La compagnia di Abu Dhabi ha lanciato un ultimatum all’ex compagnia di bandiera: senza la messa in sicurezza della società mancano le condizioni per investire – Sul fronte Poste sembra si sia arrivati alla soluzione, mentre anca ancora l’accordo sindacale.
Servono più fondi per la “messa in sicurezza” di Alitalia, altrimenti mancano le condizioni per investire. L’ultimatum arriva da Ethiad direttamente all’ad Gabriele Del Torchio e al presidente Roberto Colaninno via email nel pomeriggio. Secondo accordi la firma era prevista entro il 31 luglio, ma al momento non ci sono le condizioni.
Secondo l’Ad di Etihad James Hogan mancano, poi, risposte su tre punti: “Una decisione finale sul contenzioso con Toto, la conferma di un accordo finale con i sindacati, la conferma di via libera preliminare della Ue relativamente agli aiuti di Stato o altrimenti che la Nuova Alitalia sarà garantita contro ogni reclamo”.
La lettera della compagnia di Abu Dhabi ha messo sotto pressione anche il Governo, che ha convocato un vertice per domani, mentre sul fronte Poste la situazione sembra essersi incanalata sui binari più giusti, con il gruppo guidato da Caio disponibile ad investire pesantemente in una midcompany. Resta ancora da capire quanti dei vecchi soci parteciperanno all’aumento di capitale, mentre l’accordo sul fronte sindacale sembra ancora lontano.
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