Condividi

Banco Bpm assemblea: vince la lista del Cda (58, 87%), Crédit Agricole conquista 4 seggi tra cui l’ex ministro Siniscalco

Presente il 72,32% del capitale all’assemblea di Banco Bpm, rieletto Castagna. Alla lista del Cda vanno 10 seggi, quattro ai francesi e uno ad Assogestioni. L’ad: “Voto in Mps per Lovaglio guidato da logiche industriali e legate ad Anima”

Banco Bpm assemblea: vince la lista del Cda (58, 87%), Crédit Agricole conquista 4 seggi tra cui l’ex ministro Siniscalco

Giuseppe Castagna e Massimo Tononi restano alla guida di Banco Bpm. L’assemblea degli azionisti ha confermato il tandem di vertice e rinnovato il consiglio di amministrazione, che resterà in carica fino alla primavera del 2029. La lista del Cda uscente ha ottenuto il 58,87% dei voti favorevoli, pari al 43,82% del capitale sociale, assicurandosi la maggioranza dei seggi. Dietro si è piazzata la lista di Crédit Agricole con il 30,9% delle preferenze (23,01% del capitale), mentre gli investitori istituzionali riuniti in Assogestioni hanno raccolto l’8% (5,9% del capitale). L’esito dell’assise, che ha visto la partecipazione del 72,32% del capitale con una quota votante pari al 74,45%, conferma inoltre il rafforzamento del ruolo del primo azionista francese, che ha aumentato la quota depositata dal 20,1% al 22,8%. Proprio il ruolo di Crédit è stato al centro delle parole di Castagna, che lo ha definito “un azionista assolutamente corretto, senza ingerenze”, escludendo al momento indicazioni su possibili mosse di scalata da parte della “banque verte”. Ha inoltre aggiunto che Crédit Agricole “non ha mai nascosto di voler salire sopra il 20% e può arrivare fino al 29,9%”.

Il risultato del voto chiude una delle assemblee più osservate della stagione finanziaria italiana, non tanto per l’esito in sé, ampiamente atteso, quanto per la fotografia aggiornata degli equilibri azionari. In base allo statuto e alla Legge Capitali, la distribuzione dei 15 seggi del consiglio non è proporzionale ai voti ma premia la lista prima classificata. La composizione finale è la seguente: 10 seggi alla lista del consiglio uscente, 4 alla lista della banca francese e 1 alla lista dei gestori. La distribuzione dei seggi riflette una governance che resta saldamente in mano al management, ma con un’influenza internazionale ormai strutturale. A Piazza Affari il titolo Banco Bpm ha chiuso in rialzo, con il mercato che premia la continuità del vertice.

Banco Bpm: seconda votazione e composizione del board

Al termine del primo scrutinio è scattata la seconda votazione sui singoli candidati della lista risultata prima, prevista dal meccanismo della Legge Capitali per definire la composizione del consiglio. In questo passaggio si è registrata l’esclusione del vicepresidente uscente Maurizio Comoli per effetto dei meccanismi legati all’equilibrio di genere, mentre è stata eletta Silvia Stefini. Confermato invece Alberto Oliveti, nonostante il parere negativo del proxy advisor Iss.

Il nuovo consiglio di Piazza Meda, che resterà in carica fino alla primavera del 2029, sarà quindi composto, per la lista del Cda, da Massimo Tononi (presidente), Giuseppe Castagna (ceo), Marina Mantelli, Luigia Tauro, Alberto Oliveti, Costanza Torricelli, Eugenio Rossetti, Giovanna Zanotti, Francesco Mele e Silvia Stefini. Completano il board i consiglieri indicati dalla lista francese: Domenico Siniscalco (ex ministro dell’Economia), Frédéric de Courtois, Rossella Leide e Alessio Foletti, mentre per Assogestioni entra in cda l’ambasciatore Giampiero Massolo.

Il Consiglio di amministrazione ha rinviato la scelta del vicepresidente: la carica sarà assegnata successivamente dal Cda con quorum ordinari.

Banco Bpm, via libera a bilancio e dividendo. Rinnovato il collegio sindacale

L’assemblea ha inoltre nominato il nuovo collegio sindacale, con Alfonso Sonato presidente. Ne fanno parte, come sindaci effettivi, Maurizio Lauri, Paola Maiorana, Nadia Valenti e Ambrogio Virgilio, mentre i sindaci supplenti sono Donata Paola Patrini, Silvia Rachela e Mario Tagliaferri. L’assemblea ha portato anche all’approvazione a larghissima maggioranza di tutti i punti all’ordine del giorno: il bilancio 2025, chiuso con un utile netto consolidato di 2,082 miliardi di euro (+8,4%), e la distribuzione di un dividendo complessivo di 1 euro per azione (0,54 euro a saldo, dopo l’acconto da 0,46). Approvate inoltre, con percentuali superiori al 97%, la politica di remunerazione e il piano di compensi basati su azioni, con l’autorizzazione anche a un buyback fino a 7 milioni di euro a servizio degli incentivi.

Tononi: “Abbiamo ancora un grande potenziale”

In apertura dell’assemblea di Banco Bpm, il presidente Tononi ha registrato la presenza del 72,32% del capitale. La quota depositata da Crédit Agricole è salita al 22,8%, BlackRock si è attestata al 5,21%, e la partecipazione del patto tra fondazioni e casse previdenziali pari al 5,93% del capitale (in calo rispetto all’8,3% del 2022), che continua a rappresentare un elemento di equilibrio, seppur in progressiva riduzione. Rilevanti anche le indicazioni dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, favorevoli alla lista del consiglio uscente e contrari alle alternative. 

Tononi ha sottolineato il valore del passaggio assembleare come “l’inizio di un nuovo capitolo”, evidenziando la combinazione tra continuità e nuove competenze all’interno del consiglio. Il presidente ha ribadito la necessità di proseguire “con determinazione nel percorso già tracciato”, puntando a generare valore per gli azionisti e al tempo stesso a preservare l’indipendenza dell’istituto, in un contesto di mercato complesso ma ancora ricco di potenziale.

Castagna su voto Mps: “Scelte industriali, non di schieramento”

Nel corso del confronto con i soci, il ceo ha risposto a una domanda sul voto espresso in assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, in un contesto in cui il consiglio di amministrazione di Banco Bpm aveva scelto di non assumere una posizione unitaria, delegando la decisione al presidente e all’amministratore delegato. Castagna ha spiegato che “Mps in questi anni è stato il secondo principale distributore di prodotti Anima e i nostri rapporti sono assolutamente positivi. La scelta di aver sostenuto durante l’assemblea del Montepaschi la lista che candidava Luigi Lovaglio come amministratore delegato non è stata una scelta di schieramento ma di logica industriale, che è l’unico pensiero che il nostro cda ha quando prende queste decisioni”.

Le joint venture in essere, Agos e la bancassurance, vengono invece definite un esempio di collaborazione industriale di successo. In ogni caso, ha aggiunto, eventuali sviluppi sul capitale resterebbero nelle mani dell’assemblea dei soci.

Castagna: “Ora proseguire con determinazione verso obiettivi 2027 del Piano”

“Mi associo alle parole del Presidente nel ringraziare le azioniste, gli azionisti e i nostri investitori per il supporto ricevuto, i consiglieri uscenti per il contributo offerto alla crescita del Gruppo, e nel salutare l’ingresso dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione – ha poi aggiunto Castagna al termine dell’assemblea -. L’anno appena trascorso si è chiuso con risultati di particolare rilievo: un utile netto di oltre 2 miliardi di euro, 1,5 miliardi di euro di dividendi distribuiti, a fronte della solidità patrimoniale ben rappresentata dal Cet1 Ratio del 13,6%”.

Guardando al futuro, Castagna ha indicato la priorità del nuovo mandato: “proseguire con determinazione verso gli obiettivi al 2027 previsti dal Piano Strategico”, nel segno della continuità del progetto industriale e del ruolo della banca a supporto di famiglie e imprese.

Ultimo aggiornamento venerdì 17 aprile 2026 alle ore 10:30

Commenta