L’accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine delle ostilità in Medio Oriente è ora ufficialmente in vigore dopo la firma del presidente americano Donald Trump e del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, avvenuta in forma digitale e confermata da entrambe le capitali.
Il documento prevede misure immediate come la ripresa della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e un primo alleggerimento delle misure restrittive economiche. L’intesa, pur già attiva, lascia tuttavia ancora aperti diversi capitoli sensibili, tra cui quello relativo al programma nucleare iraniano, che verrà affrontato nelle prossime fasi del negoziato.
Trump firma l’accordo a Versailles: “L’Iran non avrà un’arma nucleare”
In tarda serata, a sorpresa, durante la cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles, il presidente americano appone la sua firma digitale sul memorandum, rendendo l’intesa operativa. Sul lato iraniano arriva contestualmente la firma del presidente Pezeshkian, completando l’entrata in vigore dell’accordo tra Washington e Teheran.
Durante il G7, il presidente Usa ha definito l’intesa “un ottimo accordo per molte ragioni”, sottolineando con forza che la priorità assoluta è impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare. “Con una probabilità del 99,9% l’Iran non avrà mai una bomba nucleare”, ha dichiarato, aggiungendo che “non si può permettere all’Iran di avere un’arma nucleare e non l’avrà mai”. Trump ha anche rivendicato la propria linea politica rispetto ai precedenti accordi, affermando di aver fatto “meglio di Obama” e definendo la sua strategia “un muro contro l’arma nucleare”.
Nel suo intervento, il presidente americano ha rivendicato la decisione di chiudere la fase di conflitto e ha ribadito che, senza un’intesa, la situazione avrebbe potuto destabilizzare l’intera regione. “Se non avessi posto fine a tutto questo, l’Iran avrebbe fatto saltare per aria tutto il Medio Oriente e Israele”, ha detto, sottolineando come il nuovo memorandum rappresenti, a suo giudizio, una svolta strategica. Trump ha inoltre lasciato intendere che la stabilità dell’accordo dipenderà dal comportamento delle parti, avvertendo che in caso di mancato rispetto degli impegni “la situazione potrebbe riaccendersi”.
Accordo Usa-Iran in vigore: le reazioni
Le reazioni internazionali sono state immediate. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha accolto positivamente l’intesa dichiarando che “il presidente Trump ha concluso un buon accordo, importante perché mira a indebolire la capacità nucleare di Teheran”, aggiungendo che anche la capacità missilistica iraniana rappresenta “una minaccia non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Europa e altre parti del mondo”, e sottolineando inoltre il tema della libertà di navigazione.
Un segnale di apertura è arrivato anche dal Papa, che al termine dell’udienza generale ha espresso “soddisfazione per il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America. Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa” e ha aggiunto: “Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e di cooperazione tra i popoli”.
Dal fronte iraniano, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che Teheran ha negoziato “da una posizione di forza”, spiegando che “la vittoria sul campo di battaglia” dell’Iran ha rappresentato la base dei colloqui e che “la differenza rispetto ai negoziati precedenti è proprio questa forza riconosciuta sia dai nemici che dagli amici”.
L’incontro in Svizzera ci sarà?
Resta però ancora un elemento di incertezza legato alla fase finale dell’accordo. La cerimonia ufficiale di ratifica, inizialmente attesa in Svizzera, potrebbe subire modifiche o rinvii, anche se rimane sul tavolo l’ipotesi di un incontro tra le delegazioni in un resort sul Lago di Lucerna. Il governo svizzero ha comunque confermato che l’organizzazione dell’incontro resta al momento confermata e non è stata cancellata. Le parti coinvolte stanno lavorando per definire gli ultimi dettagli procedurali, mentre la comunità internazionale osserva con cautela l’evoluzione di un’intesa che, pur già operativa, necessita ancora di conferme sul lungo periodo.
