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Borsa 5 agosto: l’Europa perde slancio sui dubbi per Hormuz. Milano resiste, petrolio di nuovo sopra 80 dollari

Le Borse europee perdono slancio sui dubbi per Hormuz. Il Brent torna sopra 80 dollari, Milano tiene con Lottomatica, mentre i future di Wall Street restano positivi e i conti di Paramount e McDonald’s convincono

Borsa 5 agosto: l’Europa perde slancio sui dubbi per Hormuz. Milano resiste, petrolio di nuovo sopra 80 dollari

Le Borse europee rallentano a metà seduta dopo l’avvio positivo, frenate dalle nuove incertezze sullo Stretto di Hormuz. Piazza Affari conserva un lieve vantaggio, mentre Parigi e Francoforte scivolano sotto la parità. Il petrolio inverte la rotta e torna a salire, con il Brent oltre gli 80 dollari, mentre a Milano corrono Lottomatica, Leonardo e Unipol.

I future statunitensi restano positivi, nonostante i dubbi sulle valutazioni del settore dell’intelligenza artificiale riemersi dopo i conti di SpaceX e Amd.

Hormuz divide i mercati e riporta il petrolio sopra 80 dollari

L’ottimismo che aveva sostenuto i mercati nelle prime ore della giornata perde forza con l’arrivo di indicazioni contrastanti dal Medio Oriente. Donald Trump ha lasciato intendere che un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere annunciato tra oggi e domani, ma da Teheran sono arrivate precisazioni più prudenti. Secondo la televisione di Stato iraniana, un’eventuale intesa tra Iran e Oman sulle future regole di navigazione non determinerebbe una riapertura immediata della rotta marittima. Le trattative riguarderebbero esclusivamente Teheran e Muscat e, secondo la fonte citata dall’emittente, “non hanno nulla a che vedere con gli Stati Uniti”.

Ad aumentare la cautela contribuiscono anche le nuove minacce degli Houthi contro il traffico navale nel Mar Rosso settentrionale, corridoio diventato ancora più importante durante le interruzioni nello Stretto. Le dichiarazioni fanno risalire le quotazioni del greggio dopo il forte arretramento delle ultime sedute. Il Brent guadagna l’1,71% e torna a 80,73 dollari al barile, mentre il Wti sale dell’1,12% a 76,62 dollari. Il gas naturale resta invece molto volatile. Dopo una fiammata nelle prime ore della giornata, il contratto scambiato ad Amsterdam cede il 3,39% e si porta a 54,02 euro per megawattora.

Il quadro geopolitico resta quindi sospeso tra le indiscrezioni su una possibile tregua transitoria e i dubbi sui tempi della riapertura. L’ipotesi circolata prevede un’intesa di 60 giorni con due rotte separate, una in entrata vicino alle coste iraniane e una in uscita lungo il litorale dell’Oman, mentre proseguirebbero le operazioni di sminamento della corsia centrale.

Europa in frenata, Milano resta in positivo

Dopo un avvio brillante, i principali listini europei perdono progressivamente terreno. Parigi e Francoforte oscillano poco sopra la parità, Londra è negativa. Madrid è maglia rosa con un rialzo dello 0,39%, dietro Amsterdam. Piazza Affari difende il segno più. Il Ftse Mib guadagna intorno allo 0,30% in zona 53.700 punti, dopo aver aggiornato in mattinata il massimo intraday a 53.870 punti. La maggiore prudenza degli investitori ridimensiona però lo slancio iniziale, in una seduta dominata dalle notizie sul Medio Oriente e dai risultati societari.

Dal fronte macroeconomico arriva un’indicazione favorevole dall’Italia. Il Pmi dei servizi è salito a luglio a 52,5 punti dai 50,2 di giugno, superando le attese e segnando la crescita più sostenuta dell’attività da gennaio. L’espansione è stata accompagnata da un’accelerazione dei nuovi ordini e dell’occupazione, salita al ritmo più elevato degli ultimi 13 mesi.

Sul piano internazionale resta aperto anche il confronto commerciale tra Cina e Stati Uniti. Pechino ha annunciato nuove contromisure in risposta alle sanzioni americane contro le tecnologie cinesi, con un rafforzamento dei controlli sulle esportazioni verso gli Stati Uniti di droni, componenti strategici e tecnologie collegate. Il ministero del Commercio cinese ha definito le misure “contenute”, ribadendo l’interesse a preservare la stabilità dei rapporti economici tra le due potenze.

Lottomatica guida Milano, bene Leonardo e Unipol

A Piazza Affari Lottomatica si conferma il titolo più brillante del listino principale, con un rialzo intorno al 3,7%, sostenuto dal buon andamento del comparto del gaming. Prosegue anche la corsa di Leonardo, che guadagna circa il 2,3%, mentre Unipol avanza del 2%. I titoli energetici recuperano terreno insieme al petrolio. Eni sale dello 0,4% e Tenaris si mantiene poco sopra la parità, invertendo almeno in parte la debolezza registrata in apertura. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha inoltre comunicato di aver acquistato, tra il 27 e il 31 luglio, quasi 5 milioni di azioni proprie per un controvalore vicino a 115 milioni di euro, nell’ambito della seconda tranche del programma di buyback. Dall’avvio del piano, Eni ha investito oltre un miliardo di euro nell’acquisto di azioni proprie.

Sul fronte opposto, Unicredit perde circa lo 0,8% nonostante il via libera della BaFin alla possibilità di superare il 30% del capitale di Commerzbank. Moncler arretra dello 0,7%, mentre restano sotto pressione anche Stm e Prysmian, penalizzate dalle prese di profitto sul comparto tecnologico e dai dubbi sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale.

Future Usa positivi, bene i conti di Paramount e Disney

I future di Wall Street indicano ancora un’apertura positiva, anche se con rialzi contenuti. Il contratto sul Dow Jones guadagna lo 0,46%, quello sull’S&P 500 avanza dello 0,44% e il future sul Nasdaq 100 sale dello 0,22%. Il Russell 2000 segna un progresso dello 0,23%. L’orientamento resta favorevole dopo i massimi storici raggiunti nella seduta precedente da Dow Jones e S&P 500, anche se la reazione negativa ai conti di Amd e SpaceX continua a suggerire prudenza sul comparto tecnologico. Entrambe le società hanno pubblicato risultati superiori alle attese, ma il mercato ha penalizzato le valutazioni elevate e le prospettive di ulteriori investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Indicazioni più favorevoli arrivano da Paramount Skydance, che ha registrato un aumento del 27% dell’Ebitda rettificato, salito a 1,1 miliardi di dollari. I ricavi sono cresciuti dell’1% a 6,9 miliardi, con lo streaming e la produzione televisiva che hanno compensato il calo delle attività tradizionali. Il gruppo ha già ottenuto risparmi annualizzati per oltre 2,7 miliardi dopo la fusione con Skydance e ha migliorato le previsioni per l’intero esercizio. Paramount+ ha raggiunto quasi 82 milioni di abbonati.

Trimestrale più contrastata per Walt Disney. I ricavi sono aumentati del 7% a 25,2 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese, mentre l’utile rettificato per azione ha superato le previsioni raggiungendo 2,06 dollari. A sostenere i risultati sono stati il buon andamento dei parchi, la crescita dell’audience di Espn e il successo cinematografico di “Toy Story 5”, che ha superato il miliardo di dollari di incassi globali.

Tra le altre società sotto osservazione, Kraft Heinz ha migliorato le previsioni annuali sulle vendite organiche e annunciato nuovi investimenti per 100 milioni di dollari destinati al rilancio dei marchi, nonostante ricavi trimestrali in lieve calo.

Eli Lilly ha invece alzato la guidance per l’intero esercizio grazie alla forte domanda dei farmaci contro diabete e obesità. Il fatturato trimestrale è cresciuto del 48% a 23 miliardi di dollari, trainato da Mounjaro e Zepbound.

Uber ha chiuso il trimestre con prenotazioni lorde salite del 24% a 58 miliardi di dollari e un utile netto di 2,4 miliardi, ma le indicazioni per il terzo trimestre sono risultate leggermente inferiori alle aspettative degli analisti.

Sul mercato valutario l’euro resta stabile contro il dollaro intorno a quota 1,1537, dopo essersi spinto nelle ore precedenti verso 1,1550. La moneta unica si mantiene sostanzialmente invariata anche contro lo yen, dopo il forte recupero registrato dalla valuta giapponese nelle ultime sedute. Spread a 78 punti base.

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