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Mps, Intesa Sanpaolo rilancia di 0,25 euro cash ma avverte: se i soci di Siena diranno sì alle Ops su Banco Bpm e Banca Generali l’Opas di Ca’de Sass decadrà

Il corrispettivo totale sale a 31,4 miliardi di cui 3,8 in contanti, ma in caso di via libera alle Ops ideate da Lovaglio o al dividendo straordinario l’Opas di Intesa “diverrà definitivamente inefficace”. Poi le critiche alle due operazioni: “Incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione”

Mps, Intesa Sanpaolo rilancia di 0,25 euro cash ma avverte: se i soci di Siena diranno sì alle Ops su Banco Bpm e Banca Generali l’Opas di Ca’de Sass decadrà

Intesa Sanpaolo alza di 25 centesimi l’offerta cash su Mps ma mette i soci senesi davanti a una scelta: se il 29 ottobre voteranno a fare delle ops che il Monte ha lanciato su Banco Bpm e Banca Generali e al dividendo straordinario, l’offerta della banca guidata da Carlo Messina decadrà. Se invece voteranno No, l’opas andrà avanti e sarà ancora più ricca. 

“Non è un referendum” aveva detto qualche giorno fa in un’intervista a Bloomberg Tv il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, riferendosi all’assise convocata a fine mese. E invece la presa di posizione del cda straordinario di Intesa, riunitosi nel pomeriggio di sabato, va esattamente in questa direzione e suona come un ultimatum: o l’una o le altre, non ci sono alternative. 

Intesa rilancia su Mps: la componente cash sale a 1,25 euro

Lo scorso 8 giugno, Ca’de Sass aveva messo sul piatto 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione più un euro in contanti per ogni titolo Mps portato in adesione. Adesso è arrivato il rilancio tanto atteso dal mercato: la componente in denaro aumenta di 25 centesimi per ciascuna azione del Monte portata in adesione all’Opas, arrivando a 1,25 euro. 

Calcolatrice alla mano, sulla base delle quotazioni del 5 giugno, ovvero l’ultima seduta precedente al lancio dell’Opas, il premio sale dall’iniziale 12,5 al 15,3%, mentre il controvalore complessivo aumenta a 31,4 miliardi, di cui 27,6 miliardi di euro in azioni e 3,8 miliardi in denaro. Intesa precisa inoltre che, se l’acconto sul dividendo 2026 sarà distribuito prima del pagamento dell’offerta, il rapporto di cambio sarà incrementato per compensare integralmente l’effetto dello stacco della cedola.

Perché tutto questo si avveri c’è però una condizione, o meglio tre: i soci di Siena dovranno respingere le due operazioni lanciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali e il dividendo straordinario altrimenti non solo non ci sarà nessun rilancio, ma non ci sarà più nemmeno un’offerta.

Intesa Sanpaolo: Opas inefficace se offerta su Banco Bpm e Banca Generali andranno avanti

Intesa Sanpaolo “ritiene doveroso rendere chiara da subito la propria posizione e mettere gli azionisti di Mps nella condizione di poter partecipare all’Assemblea Mps ed esercitare i propri diritti avendo a disposizione un quadro informativo completo e trasparente”, scrive nero su bianco la banca guidata da Carlo Messina nella nota diffusa al termine del cda.  

E la “chiarezza” arriva poche righe dopo. La banca “rende noto che nel caso di approvazione da parte dell’Assemblea Mps di una o entrambe le Ops (e dei relativi aumenti di capitale) o della riduzione volontaria del capitale sociale”, non si avvarrà “della facoltà di rinunciare alle condizioni di efficacia dell’Opas e invocherà il loro mancato avveramento, con la conseguenza che la stessa Opas diverrà definitivamente inefficace”. Tradotto: l’opas decadrà. E dopo l’avvertimento Ca’de Sass mette anche i puntini sulle “i”, ricordando che “l’attuale prezzo delle azioni di Mps incorpora il premio legato all’opas, che verrebbe meno in caso di sua inefficacia”.

Intesa: fusione con Mediobanca da rinviare

All’assemblea del 29 ottobre i soci di Mps dovranno votare anche su un terzo ordine del giorno, ovvero la fusione con Mediobanca. In questo frangente, Intesa spera che la decisione venga rinviata a una fase successiva al perfezionamento dell’opas, al fine di “minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi”. L’istituto “dichiara di rinunziare sin d’ora alla condizione di efficacia” relativa all’approvazione della fusione “con la conseguenza che l’Opas non potrà venir meno per effetto della mancata approvazione della suddetta fusione”, si legge nella nota.

Le dure critiche alle mosse di Mps

L’istituto milanese non risparmia critiche alle mosse ideate dal ceo Luigi Lovaglio per cercare di resistere al suo assalto: “Il progetto annunciato da Mps configura una struttura complessa caratterizzata da elementi di incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione”, osserva la banca, sottolineando che “non offre alcun premio, ma è a sconto per gli azionisti delle società target”. Al contrario, si legge ancora, l’Opas di Ca’de Sass “genera un valore certo, immediato, sostenibile per gli azionisti di Mps e valorizza Siena”, sottolinea Intesa che promette anche “ulteriori iniziative concrete a favore di Siena e della Toscana“.

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