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Atlantia, Benetton: “Non usciremo dalle infrastrutture, confermiamo Abertis”

In un’intervista rilasciata al Corriere della sera, Gilberto Benetton parla per la prima volta dopo la tragedia di Genova: “Se verranno accertati errori, saranno prese le decisioni che è giusto prendere” – Sulle concessioni : “Stesse condizioni economiche in tutto il mondo”.

Atlantia, Benetton: “Non usciremo dalle infrastrutture, confermiamo Abertis”

A tre settimane dal crollo del ponte Morandi di Genova parla Gilberto Benetton, a capo della famiglia azionista di Atlantia, società che controlla Autostrade per l’Italia.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Benetton ribadisce il cordoglio per le 43 vittime e la vicinanza alle loro famiglie, respingendo le accuse di “disinteresse” ricevute dopo la tragedia: “Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto”.



Il manager prova a spegnere anche le polemiche relative alla conferma di Fabio Cerchiai alla presidenza di Aspi e di Atlantia: “Se nel caso di Autostrade sono stati commessi degli errori, quando si sarà accertato compiutamente l’accaduto verranno prese le decisioni che sarà giusto prendere”, ha affermato l’imprenditore veneto.

Alle accuse di aver ricevuto favoritismi dalla politica, soprattutto in relazione alle condizioni economiche, molto favorevoli, previste dai contratti di concessione, Benetton replica così: “Riguardo alle condizioni economiche delle concessioni posso solo dire che quelle di Autostrade per l’Italia sono molto simili a quelle degli operatori del settore autostradale di tutto il resto del mondo”.

La tragedia di Genova non determinerà l’uscita di Edizione, la holding di famiglia, dal settore infrastrutture: “Siamo investitori di lungo termine e le infrastrutture hanno bisogno di capitale paziente. Ricordo che quando prendemmo Autostrade fatturava 2 miliardi di euro, tutti in Italia. Oggi Atlantia, con Abertis, avrà un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e con il peso delle attività internazionali pari a oltre il 50 per cento”, ha detto Benetton al Corriere, confermando infine anche l’operazione Abertis: “è una operazione importantissima per Atlantia  e per l’Italia, un’operazione che è stata chiusa e definita e che, guidata dall’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, proseguirà come è stato pianificato”.

Le parole del patron di Atlantia sembrano aver rassicurato gli investitori di Piazza Affari. Dopo un agosto da incubo, in cui il titolo ha perso quasi il 30% del suo valore, oggi le azioni guadagnano l’1,7% a 15,505 euro. Verso fine mattinata il titolo ha accelerato il rialzo sulla scia delle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In un’intervista al Huffington Post ha spiegato che per la concessione di Autostrade per l’Italia e la ricostruzione del ponte Morandi di Genova “la nazionalizzazione non è l’unica risposta. Valuteremo anche questa soluzione ma non possiamo escludere allo stato che si faccia una nuova gara”. Il titolo, che nella prima parte della seduta si era attestato in rialzo contenuto, ha ingranato la marcia più alta e sale alle 12:51  del 2,73% a 17,675 euro per azione, ai massimi di giornata. Nonostante il recupero odierno, Atlantia perde comunque più del 29% rispetto al 13 agosto, il giorno prima della tragedia di Genova.

Aggiornato alle 13:07 del 6 Settembre 2018

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