Le Borse europee avviano una nuova seduta senza grandi scossoni, dopo la debolezza di Wall Street e una mattinata a luci e ombre sui mercati asiatici. Tokyo resta ferma per festività, mentre i principali listini del Vecchio Continente si muovono poco sopra la parità Milano sale dello 0,2%, Francoforte è piatta (-0,01%), Parigi cede lo 0,02% e Londra guadagna lo 0,01%. Poco sopra la parità anche Amsterdam (+0,2%) e Madrid (+0,3%).
A tenere i mercati con il fiato sospeso è ancora lo Stretto di Hormuz. Le speranze di una rapida riapertura si allontanano dopo le nuove tensioni tra Washington e Teheran: il presidente americano Donald Trump ha detto che potrebbe chiedere all’Iran un risarcimento per le vittime del conflitto, mentre Teheran continua a porre condizioni per riaprire lo strategico passaggio.
Hormuz riaccende il petrolio e i timori sull’inflazione
Le nuove tensioni tra Washington e Teheran spingono ancora le materie prime energetiche, in particolare il petrolio. Il Brent sale a 89,19 dollari al barile (+1,68%), avvicinandosi alla soglia dei 90 dollari, mentre il Wti guadagna l’1,6% a 83,44 dollari. In rialzo anche il gas naturale europeo, con il riferimento di Amsterdam vicino ai 61 euro per megawattora (+0,28%).
La nuova fiammata dell’energia riporta in primo piano il rischio di un’accelerazione dell’inflazione e contribuisce alla salita dei rendimenti dei Treasury Usa: il decennale passa dal 4,70% al 4,713%. Gli investitori guardano quindi ai dati sull’inflazione americana attesi domani, che potrebbero offrire indicazioni decisive sulle prossime mosse della Federal Reserve. Secondo il Cme FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre resta poco sotto il 50%.
Borse asiatiche contrastate, Seoul corre con i semiconduttori
A Seoul il Kospi sale dell’1,6% oltre quota 6.360 punti, sostenuto dai principali produttori di semiconduttori Samsung Electronics e SK Hynix. A rafforzare il comparto contribuisce anche il piano del governo sudcoreano, che ha varato un fondo da 5.000 miliardi di won, circa 3,5 miliardi di dollari, per sostenere la filiera nazionale dei chip. Sullo sfondo restano i segnali di una domanda robusta legata all’intelligenza artificiale: Tsmc ha registrato a luglio vendite in crescita del 45% su base annua, confermando la forza del mercato dei semiconduttori.
Resta sotto i riflettori anche Nvidia, dopo l’annuncio della partnership con sei grandi istituzioni finanziarie per creare piattaforme di finanziamento della capacità di calcolo, con l’obiettivo di mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi per le infrastrutture dell’intelligenza artificiale.
Il resto dell’Asia procede invece a velocità diverse. Hong Kong ha chiuso in calo dello 0,63%, mentre lo Shanghai Composite ha ceduto lo 0,1% e il CSI 300 ha guadagnato lo 0,2%. Più brillante Shenzhen (+0,4%), con il ChiNext Composite in rialzo dell’1,4% e lo Shanghai Star50 dello 0,2%. In India, il Sensex ha perso lo 0,5%, mentre la rupia è scesa oltre quota 95 per dollaro, penalizzata anche dalla forte dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio.
La sorpresa arriva da Singapore, dove il Fste Straits Times ha aggiornato il record storico, arrivando a guadagnare l’1,3% e toccando quota 5.774,21 punti. A sostenere il listino è anche la revisione al rialzo delle stime economiche: il ministero del Commercio ha portato la previsione di crescita del Pil per il 2026 al 4,5%-5,5%, dal precedente 2%-4%. Nel secondo trimestre l’economia della città-Stato è cresciuta del 5,9%, oltre le stime preliminari, grazie anche alla spinta degli investimenti globali nell’IA.
In Australia, invece, l’Asx 200 sale dello 0,3%. La Reserve Bank of Australia ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 4,35%, come previsto, riconoscendo il rallentamento dell’economia ma giudicando ancora troppo elevata l’inflazione, salita al 3,8% a giugno.
Piazza Affari, Eni e Tenaris guidano i rialzi
A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,24% a 53.792,64 punti, con i titoli legati all’energia ancora sostenuti dal rialzo del petrolio. Eni è la migliore del listino e guadagna il 2,18%, mentre Tenaris sale dell’1,50%. Tra i titoli più brillanti si distinguono anche Prysmian (+1,47%) e Brunello Cucinelli (+1,33%).
Sul fronte opposto, Stellantis è il titolo peggiore del Ftse Mib con un calo dello 0,69%, seguita da Unicredit (-0,39%), Nexi (-0,36%) e Buzzi (-0,27%). Unicredit resta sotto i riflettori per il risiko bancario, dopo il primo incontro con i vertici di Commerzbank dedicato agli aspetti legali e regolamentari di una possibile aggregazione.
Tra i titoli sotto osservazione c’è Leonardo (+0,7%), dopo l’avvio della copertura da parte di Rbc Capital con giudizio Outperform e target price a 70 euro. Ferrari (+0,3%) beneficia invece dell’aumento del prezzo obiettivo di Goldman Sachs a 407 euro, dai precedenti 380 euro, mentre su Unipol (-0,21%) Berenberg ha alzato il target price a 33,5 euro.
Resta caldo anche il fronte Mps-Mediobanca. Il consiglio di amministrazione di Mps è chiamato a ratificare l’aumento di capitale al servizio dell’Ops, dopo il via libera della Bce, mentre Delfin ha conferito l’intera quota del 19,8% di Mediobanca. Le adesioni complessive sono così arrivate virtualmente al 19,4%, avvicinando la soglia del 35% che, con un possibile conferimento di Caltagirone, potrebbe salire fino al 43%.
Attenzione anche ad A2a (+0,08%), dopo la multa da 5 milioni di euro inflitta da Arera per una presunta manipolazione del mercato elettrico all’ingrosso nel 2022, e a D’Amico, che ha esercitato l’opzione per acquistare la product tanker MT High Discovery per circa 15,3 milioni di dollari. Sul listino è sotto osservazione anche NextGeo, dopo che la controllata Rana Subsea ha acquisito alcuni rami d’azienda di Cns International e Maser Marine Services per un valore massimo di 6,1 milioni di euro.
Oro sui massimi da due mesi, spread a 79 punti
Non corre solo il petrolio. L’oro ha superato nella notte i 4.400 dollari l’oncia, toccando i massimi da due mesi, prima di ripiegare verso quota 4.364 dollari. Il metallo prezioso continua a beneficiare della domanda di beni rifugio, delle tensioni geopolitiche e delle aspettative di un possibile allentamento della politica monetaria americana. Nell’ultimo mese il rialzo è stato di circa il 9,4%, mentre da inizio anno l’oro guadagna il 31%.
Sul mercato italiano, lo spread tra Btp e Bund decennali sale a 79 punti, dai 78 della vigilia, mentre il rendimento del Btp decennale si porta al 3,99%, dal 3,96% precedente. Poco mosso il mercato valutario: l’euro/dollaro si attesta a 1,1538, l’euro/yen a 183,7 e il dollaro/yen a 159,2.
