In sole due ore di riunione il Cda di Banco Bpm boccia all’unanimità l’Ops di Mps: “Non è stata nè concordata nè sollecitata, non è a premio ed è strutturalmente diversa dal nostro progetto di fusione tra eguali perché, anziché essere un’integrazione, è un’acquisizione”. Come da prassi, la banca milanese si riserva tuttavia di valutare più approfondimente l’offerta del Monte ma è assai improbabile che il primo azionista del Banco Bpm, il Credit Agricole, possa tornare sui suoi passi, e dare il via libera all’Ops ideata dall’Ad della banca senese, Luigi Lovaglio.
Ma nella giornata di oggi, oltre al primo pronunciamento del Banco Bpm, è maturata un’altra notizia che investe direttamente il risiko bancario e più precisamente il piano Lovaglio perché, ricevendo il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e i rappresentanti degli enti locali senesi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che la quota del 4,8% del Monte ancora in mano al Tesoro “non sarà ceduta” e quindi non finirà nè nell’Opas di Intesa Sanpaolo nè nell’Ops di Mps. Accantonata è stata invece l’iniziale richiesta delle istituzioni toscane e senesi di attivare il Golden Power per bloccare il piano di Intesa Sanpaolo.
