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Bank of Japan rafforza il Qe, le Borse aspettano la Fed

La Banca centrale giapponese affina il controllo della curva dei rendimenti delle obbligazioni e le Borse asiatiche ringraziano – Stasera parla la Yellen – A Wall Street boom della biotech Tobira (+750%) – A Piazza Affari affonda Mps, ma Unicredit tiene – Brillano Diasorin e Prysmian.

Bank of Japan rafforza il Qe, le Borse aspettano la Fed

Il Giappone non cambia rotta, ma affina le armi per rendere più efficace la sua battaglia contro la deflazione. Immediata la reazione delle Borse: l’indice Nikkei, prima fiacco, sale dell’1,3%; ancora più vivace l’indice Topix (+1,9%). In ascesa soprattutto le banche e le società finanziarie, prime beneficiarie della linea d’azione sulla curva dei rendimenti.

Sul mercato delle obbligazioni sono partite le vendite: il rendimento del bond a 30 anni sale di 5 punti base, a 0,53%, in prossimità dei massimi da marzo. Il rendimento del bond a 10 anni sale a -0,017%, cinque punti base in più rispetto a ieri. Lo yen si indebolisce sul dollaro dello 0,8% a 102,5. Le altre Borse dell’Asia sono in moderato rialzo: Hong Kong +0,2%, Seul +0,2%.

Ma cosa ha fatto, di preciso, la Bank of Japan? Ha annunciato stamane una variazione del piano di stimolo, definita un “quantitative and qualitative easing”. In sintesi:

– i tassi di interesse restano negativi a -0,1%;

– il programma di acquisto di bond ed altri titoli (invariato per ora l’importo di 80 miliardi di yen al mese, ma non sono escluse variazioni in corso d’opera) sarà orientato al controllo della curva dei rendimenti delle obbligazioni;

– l’allargamento della politica monetaria proseguirà fino a quando l’inflazione non avrà raggiunto stabilmente un livello pari a +2% l’anno;

– e stato fissato un target per i titoli a dieci anni.

A WALL STREET RECORD DELLA BIOTECH TOBIRA (+750%)

Piatti i mercati Usa in attesa del verdetto della Fed di stasera (appuntamento alle 20 per la conferenza stampa di Janet Yellen). L’indice Dow Jones ha chiuso a +0,05%, S&P 500 +0,03%, Nasdaq +0,12%.

In grande fermento il settore salute, spinto dallo shopping di Allergan. Il colosso del pharma ha messo a segno 5 operazioni per un totale di 2,5 miliardi di dollari. Da Guinness dei primati il balzo della biotech Tobira, produttrice di trattamenti per le malattie al fegato, acquisita per 1,7 miliardi di dollari: +750%.

Wells Fargo chiude a +1,2% nel giorno dell’audizione in Senato del ceo John Stumpf, sotto tiro per lo scandalo dei conti aperti dalla banca all’insaputa dei clienti. La senatrice Warren ha chiesto le dimissioni del banchiere, “che deve andare in galera”.

Ad agosto i dati sulle richieste di licenze edilizie e l’avvio di nuovi cantieri residenziali sono stati peggiori delle attese. Lennar, gruppo leader delle costruzioni in America, perde il 3%.

PETROBRAS TAGLIA GLI INVESTIMENTI. SAIPEM -3,2%

Petrolio poco mosso: il Brent è scambiato a 45,9 dollari al barile (-0,1%). Sotto pressione i titoli del settore (-0,8%) per l’apertura di un’inchiesta della Sec sulla valutazione delle scorte nei bilanci delle Big Oil.

Petrobras, la compagnia petrolifera brasiliana, ha drasticamente rivisto al ribasso il piano industriale al 2021, tagliando gli investimenti a 74,5 miliardi di dollari, da 98 miliardi di dollari. L’annuncio è destinato a pesare su Saipem (-3,3%). Tenaris ieri -2,7%, Eni -1,8%.

EUROPA IN SONNO, PIAZZA AFFARI HA GLI INCUBI

Per le Borse europee ieri è stata una giornata di scarse emozioni e noiosa attesa in vista delle decisioni della Fed. In lieve ribasso Madrid (-0,34%) e Parigi (-0,13%). In territorio positivo, invece, Francoforte (+0,29%) e Londra (+0,30%). Piazza Affari, al contrario, ha vissuto una giornata di sofferenza, con l’indice FtseMib che ha chiuso in calo dell’1,17% a quota 16.207, fanalino di coda tra le Borse del Vecchio Continente.

Il secondario italiano ha archiviato in rialzo una seduta tonica che ha visto lo spread scendere fino a 126 punti base. I titoli a lunga scadenza, in particolare, appaiono più forti, determinando un appiattimento della curva dei rendimenti.

È continuata la sofferenza di Deutsche Bank (-3,8%), giunta alla sua terza seduta consecutiva di ribasso con una perdita cumulata del 14%. Scartata l’ipotsi di una fusione con Commerzbank (che non se la passa molto meglio), l’ad John Cryant si affida alla securitization: buona parte delle partite pendenti saranno trasformate in altrettanti cdo da assegnare ai creditori.

AFFONDA MPS: ORA VALE SOLO 550 MILIONI

Ancora una volta le vendite si sono accanite sul Monte Paschi (-6,4%). La causa scatenante è stata la notizia che l piano di patrimonializzazione dell’istituto possa slittare di alcune settimane (o mesi). Il titolo ha segnato in mattinata il nuovo minimo storico di 0,1833 euro, portando a -88% la perdita da inizio 2016. La capitalizzazione di Borsa si è ridotta a circa 550 milioni di euro.

Ha fatto ancora peggio Banca Carige (-6,83%). Sotto tiro anche le Popolari: Bpm -5,89%, Banco Popolare -4,54%, Bper -4,27%. Giù Intesa Sanpaolo (-2,7%) e Mediobanca (-2,7%).

TIENE UNICREDIT: TANTE LE OFFERTE PER PIONEER

Unicredit, invece, ha limitato la perdita a -0,8% in attesa di sviluppi sulla valorizzazione della controllata Pioneer e grazie alla promozione di Mediobanca a Outperform da Neutral. La Banca ha ricevuto ieri 7-8 offerte per Pioneer, la sua società del risparmio gestito messa all’asta quest’estate. In particolare, si sono fatte avanti Poste Italiane (-0,57%) in cordata con Anima (-0,69%) e Cdp.

Manifestazione di interesse anche da parte di Generali (-0,27%). Completano il lotto dei partecipanti le offerte di Amundi, Axa, Allianz, Natixis, Aberdeen e Macquarie. A questo punto il Cda di giovedì di Unicredit dovrebbe fare una scrematura delle offerte individuando una short list al massimo di cinque soggetti. Il piano strategico della Banca, comprese le misure di rafforzamento del patrimonio, sarà presentato per fine novembre.

CALANO ANCORA GLI IMPIEGHI, L’ABI: MANCA LA “BUONA” DOMANDA

Ad agosto lo stock dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese è risultato in calo tendenziale dello 0,3%, dopo il -0,6% di luglio. Il totale dei prestiti all’economia, che include anche la pubblica amministrazione, è in calo frazionale dello 0,2% su anno.

Gianfranco Torriero, vice direttore generale dell’Abi, presentando il rapporto mensile ha detto che manca ancora una domanda di finanziamenti di investimenti e per operazioni straordinarie, come fusioni ed acquisizioni, e i flussi sono prevalentemente alimentati da ristrutturazioni e rinnovi dello stock di crediti esistenti. “C’è abbondante offerta disponibile che le banche hanno tutto l’interesse a non lasciare inutilizzata, dato che verrebbe remunerata a tassi negativi in Bce”, spiega.

Gli istituti di credito della zona euro dovrebbero richiedere e ottenere un importo netto pari a 22,8 miliardi di euro in occasione della seconda operazione Tltro della Banca centrale europea, il cui risultato sarà reso noto giovedì.

BRILLANO DIASORIN E PRYSMIAN, MALE FINMECCANICA

In frenata gli industriali a maggior capitalizzazione. Fiat Chrysler è arretrata del 2,3%, Leonardo ha perso il 3%: i pubblici ministeri hanno chiesto una condanna a 16 anni per l’ad Mauro Moretti nell’ambito del processo per l’incidente ferroviario del 2009 a Viareggio.

Positive Prysmian (+1,32%) e Fincantieri (+0,99%) mentre Atlantia ha limitato i cali allo 0,1% all’indomani dell’acquisto di una quota di minoranza di Save per 174 milioni di euro, cifra ritenuta equa dagli analisti, che corrobora l’ipotesi di uno scorporo degli investimenti nel settore aeroportuale (in portafoglio c’è anche Adr) della società di casa Benetton.

Tra i titoli migliori Diasorin (-1,76%) e Saras (+1,53%), sostenuta dal rialzo del margine di raffinazione medio nell’area del Mediterraneo.

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