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ACCADDE OGGI – 1 ottobre ’49: Mao fonda la Repubblica Popolare Cinese

“Il popolo cinese si è alzato in piedi”, queste le parole con cui Mao Tse Tung annuncia la svolta storica: la Repubblica Popolare Cinese compie 70 anni ma, anche dopo le riforme, la dittatura comunista resta

ACCADDE OGGI – 1 ottobre ’49: Mao fonda la Repubblica Popolare Cinese

“Il Popolo cinese si è alzato in piedi”, queste le parole con le quali dalla balconata della Porta di Pace Celeste di Piazza Tienanmen Mao Tse Tung, attorniato dai suoi soldati e dai rappresentati del Partito Comunista, proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Era il 1°ottobre del 1949 il giorno in cui, dopo secoli di feudalesimo e due decenni di guerre civili tra comunisti e nazionalisti, la Cina cambiò indissolubilmente il suo volto diventando una dittatura comunista molto diversa da quella russa.

Le forze comuniste guidate da Mao, anche se in inferiorità numerica, erano riuscite a sconfiggere l’esercito nazionalista di Chiang Ka-Shek, sostenuto dagli USA sull’isola di Taiwan, sancendo l’inizio di una “dittatura democratica fondata sull’alleanza tra operai e contadini”. Il Partito Comunista Cinese, che contava oltre 4,5 milioni di iscritti, si pose alla guida della nuova Repubblica Popolare Cinese, dotandosi di una Costituzione provvisoria. Mao si auto-nominò capo di Stato, Chou Enlai diventò invece Primo Ministro.



Le grandi vittorie della guerra di Liberazione del Popolo cinese e la rivoluzione popolare in Cina hanno posto fine all’era dell’imperialismo, del feudalesimo e del capitale burocratico. Da una società di oppressi il popolo cinese è passato ad una nuova società e ad un nuovo stato che ha sostituito il governo oppressore, fascista, dittatoriale e reazionario del Guomindang con la Repubblica della dittatura democratica popolare. La dittatura democratica del popolo cinese è dei contadini, del popolo organizzato, della borghesia nazionale e degli elementi apartitici democratici basata sull’alleanza degli operai e dei contadini e diretta della classe operaia” così Mao annunciava alla folla oceanica presente in piazza Tienanmen l’impresa che compiuta.

La Repubblica Popolare cinese era uno stato comunista, basato su un modello economico socialista. Nel corso degli anni, nonostante tutto sia rimasto saldamente nelle mani del PCC, la Cina è riuscita ad aprirsi alla proprietà degli anni fino a diventare ciò che è oggi: una delle più grandi potenze mondiali.

Sotto la guida di Mao, rimasto al potere per quasi tre decenni (fino al 1976), la Cina sperimentò il cosiddetto maoismo, dottrina fondata su un’ideologia marxista-leninista, che portò alla collettivizzazione dell’agricoltura e al cosiddetto Balzo in Avanti. A lui vengono attribuiti l’intervento cinese in Corea, l’invasione del Tibet e il conflitto sino-indiano del 1962. Mao fu anche promotore della grande rivoluzione culturale. Senza dimenticare le grandi svolte politiche rappresentate dall’allontanamento dall’Unione Sovietica, dall’ingresso della Cina nell’Onu (1971) e dalla ripresa dei rapporti con gli Stati Uniti.

All’apice del suo culto della personalità Mao era comunemente noto in Cina come il “quattro volte grande”: “Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo, Grande Timoniere”.

Per festeggiare i 70 anni dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese,  a Pechino è stata organizzata la più grande parata militare della storia del paese. In piazza Tienanmen, tristemente famosa per il massacro voluto dal regime comunista di studenti e lavoratori che 30 anni fa protestavano per le riforme, presenziano 15mila soldati, 500 mezzi militari e 160 aerei chiamati a sorvolare la manifestazione.

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