Il mercato del lavoro italiano, e lombardo in particolare, si trova a fare i conti con tre grandi cambiamenti: l’invecchiamento della popolazione, le trasformazioni tecnologiche e la transizione verde. Entro il 2100, un europeo su tre avrà più di 65 anni. A questo scenario demografico si sommano le tensioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina all’instabilità mediterranea, e gli effetti del cambiamento climatico, con la prospettiva di 220 milioni di migranti ambientali entro il 2050.
In questo contesto, il capitale umano migrante diventa una risorsa decisiva, non solo per coprire i vuoti occupazionali, ma anche per sostenere innovazione e crescita.
Assolombarda presenta il portale sul “Capitale Umano Globale”
Per rispondere a queste sfide, Assolombarda ha lanciato “Capitale Umano Globale”, una piattaforma digitale che raccoglie in un unico spazio tutta la normativa sull’ingresso e l’assunzione di lavoratori stranieri in Italia. Il portale offre alle imprese una guida aggiornata, dal Testo Unico sull’immigrazione alle procedure più recenti, con strumenti pratici per orientarsi tra autorizzazioni e canali di ingresso.
Accanto al portale, è stata realizzata anche una dispensa tecnica, scaricabile, che analizza i dati e i trend globali legati all’immigrazione e al mercato del lavoro.
L’immigrazione come opportunità, non solo emergenza
“L’immigrazione non può essere letta solo come emergenza o statistica, ma come una risorsa strategica“, ha sottolineato Marta Spinelli, vicepresidente di Assolombarda con delega al Welfare e alle Relazioni industriali. Secondo Spinelli, i lavoratori migranti non portano solo competenze, ma anche diversità ed energia. La vera sfida è bilanciare regole certe e inclusione reale, trasformando i flussi migratori in un motore di sviluppo.
Lombardia laboratorio di inclusione
La Lombardia si conferma terreno privilegiato per osservare da vicino queste dinamiche. Qui le imprese diventano spazi di sperimentazione di modelli multiculturali, in grado di coniugare sostenibilità, crescita e coesione sociale. Come ha ricordato Assolombarda, la gestione del capitale umano globale non è questione burocratica, ma un nodo centrale per il futuro produttivo e competitivo del Paese.