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Baby-sitter, badanti, colf: in Italia il 50% è in nero

Il lavoro domestico vale nel nostro Paese circa 20 miliardi di euro l’anno, ma entro il 2030 il suo valore potrebbe raddoppiare, visto l’invecchiamento progressivo della popolazione

Baby-sitter, badanti, colf: in Italia il 50% è in nero

In Italia sono attivi 1,6 milioni di lavoratori domestici, di cui 850mila regolari e 750mila in nero. Questa la fotografia dell’Istat su un settore che comprende essenzialmente tre figure professionali: colf, badanti e babysitter.

I dati dell’Istituto di statistica non sono però accettati da tutti. Stando ai calcoli dell’Associazione delle famiglie di lavoro domestico, infatti, il settore comprende in tutto due milioni di persone, di cui 1,2 milioni irregolari. La componente femminile è schiacciante (88,3%), mentre l’età media è 48 anni. Quanto alla provenienza, nel 73,1% dei casi questi lavori sono svolti da cittadini stranieri, anche se negli ultimi anni la quota degli italiani è in crescita.

In termini economici, il lavoro domestico vale in Italia circa 20 miliardi di euro l’anno, ma l’Organizzazione internazionale del lavoro ritiene che questo valore, con opportune politiche di sviluppo, potrebbe raddoppiare entro il 2030.

La tendenza è legata all’invecchiamento della popolazione, che porterà gli over-75 al 23% del totale nel 2050 (dall’11% del 2016). 

Con l’obiettivo di regolarizzare il mercato del lavoro domestico nasce Orienta Family, la divisone di Orienta dedicata a questo specifico mercato del lavoro. L’iniziativa prevede l’applicazione del contratto nazionale di categoria che disciplina il settore domestico. 

“La sfida lanciata da Orienta Family è favorire la regolarizzazione del lavoro domestico in Italia puntando sui servizi a valore aggiunto – spiega Monica Archibugi, responsabile Orienta Family – Una delle leve che spinge molte famiglie a regolarizzare i rapporti di lavoro domestico con noi è l’attività di informazione che offriamo mostrando i grandi vantaggi del Ccnl domestico. L’economicità dei contributi, la flessibilità del tempo indeterminato, l’assicurazione sul lavoro per il lavoratore, la disoccupazione per il lavoratore dopo il licenziamento e molto altro. Abbiamo iniziato questo progetto grazie al focus sul baby-sitting con il portale lecicogne.net ed ora abbiamo ampliato i servizi di Orienta quali ricerca e selezione, contrattualizzazione, amministrazione contabile, gestione dei pagamenti, alle famiglie italiane, ma presto europee. I dati ci confortano – chiosa Archibugi – in questo senso e ci confermano che offrire un’assistenza ampia alle famiglie nella gestione del rapporto di lavoro domestico è un forte incentivo alla regolarizzazione. In un anno abbiamo registrato una crescita del 30% dei rapporti di lavoro regolari tramite la nostra piattaforma e grazie a questo tipo di servizi. Non solo, ma anche la leva del welfare aziendale può essere un valido strumento di incentivo all’emersione del lavoro nero in questo ambito”.   

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