (che siede nel cda) per rilanciare il suo brand.

Bene invece De’Longhi +2,48%, dopo un’operazione con La Marzocco per creare un polo nel segmento delle macchine da caffè professionali.

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