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Borse 27 agosto: Nvidia vola (+8%) e fa salire l’high tech, ma il rischio di aumento dei tassi pesa sull’Europa

I conti record di Nvidia rilanciano molti titoli dell’Intelligenza artificiale a New York, ma nel Vecchio Continente pesa il rischio di aumento dei tassi di interesse. Attesa per l’intervento di Warsh a Jackson Hole venerdì

Borse 27 agosto: Nvidia vola (+8%) e fa salire l’high tech, ma il rischio di aumento dei tassi pesa sull’Europa

Giornata a due velocità sui mercati. A Wall Street è di nuovo Nvidia-day: dopo una trimestrale monstren da 96,2 miliardi di dollari di ricavi, +106% anno su anno, con il Data Center a 89 miliardi (+117%) e un utile netto GAAP schizzato a 59,688 miliardi contro i 26,422 miliardi di un anno fa, +126%, il colosso di Santa Clara balza dell’8% in apertura e trascina l’high tech, anche se non proprio tutto: tra i titoli più scambiati oggi viaggiano in rosso le concorrenti Micron e Sandisk, però Microsoft guadagna l’1,5%, e poi tra le azioni migliori vanno segnalate Datadog +7%, Autodesk +6%, Palantir +4%, Intel +3,6%. L’indice Nasdaq Composite registra il +1,5% e anche l’S&P 500 è spinto dai semiconduttori. In ambito tech c’è anche la notizia che Salesforce e Anthropic presentano Claudeforce, partnership strategica che integra le capacità di ragionamento di Claude con l’infrastruttura enterprise della stessa Salesforce. Prese di beneficio su Netflix -2%, che veniva da +20% da inizio anno.

In Europa resiste solo Francoforte grazie a automotive e Difesa

In Europa l’effetto traino inizialmente c’è ma si spegne in fretta. Il tech europeo è il migliore di seduta, ma l’EuroStoxx segna il -0,7% e Piazza Affari chiude in rosso (-1,17% a 52.265 punti), così come Parigi -1,7% (appesantita dal tonfo del gruppo edilizio Eiffage -7,4% dopo la semestrale deludente), Londra -0,8% e Amsterdam -0,4%. Resiste solo Francoforte +0,3%, grazie alla Difesa con Rheinmetall +3,3% ma anche al recupero dell’automotive con Bmw e Volkswagen, entrambe in pieno rimbalzo tecnico intorno al +3,8% dopo una fase difficile soprattutto per Volkswagen. A pesare sull’Europa in generale è il fronte macro: dopo i dati sull’inflazione Usa sopra le attese, i trader prezzano già un rialzo dei tassi di 25 punti base nel 2026 e si è rafforzata la scommessa di un rialzo Fed già a settembre. Un mix che riporta in primo piano il rischio tassi e inquieta i mercati finanziari del vecchio continente più che quelli nordamericani, in attesa del discorso di venerdì del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh a Jackson Hole. Praticamente invariato il cambio euro-dollaro intorno all’1,165, mentre il Bitcoin riavvicina gli 80.000 dollari.

Stabili petrolio, oro e argento. Il gas naturale europeo a 68 euro

Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio appaiono oggi sostanzialmente stabili, al di sotto della soglia dei 90 dollari al barile: il Brent ha un piccolo sussulto che lo porta in zona 89 dollari, il Wti Crude Oil viaggia sempre intorno agli 82 dollari al barile. I mercati stanno soppesando il miglioramento delle prospettive di approvvigionamento attraverso lo Stretto di Hormuz, a fronte però delle crescenti interruzioni delle esportazioni energetiche russe. Intanto L’Iran ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con l’Oman per la condivisione dei proventi relativi a questo passaggio strategico, alimentando la speranza di una possibile attenuazione delle interruzioni al traffico marittimo: tuttavia, Teheran ha sottolineato che l’intesa non garantisce un’immediata riapertura dello Stretto, mantenendo elevato il livello di incertezza. Gas naturale europeo in rialzo sui 68 euro per megawattora, oro e argento stabili rispettivamente a ridosso dei 4.600 dollari e dei 69 dollari l’oncia.

A Piazza Affari spicca Stm in scia ai semiconduttori del Nasdaq

In scia al Nasdaq, anche a Milano il titolo migliore è Stm +2,9%. Così come a Francoforte, bene Difesa e auto con Stellantis +2,6% e Leonardo +1,7%. Sul Ftse Mib imperversa sempre il risiko bancario, pronto ad esplodere definitivamente dopo l’estate. Oggi i titoli bancari chiudono in rosso: Unicredit il peggiore col -3,17%, poi Banco Bpm -2,12% Mediobanca -2%, Mps -2%, Intesa Sanpaolo -1,75%, Banca Generali alla fine +0,23%. Generali -0,4% nel giorno del cda, convocato per discutere della situazione della banca del gruppo, coinvolta nella maxi operazione di Mps. Stabile lo spread Btp Bund poco sopra gli 80 punti base, col rendimento del Btp decennale di riferimento appena sopra alla soglia del 4%.

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