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Oro, l’Olanda sposta a Londra 86 tonnellate da Stati Uniti e Canada: “Dobbiamo prepararci alle crisi”

La banca centrale trasferisce riserve auree per oltre 10 miliardi di euro. A Londra ora è custodito il 32% dell’oro olandese, mentre la quota a New York scende dal 31% al 18,5%. Una scelta legata alla crescente instabilità internazionale. È il secondo caso in Europa dopo la Banca di Francia

Oro, l’Olanda sposta a Londra 86 tonnellate da Stati Uniti e Canada: “Dobbiamo prepararci alle crisi”

L’oro dell’Olanda cambia casa, almeno in parte. La banca centrale dei Paesi Bassi (Dnb) ha trasferito 86 tonnellate di riserve auree dagli Stati Uniti e dal Canada a Londra, in un’operazione dal valore di oltre 10 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è aumentare la negoziabilità e la liquidità dell’oro, rendendolo più facilmente utilizzabile in caso di necessità. Una scelta maturata in un contesto di crescente instabilità geopolitica e di tensioni internazionali, anche sullo sfondo dei rapporti più difficili tra i Paesi Ue e gli Stati Uniti di Donald Trump.

“Alla luce della crescente instabilità geopolitica, la Dnb sta rafforzando la propria preparazione alle crisi – ha spiegato la banca centrale -. Il miglioramento della liquidità e della negoziabilità delle riserve auree olandesi rientra in questa strategia. Inoltre, una distribuzione più equilibrata delle riserve tra Nord America, Regno Unito e Paesi Bassi contribuisce a diversificare i rischi”.

L’Olanda non è però la prima in Europa a rivedere la posizione dei propri lingotti. La Banca di Francia ha completato tra luglio 2025 e gennaio 2026 un’operazione simile, vendendo 129 tonnellate d’oro custodite a New York e ricomprandole a Parigi. In questo caso l’operazione ha prodotto anche una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro. Due operazioni diverse, ma accomunate dalla volontà di ripensare la gestione geografica delle riserve auree.

Dall’America a Londra: come è stato trasferito l’oro e perché

Le 86 tonnellate sono state spostate utilizzando due modalità. Tra marzo e agosto la Dnb ha venduto 59 tonnellate detenute a New York sul mercato nordamericano, acquistando poi a Londra una quantità equivalente di oro conforme agli standard internazionali. In questo caso, quindi, i lingotti non hanno attraversato fisicamente l’Atlantico.

Le altre 27 tonnellate sono state invece trasferite fisicamente da Usa e Canada al caveau della Dnb di Zeist, nei Paesi Bassi, e da qui sostituite con una quantità equivalente di oro trasferita a Londra. Il valore dell’oro coinvolto nel trasporto fisico supera i 3 miliardi di euro. Per ragioni di sicurezza, l’operazione è rimasta riservata fino al completamento e non è stato reso noto il costo dell’assicurazione.

Secondo la Dnb, la combinazione tra compravendita e trasferimento fisico ha permesso di diversificare i rischi, contenere i costi e accumulare esperienza in vista di eventuali operazioni future. Anche perché, sottolinea la banca centrale, l’oro custodito presso la Banca d’Inghilterra deve rispettare i moderni standard internazionali ed è considerato il più facilmente negoziabile al mondo. Al contrario, le riserve conservate a New York e Ottawa non potrebbero essere utilizzate con la stessa rapidità in una situazione di crisi.

Come cambiano le riserve auree dell’Olanda

Il trasferimento ridisegna la geografia dell’oro olandese. Prima dell’operazione, 313 tonnellate erano custodite tra Stati Uniti e Canada. Ora il 31% delle riserve resta a Zeist, percentuale invariata, mentre Londra sale dal 18% al 32%. New York scende dal 31% al 18,5% e Ottawa dal 20% al 18,5%. Nel complesso, la Dnb indica in 612 tonnellate le riserve auree dell’Olanda, per un valore di 72,2 miliardi di euro a fine 2025.

In un contesto segnato da nuove tensioni geopolitiche, anche il luogo in cui sono custoditi i lingotti diventa così una questione di sicurezza finanziaria. L’Olanda, in sostanza, non si aspetta di dover vendere il proprio oro: vuole semplicemente essere certa di poterlo fare rapidamente, se un giorno dovesse servire.

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