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Berlusconi, le Borse: scattano i titoli dell’ex Mediaset. Il mercato scommette su operazioni di merger

A Piazza Affari, prendono il volo i titoli MediaForEurope di entrambi le categorie (A e B). Salgono anche le azioni di Mondadori – L’auto dà la carica al settore: riflettori su Volkswagen e Stellantis

Berlusconi, le Borse: scattano i titoli dell’ex Mediaset. Il mercato scommette su operazioni di merger

Piomba su Piazza Affari la notizia della scomparsa di Silvio Berlusconi. E gli operatori, da tempo preparati, fanno i conti con la scomparsa di uno dei maggiori protagonisti della vita italiana degli ultimi cinquant’anni. Anche sul mercato finanziario. La prima reazione, la più evidente, riguarda le sorti dell’impero televisivo. Sono in forte rialzo i titoli Mef di entrambi le categorie, con guadagni in doppia cifra. Il mercato scommette su possibili novità dell’ex Mediaset, impegnata in una logorante battaglia di trincea nella tedesca Prosiebensat. La sensazione è che possa accelerare il processo di creazione di un network continentale che abbia il gruppo Fininvest tra i protagonisti. Anche se c’è chi pensa ad una cessione. Molto forti i volumi scambiati per entrambe le categorie di azioni, le B superano quota 8,3 milioni da una media a 30 giorni per una intera seduta di 1,1 milioni; mentre le A trattano oltre 15 milioni da 3,6 milioni di media.

Modeste le reazioni per Banca Mediolanum, saldamente nelle mani della famiglia Doris e per Mondadori.

L’effetto è comunque solo uno degli elementi che caratterizzano l’avvio della settimana degli appuntamenti delle banche centrali: i listini europei sono tutti in terreno positivo grazie al traino del mondo auto e del lusso. A Milano l’indice segna alle 12 un rialzo dello 0,8% in linea con urostoxx e Dax di Francoforte.

In Borsa corre anche l’auto: Volkswagen cambia marcia, corre Tesla

Handelsblatt anticipa stamane le linee guida del piano di riorganizzazione di Volkswagen (+2,5%), il più profondo degli ultimi anni. L’ad Oliver Blume intende presentare i punti principali agli investitori in occasione di un capital markets il 21 giugno. Il gruppo prevede di aumentare gli utili di circa 3 miliardi di euro all’anno grazie al contributo di tutti i marchi che comprendono Volkswagen, Skoda e Seat. 

In grande evidenza anche Stellantis su del 2% circa. L’azienda mineraria globale Glencore, Stellantis e l’unità di batterie di Volkswagen PowerCo hanno accettato di appoggiare un’operazione da 1 miliardo di dollari da parte della Spac (Special purpose acquisition company) Acg Acquisition Company per l’acquisto di due miniere in Brasile. Acg, Spac quotata a Londra, acquisterà le miniere di solfito di nickel a Santa Rita e la miniera di rame di Serrote dai fondi private equity di Appian Capital.

A confermare la danza degli accordi tra i Big, impegnati nelle tante sfide della conversione all’elettrico merita ricordare l’accordo di venerdì sera tra Tesla e Gm.

Brilla in vetta all’indice principale Prysmian +3,12%. 

Tra le note negative Tim – 1,3% dopo l’accoglienza fredda da parte di Vivendi dei rilanci sui pretendenti per l’acquisto della rete. 

Perde colpi Banca Mps dopo il no di Montani (Bper) e Cimbri (Unipol) ad un merger con l’istituto controllato dal Tesoro.

BTp, rendimenti e spread in leggero calo

Sul mercato obbligazionario il Treasury decennale è poco mosso con un rendimento del 3,75%.

Il BTP decennale tratta al 4,10%. Lo spread, che misura il differenziale tra BTP e BUND decennale, è sceso a 161 punti base, il livello più basso da inizio anno per merito del successo di Btp Valore.

Euro-dollaro poco mosso, giù il petrolio

L’euro dollaro è quasi fermo a 1,075. Il dollaro ha chiuso la prima settimana negativa (-0,4%), dopo quattro consecutive al rialzo.

I prezzi del petrolio cedono circa 2 dollari in vista della riunione della Federal Reserve, Le esportazioni di petrolio russo verso la Cina e l’India sono cresciute nonostante l’attuazione dell’embargo dell’Unione europea e del meccanismo di ‘price cap’ del G7, avviato all’inizio di dicembre.

Goldman Sachs ha tagliato le sue previsioni sul prezzo del petrolio a causa di forniture più elevate del previsto da parte di Russia e Iran e ha aumentato le previsioni di fornitura per il 2024 per i due produttori e il Venezuela di un totale di 800.000 barili.

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