Generali apre alla valutazione dell’offerta di Monte dei Paschi di Siena su Banca Generali, ma evita accuratamente qualsiasi apertura preventiva all’operazione. È questo il messaggio centrale del comunicato diffuso dal Leone di Trieste al termine del consiglio di amministrazione del 27 agosto, convocato per esaminare la proposta lanciata da Mps il 21 agosto. Una posizione interlocutoria, ma tutt’altro che neutrale, perché mette ufficialmente in moto il processo di valutazione dell’operazione.
La frase più importante della nota è probabilmente quella con cui Generali definisce la proposta “non sollecitata né preventivamente concordata”. Il gruppo guidato da Philippe Donnet sottolinea quindi che l’Ops è arrivata dall’esterno e che non esiste, almeno allo stato attuale, un’intesa preliminare con Mps. Allo stesso tempo, però, il consiglio dichiara la propria disponibilità a valutare l’offerta, richiamando l’obiettivo di creare valore per tutti gli stakeholder. “Generali conferma – recita la nota – la propria disponibilià a valutare la proposta di Mps, che prospetta una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le società”.
Il gruppo assicurativo conferma, inoltre, “di aver avviato un processo finalizzato a valutare approfonditamente le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell’offerta. Tali processi saranno condotti nel pieno rispetto della procedura in materia di operazioni con parti correlate del Gruppo”. Il punto di partenza è l’offerta pubblica di scambio con cui Mps punta alla totalità delle azioni di Banca Generali. L’operazione fa parte della più ampia strategia di crescita del gruppo senese, che ha presentato parallelamente anche un’Ops su Banco Bpm. Nel caso di Banca Generali, l’operazione avrebbe un valore indicativo di circa 8,7 miliardi di euro e sarebbe regolata attraverso azioni di nuova emissione Mps.
Per Generali la posta in gioco è particolarmente alta. Il Leone controlla infatti circa il 50,17% di Banca Generali e rappresenta quindi l’azionista decisivo dell’operazione. Un eventuale via libera cambierebbe significativamente la struttura del gruppo: Generali riceverebbe azioni Mps e diventerebbe a sua volta un azionista rilevante della banca senese. Secondo alcune valutazioni di mercato, la partecipazione potrebbe arrivare nell’ordine del 12-13% nel caso della sola operazione su Banca Generali, mentre sarebbe destinata a ridursi qualora andasse contemporaneamente in porto anche l’Ops su Banco Bpm.
