Condividi

Arte e siti laziali sotto la lente dell’Enea contro il degrado

Un progetto per l’area metropolitana di Roma contro il degrado e l’inquinamento atmosferico. 800 esperti mobilitati e 6 milioni di investimento.

Arte e siti laziali sotto la lente dell’Enea contro il degrado

Le mura aureliane di Roma salvate dal degrado e dall’inquinamento atmosferico grazia ad Adamo, acronimo di Analisi, Diagnostica e Monitoraggio dell’Enea. Non è così frequente apprendere che l’Italia ha in house potenzialità e strumenti utili a salvaguardare la sua storia millenaria. Scarseggiano sempre i soldi, per cui ci si adatta e si è costretti a fare progetti circoscritti. Ma le eccellenze vengono fuori. La Regione Lazio all’interno del Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali (DTC) ha trovato e stanziato 6 milioni di euro per operazioni di tutela nell’area vasta di Roma.

Sulle mure aureliane saranno installati sensori hi-tech per monitorare gli effetti di smog e traffico. Sul Palazzo Chigi di Ariccia si faranno , invece, indagini laser per il restauro. Tutto il progetto Adamo è coordinato dall’ENEA.

Ma prevede una collaborazione con le aziende del settore e il trasferimento delle più sofisticate tecnologie per il patrimonio storico . Le tecnologie le ha sviluppate l’Enea direttamente in collaborazione con CNR e le tre università pubbliche di Roma “La Sapienza”, Tor Vergata , Roma 3 e quella della Tuscia.

Vediamo il dettaglio degli interventi dei prossimi mesi. Nel Parco archeologico di Centocelle, ricercatori, archeologi e restauratori lavoreranno insieme per ricostruire la storia di Villa della Piscina e la cronologia delle sue fasi costruttive. A Frascati , a Palazzo Vescovile sarà verificato lo stato di conservazione degli affreschi e dei dipinti murali . Lo stesso nella bellissima Villa Mondragone di Monte Porzio Catone, dove assieme ai dipinti, le tecnologie verificheranno lostato di salute delle fontane. Il Palazzo dei conti Chigi di Ariccia sarà oggetto di indagini hi-tech sugli arredi , sulle decorazioni e sulle tele da parete. I siti storici dell’area metropolitana di Roma, sono sei in tutto e non brillano per stato di conservazione. Gli effetti ambientali negativi sulle strutture sono il prezzo che si paga a mancati interventi di protezione e tutela. Hanno fatto bene i proponenti il progetto a volersi dedicare su siti che non rientrano nei tradizionali circuiti turistici. Negli stessi luoghi , verranno effettuate analisi di tipo storico e socio-economico.

Un banco di prova per le nostre tecnologie ma anche un’opportunità di incontro e di collaborazione con le aziende e i professionisti del settore, come archeologi e restauratori”, spiega Roberta Fantoni, responsabile della Divisione ENEA Tecnologie fisiche per la sicurezza e la salute. Quali tecnologie?  La fluorescenza da laser nell’ultravioletto e la spettroscopia Raman che permettono di ricavare, informazioni sui materiali dell’opera d’arte , sullo stato di conservazione, e soprattutto sulle condizioni generali . Il Centro di eccellenza del aderiscono tutte le università pubbliche del Lazio (La Sapienza, in qualità di capofila, Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Cassino e Lazio Meridionale) e gli enti di ricerca CNR, ENEA e INFN. Sono coinvolti 800 ricercatori con esperienza nel settore dei beni culturali e 400tra assegnisti, contrattisti .Un primo progetto a dimensione regionale, da ripetere . Magari con più soldi a disposizione.

Commenta