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Bcc, Cassa Centrale riapre lo scontro con ChiantiBanca

Nel giorno in cui l’assemblea straordinaria dei soci approva l’aumento di capitale di Cassa Centrale che alza la capitalizzazione a 1,26 miliardi di euro con contributo delle 100 Bcc aderenti per 700 milioni e delle società strumentali per altri 130 milioni, la capogruppo trentina del credito cooperativo annuncia che chiederà i danni a ChiantiBanca per il giro di valzer che l’ha riportata in Iccrea

Bcc, Cassa Centrale riapre lo scontro con ChiantiBanca

Via libera all’aumento di capitale ma anche allo scontro al calor bianco con ChiantiBanca, “rea” di aver ribaltato le alleanze nel credito cooperativoe di essere tornata in Iccrea dopo aver inizialmente optato per Cassa Centrale Banca: è questa la linea di condotta di Cassa Centrale Banca, la seconda capogruppo delle Bcc, la cui assemblea straordinaria ha approvato una manovra finanziaria che alza a 1,26 miliardi di euro la capitalizzazione, grazie all’apporto di 700 milioni  in contanti delle 100  banche aderenti e di altre 130 milioni delle società strumentali. “Ora -dice con soddisfazione il presidente di Cassa Centrale, Giorgio Fracalossi – siamo pronti ai test della Vigilanza della Bce”.

Proprio in coicidenza con l’assemblea la capogruppo trentina delle Bcc ha incassato anche l’adesione della Bcc di Sarsina in Romagna che sposta gli equilibri del credito cooperativo sia a livello regionale che nazionale.

Ma, al di là delle buone notizie che portano il sorriso ai vertici di Cassa Centrale e in tutte le 100 Bcc aderenti, Fracalossi non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia nei confronti di ChiantiBanca che di recente ha varcato il Rubicone lasciando la Cassa  Centrale per riapprodare nel gruppo concorrente che fa capo a Iccrea.

In un’intervista al Sole 24 Ore, Fracalossi riassume così la querelle: “E’ il consiglio di ChiantiBanca, e non i soci (Ndr. che devono ancora riunirsi in una nuova assemblea per decidere), ad aver deliberato di valutare l’adesione a Iccrea e ora tocca ai soci decidere” ma questi ultimi devono sapere che, di fronte a un loro cambio di indirizzo, siamo pronti a intentare causa: tuteleremo in ogni sede le nostre ragioni per difenderci dai danni anche patrimoniali che possono emergere”. Insomma, la tregua è lontana, lo scontro vicino.

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