Le Borse europee hanno archiviato in rosso il mese di settembre, ma se si guarda alla performance da inizio anno il bilancio – almeno per il momento – resta positivo, con lo Stoxx 600 che avanza del 6,6% rispetto allo scorso anno e il Ftse Mib che dal 1° gennaio segna un rialzo superiore al 12%. Performance ytd positiva anche per Amsterdam (+17,5%), Madrid (+10,2%) e Francoforte (+3%). Sotto la parità Parigi (-3%).
Piazza Affari -2,4% a settembre
Petrolio in forte rialzo, con il Brent salito del 14,4% (+42,4% nel trimestre, +65,1% da inizio anno) e il Wti del 12,8% (39% nel trimestre e +57,2% da gennaio); impennata dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury a 10 anni ai massimi dal 2007 e il Btp al top da tre anni. E ancora: timori per la tenuta dei conti pubblici, francesi in primis, ma anche inflazione alle stelle con i prezzi al consumo al 3,8% in Europa, al 4,2% in Italia. Questo il sunto di quanto accaduto a settembre sui mercati, tutti fattori che per forza di cose hanno pensato sull’andamento mensile delle Borse europee, che hanno archiviato il mese in rosso, con l’Euro Stoxx 600 che segna un calo mensile del 2,2% (-1,7% trimestrale).
A Milano il Ftse Mib ha perso il 2,4%, ma nel trimestre il calo è contenuto (-0,6%). La maglia nera va invece a Parigi che nel mese ha ceduto il -4,4% e nel trimestre addirittura il -5,2%. A Francoforte il Dax ha archiviato settembre con una perdita (-4%) ma il bilancio trimestrale resta positivo (+0,9%). Madrid si allinea a Piazza Affari (-2,7% nel mese e -0,2% nel trimestre).
A livello settoriale, tonfo per i titoli dell’auto (-8,4% a settembre e -1,3%) con Stellantis che a Milano ha ceduto il 18% mensile e il 21% nel trimestre. Positivi invece i titoli del settore Oil&Gas che nel mese guadagnano il 2%; mentre nel trimestre segnano un rialzo dell’11,5% Occhi puntati anche sui titoli tech (+2% nel mese e -1,4% trimestrale) con St in rialzo dell’8,9% a settembre (-27,2% nel trimestre), fra i timori sugli ingenti investimenti del settore che si alternano a nuove ondate di ottimismo.
Auto in picchiata e petroliferi in orbita da inizio anno
Allargando l’orizzonte ai primi 9 mesi dell’anno, il settore auto è quello che soffre di più in Borsa a livello europeo, preda di una crisi che diventa di giorno in giorno più intensa. Da inizio anno, l’indice Stoxx del comparto cede infatti il 21,05%. Negativo sin qui il 2026 per il lusso (-17,61%), mentre corrono i titoli petroliferi. In scia all’impennata dei prezzi del petrolio, da inizio anno il comparto ha registrato un rialzo del 35,24%. Positivi anche tecnologia (+27,62), materie prime (+21,86%) e banche (+14,58%). Poco mosse le utility (+8,25%), che comprendono i colossi elettrici come Enel (-0,88% da inizio anno), E.On (+5,55% da inizio anno) e quelli della distribuzione come Snam (-0,74% da inizio anno), Italgas (-13,23% da inizio anno) e Terna (+1,1% da inizio anno). Variazioni contenute anche sul fronte delle telecomunicazioni (+7,73%) e delle assicurazioni (+2,39%).
Tra i costruttori di auto fanno peggio dell’indice di riferimento Stellantis (-58,96%), Bmw (-41,68%), Volkswagen (-34,83%), Mercedes (-33,87%) e Renault (-30,32%), mentre si salvano Porsche (-5,74%) e Ferrari (+7,78%), che riesce a resistere in territorio positivo insieme ai produttori di pneumatici Pirelli (+13,89%) e Michelin (+16,64%) e a Valeo (+21,14%), leader nei componenti e nei ricambi.
In ribasso anche il lusso, a partire dalle big francesi: la peggiore è Lvmh (-41,31%), seguita da Hermes (-38,76%), Kering (-29,85%) e Taylor Wimpey (-24,28%). In rosso anche le italiane Moncler (-20,43%) e Cucinelli (-18,53%) a fronte di un Ftse Mib in rialzo del 12,3%. Resistono Richemont (+1,07%), l’Oreal (+1,68%), bene invece Swatch (+8,2%) e Pandora (+11,87%).
