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Assoelettrica: troppi oneri impropri sulla bolletta?

Nel corso dell’assemblea annuale di Assoelettrica, il presidente Chicco Testa ha sottolineato la graduale perdita di efficacia del mercato elettrico, che, in seguito allo sviluppo delle rinnovabili, ha visto ridursi la quota di energia effettivamente contendibile fin sotto il 40% del totale – I prezzi al consumatore sono distorti poi dagli “oneri di sistema”

Assoelettrica: troppi oneri impropri sulla bolletta?

L’energia elettrica ha registrato in Italia nel 2013 un calo di circa il 3%, riflettendo la crisi che ha colpito soprattutto il nostro comparto industriale. Anche negli altri paesi europei, con l’eccezione della Francia, il calo è stato notevole, ma minore che in Italia. Ma al di là della crisi congiunturale, quello che veramente preoccupa è il venir meno nel nostro Paese di qualsiasi criterio di razionalità che dovrebbe guidare il funzionamento del settore e l’affermarsi di un meccanismo viziato per la formazione dei prezzi sia sul lato dell’offerta che della domanda, portando così ad un completo disorientamento degli operatori nei criteri di gestione e nelle scelte d’investimento. 

Questo, in sintesi, il cuore dell’analisi sulla situazione del settore svolto dal presidente Chicco Testa all’annuale assemblea di Assoelettrica. La relazione del presidente ha sottolineato in particolare la graduale perdita di efficacia del mercato elettrico che in seguito allo sviluppo delle rinnovabili, ha visto ridursi la quota di energia effettivamente contendibile fino a sotto il 40% del totale. 

La conseguenza è che i prezzi che si formano sul mercato non sono più rappresentativi e non sono più in grado di segnalare le esigenze di capacità né quelle del dispacciamento. I prezzi al consumatore finale sono poi distorti dalla crescita a dismisura dei così detti “oneri di sistema” creando così un mercato sostanzialmente opaco in cui si scatena la corsa ad ottenere sempre nuovi incentivi o esenzioni dal pagamento di detti oneri di sistema.

Il tutto è aggravato inoltre dalla permanenza delle tariffe sociali secondo modalità che forse avevano una validità qualche decina di anni fa ma che ora non rispondono più alle esigenze di una famiglia moderna abituata ad avere un minimo di elettrodomestici per migliorare la propria qualità di vita. Occorre quindi – ha detto Chicco Testa – far corrispondere la tariffa ai costi reali in modo lineare ed eliminare le barriere di potenza in modo da creare un consumatore consapevole dei reali costi ed in grado di leggere con chiarezza la propria bolletta.

Infine c’è la questione ambientale che riguarda due aspetti in parte collegati: la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione dell’inquinamento. Sulla riduzione delle emissioni di Co2 bisogna ricordare che negli 20 anni esse sono aumentate nel mondo da 22 a 33 milioni di tonnellate mentre l’Europa ha ridotto le proprie emissioni di circa un milione di tonnellate pur facendo enormi sforzi e pagando un prezzo molto elevato in termini di investimenti e di perdita di competitività dei propri prodotti, sostituiti da importazioni dai paesi che hanno meno vincoli sulle emissioni. Anche in questo caso è giunto il momento di fare un serio esame costi-benefici delle politiche ambientali mentre occorre puntare ad un accordo veramente globale salvaguardando, senza falsi pudori, gli interessi dei paesi europei e quelli italiani in particolare.

Sull’inquinamento poi c’è una confusione di norme e di interpretazioni tra i vari livelli dell’amministrazione e tra queste e l’autorità giudiziaria che ha provocato enorme incertezza tra gli operatori, ma soprattutto sta provocando una esplosione irrazionale delle paure tra la popolazione che ormai si oppone a qualsiasi opera, come ad esempio all’arrivo del gasdotto in Puglia che non presenta alcun rischio e senza considerare che le nostre città sono già totalmente percorse da una fitta rete di tubi che portano il gas nelle nostre case. 

La lunga crisi che stiamo vivendo ha investito in pieno il settore elettrico. Ma la nostra situazione è peggiore a causa della confusione legislativa e degli interventi pubblici senza coerenza sia negli incentivi che nella fissazione delle tariffe. Questo è il momento di operare in modo da ridare certezza e razionalità al sistema così da metterlo in grado di muoversi con la massima efficienza per rispondere ad una auspicabile ripresa della domanda. Forse la cornice di un piano energetico che fissi principi generali, politiche di lungo termine e strumenti da attivare per realizzarle, potrebbe essere un buon esercizio anche per eliminare le troppe distorsioni ed opacità oggi esistenti.

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