Condividi

Bce: “Avanti con gli acquisti. Ma serve anche l’aiuto Ue”

Presentando il rapporto sulle attività della Bce nel 2019, il vicepresidente de Guindos dice che l’Eurotower è “più determinata che mai a supportare l’economia dell’Eurozona” e si schiera a favore del recovery fund – Sulla sentenza della corte tedesca: “Sottostiamo alla giurisdizione Ue, sempre agito con proporzione”

Bce: “Avanti con gli acquisti. Ma serve anche l’aiuto Ue”

“La Bce farà tutto il necessario nell’ambito del proprio mandato per aiutare l’eurozona a superare questa crisi”. Lo scrive nero su bianco la presidente Christine Lagarde nella prefazione del rapporto sulle attività della Banca centrale europea nel 2019 e lo ribadisce il suo vice, Luis De Guindos, che l’ha presentata (rigorosamente in videoconferenza) in commissione Economica dell’Europarlamento. L’Eurotower, afferma De Guindos, è “più determinata che mai” a supportare l’economia della zona Euro alle prese con la durissima recessione causata dall’emergenza coronavirus. 

Sembrano lontani anni luci i tentennamenti e le gaffe di marzo, quando l’ex numero uno del Fondo Monetario internazionale mandò a picco i mercato dicendo di non “voler essere ricordata per un altro whatever it takes” ed escludendo dai compiti della Bce quello di “ridurre gli spread”. 

La Bce adesso ha cambiato marcia e la sua politica monetaria “continuerà a fornire il supporto necessario affinché la liquidità arrivi ai cittadini europei e all’economia reale”. Se non è un “whatever it takes”, poco ci manca. Il problema è che rischia, da solo, di non bastare: “la nostra risposta sarà resa più potente se tutte le altre politiche concorreranno a rafforzarsi a vicenda” dice de Guindos. Occorre “che la risposta fiscale alla crisi sia sufficiente forte in tutte le aree dell’eurozona. Famiglie e aziende devono poter contribuire alla ripresa dell’Europa ovunque si trovino. Ci deve ora essere un accordo politico che porti alla costruzione di strumenti adeguati per questa risposta comune e io guardo con fiducia alle prossime discussioni sulla base della proposta della commissione europea”.

LA RISPOSTA ALLA GERMANIA

Prima di scendere nei dettagli delle proposte, de Guindos risponde a distanza ai giudici della Corte Costituzionale tedesca che in una sentenza arrivata lo scorso 5 maggio hanno riconosciuto la legittimità del quantitative easing lanciato nel 2015, chiedendo però alla Bce di presentare entro tre mesi dei chiarimenti sulla proporzionalità delle azioni intraprese nel corso degli ultimi anni.

Noi sottostiamo alla giurisdizione della Corte di giustizia europea e ovviamente rendiamo conto al parlamento europeo”, ha sottolineato De Guindos, spiegando che “noi abbiamo due principi che ci guidano, la stabilità dei prezzi e l’indipendenza che è sancita dal trattato europeo. Quando prendiamo decisioni di politica monetaria, non lo facciamo in una torre d’avorio ma esaminiamo le interazioni con le altre politiche perché siamo ben coscienti delle interazioni”. 

Il vicepresidente della Bce ha sottolineato che la banca effettua sempre un’analisi della proporzionalità delle sue misure: “analizziamo tutti i fattori e quando prendiamo una decisione è perché riteniamo che i vantaggi siano superiori agli effetti negativi ma l’analisi della proporzionalità e degli impatti è costante”. Riguardo alla bassa redditività delle banche, lamentata soprattutto dalle autorità in Germania, de Guindos ha ricordato come questa abbia poco a che fare con la politica monetaria della Bce. Le banche hanno del resto beneficiato della ripresa economica che è stata facilitata dalle misure di politica economica varate dalla banca centrale nel corso degli anni e dalla riduzione degli npl a bilancio.

La risposta di de Guindos arriva a meno di 24 ore dalle durissime parole pronunciate dal ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, secondo cui la richiesta dei giudici di Karlsruhe “non rappresenta un elemento di stabilità”. In un comunicato il ministro ha ricordato come i trattati europei garantiscono l’indipendenza della banca centrale europea. “La Bce prende le sue decisioni in totale indipendenza – ha detto – e decide le condizioni di esercizio del suo mandato sotto il controllo esclusivo della corte di giustizia europea che è il guardiano dei trattati”. La Bce, ha aggiunto Le Maire, è “l’unica a poter giudicare cosa è necessario fare in termini di condotta della politica monetaria nell’eurozona”. 

LA POLITICA EUROPEA

Dopo i dati allarmanti sui PIL dell’Italia (-9,5%) e dell’Eurozona (-7,7%) forniti il 6 maggio dalla Commissione Ue, De Guindos parla delle armi che il vecchio continente deve utilizzare per cercare di percorrere la strada della ripresa, dando una spinta alla crescita. La prima, la più forte, è il “mercato unico”, afferma il vicepresidente della Bce, che rappresenta la fonte della prosperità collettiva. “Per questo è cruciale – ha detto – che lo ripariamo, rafforziamo e approfondiamo nei prossimi mesi. E questo vale in particolare ancor di più per il settore finanziario. Un mercato realmente integrato e resiliente è essenziale per assicurare la stabilità finanziaria e il finanziamento della nostra economia. Per questo deve essere cruciale nell’agenda dell’unione realizzare progressi sul fronte del mercato dei capitali”. “Occorre dare priorità – aggiunge de Guindos – alle iniziative volte a mobilitare i risparmi del settore privato e a migliorare la trasparenza e le informazioni per gli investitori a livello europeo. Data l’urgenza della situazione, dovremmo essere aperti a qualsiasi idea nuova e innovativa che possa accelerare il progresso sull’unione dei mercati dei capitali”.

La Bce, dal canto suo, farà la sua parte. Secondo quanto spiegando dal numero due dell’Eurotower, l’inflazione nell’Eurozona “è diminuita ulteriormente, allo 0,4% in aprile, dallo 0,7% di marzo, secondo le prime stime, principalmente a causa della forte caduta dei prezzi del petrolio. Sulla base delle attuali aspettative sui prezzi del petrolio, l’inflazione probabilmente calerà molto di più nei prossimi mesi”.  

In virtù di questi dati, “rimaniamo più determinati che mai ad assicurare condizioni finanziarie supportive in tutti i settori e in tutti i paesi per permettere a questo shock senza precedenti di essere assorbito. Rimaniamo pronti a fare ulteriori adeguamenti alla nostra politica monetaria qualora dovessimo rilevare che l’entità del nostro stimolo rimane inferiore a quanto è necessario”. 

RECOVERY FUND E PEPP

Entro metà maggio la Commissione Europea dovrebbe presentare il recovery fund su cui il Consiglio Ue ha raggiunto un accordo preliminare nel corso dell’ultima riunione. “Siamo a favore del recovery fund, anzi crediamo che sia assolutamente necessario -ha affermato de Guindos -. Ora il prossimo passo tocca al consiglio europea su proposta della commissione presentare il progetto di uno strumento che sia concretamente utile vista la situazione che attraversiamo, ovvero uno shock e una recessione senza precedenti”. 

Sul Programma pandemico di acquisto di asset (Pepp) l’economista spagnolo ha spiegato che “è un programma di emergenza relativo allo shock senza precedenti che siamo affrontando. Abbiamo indicato con chiarezza che intendiamo utilizzare tutta la flessibilità necessaria per perseguire il nostro obiettivo di evitare la frammentazione dei mercati finanziari”. “Combattere la frammentazione dei mercati finanziari a livello di debito sovrano – ha concluso de Guindos – è cruciale perché altrimenti le tensioni scendono a cascata agli altri livelli con inevitabile stretta sull’erogazione del credito, il che andrebbe a ostacolare la trasmissione della politica monetaria della banca centrale”.

Commenta