“La città del futuro non si costruisce partendo dalla tecnologia, ma dalle persone e dai loro bisogni. La fibra ottica è un’infrastruttura strategica proprio perché amplia le opportunità, rende accessibili servizi essenziali e contribuisce a ridurre le distanze tra le diverse aree del Paese”. Lo ha detto Fabrizio dell’Orefice, direttore relazioni esterne di Open Fiber, intervenendo al Meeting di Rimini.
“Il Piano Banda Ultra Larga – ha continuato il manager – rappresenta, per dimensione, capillarità e impatto, uno dei più importanti progetti di inclusione territoriale realizzati in Italia negli ultimi anni: interessa oltre 6.000 comuni delle Aree Bianche e Open Fiber ha ormai completato il 99,4% dell’infrastruttura prevista”.
“A questo impegno si affianca il Piano Italia a 1 Giga, attraverso il quale, al 30 giugno 2026, abbiamo connesso oltre 2,4 milioni di unità immobiliari in FTTH e FWA e reso disponibili i servizi in 2.280 comuni. Sono due progetti diversi, ma uniti dallo stesso obiettivo: garantire a cittadini, imprese e amministrazioni l’accesso alle opportunità della trasformazione digitale, anche nei territori più difficili da raggiungere. Costruire la rete, tuttavia, non basta. La sfida è fare in modo che questa infrastruttura sia sempre più utilizzata e si traduca in servizi e opportunità concrete nella vita quotidiana delle persone: nel lavoro, nella formazione, nella cura e nella partecipazione. Una città più connessa non è soltanto una città più veloce: è una città più accessibile, competitiva e inclusiva, quindi più vicina alle persone”, ha concluso dell’Orefice.
