Condividi

Banner FIRSTonline

Fondazioni bancarie, nel 2025 erogati 1,4 miliardi per 26mila iniziative: è il miglior risultato degli ultimi 17 anni

Il Rapporto annuale Acri fotografa il miglior risultato degli ultimi 17 anni per le Fondazioni di origine bancaria: nel 2025 erogati 1,42 miliardi di euro per oltre 26mila iniziative. Crescono anche patrimonio, proventi e risorse destinate al welfare

Fondazioni bancarie, nel 2025 erogati 1,4 miliardi per 26mila iniziative: è il miglior risultato degli ultimi 17 anni

Le Fondazioni di origine bancaria segnano nel 2025 il miglior risultato degli ultimi diciassette anni: 1,42 miliardi di euro destinati a oltre 26mila iniziative a sostegno di comunità, cultura, welfare, ricerca e sviluppo locale. È il dato centrale del Trentunesimo Rapporto annuale di Acri, che fotografa un sistema in crescita non solo sul fronte delle erogazioni, ma anche sul piano patrimoniale ed economico.

Nel complesso, le 84 Fondazioni di origine bancaria italiane hanno finanziato nel corso dell’anno 26.063 progetti, con un importo medio di circa 54.600 euro per iniziativa. Rispetto al 2024 le risorse messe in campo sono aumentate del 30,4%.

Welfare, cultura e sviluppo locale tra le priorità

Nel 2025 il welfare ha ricevuto 421,6 milioni di euro, pari al 29,6% del totale delle erogazioni, attraverso interventi nei settori del volontariato, dell’assistenza sociale, della salute pubblica e del contrasto alla povertà educativa.

Il settore con più risorse resta Arte, attività e beni culturali, con 299,2 milioni di euro (21% del totale). Seguono Educazione, istruzione e formazione con 252,3 milioni (17,7%), Volontariato, filantropia e beneficenza con 242,9 milioni (17,1%), Sviluppo locale con 219,6 milioni (15,4%), Ricerca e sviluppo con 145,9 milioni (10,2%), Assistenza sociale con 110,2 milioni (7,7%) e Salute pubblica con 64,5 milioni (4,5%). Gli altri settori hanno ricevuto complessivamente 73,2 milioni di euro.

Le Fondazioni confermano il loro radicamento territoriale: il 76,6% delle risorse è stato destinato alla regione di riferimento, mentre il 23,4% ha riguardato iniziative sovraregionali o nazionali, una quota quasi raddoppiata rispetto a dieci anni fa.

Crescono anche gli interventi pluriennali, saliti al 17% delle erogazioni complessive, mentre quelli annuali rappresentano l’83%. Per dimensione, i contributi superiori a 500mila euro assorbono il 52,2% delle risorse, quelli tra 100 e 500mila euro il 21,5%, quelli tra 5 e 100mila euro il 23,3% e quelli fino a 5mila euro l’1,9%.

Più partnership con Terzo settore e territori

Il rapporto evidenzia un ruolo sempre più attivo delle Fondazioni nella costruzione di reti e collaborazioni. Nel 2025 il 46,2% delle erogazioni è stato realizzato attraverso cofinanziamenti con altri soggetti, contro il 30% di dieci anni fa. Circa due terzi delle risorse sono state assegnate su obiettivi definiti direttamente dalle Fondazioni: il 43,2% attraverso progetti propri e il 27,7% tramite bandi. Solo il 29,1% ha riguardato progetti presentati da soggetti terzi, mentre dieci anni fa questa quota era vicina al 60%.

Si rafforza anche il rapporto con il Terzo settore: il 75,6% dei contributi è andato a soggetti privati senza scopo di lucro, mentre il 24,4% a soggetti pubblici.

Tra gli interventi nazionali proseguono il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e il Fondo per la Repubblica Digitale. Nel primo caso, in dieci anni, le Fondazioni hanno versato circa 799 milioni di euro: attraverso Con i Bambini sono stati assegnati 524 milioni, sostenute 828 iniziative, coinvolte oltre 10.100 organizzazioni e raggiunti più di 660mila minori svantaggiati.

Per il Fondo per la Repubblica Digitale le Fondazioni hanno versato oltre 203,9 milioni di euro dall’avvio. Sono stati pubblicati sette bandi e selezionati oltre 150 progetti per 75,2 milioni di euro, destinati alla formazione di circa 162mila beneficiari.

Patrimonio da 43,7 miliardi e fondo di stabilizzazione vicino ai 2,9 miliardi

La solidità economica delle Fondazioni emerge dai dati patrimoniali. Al 31 dicembre 2025 il patrimonio contabile era pari a 43.723 milioni di euro, l’82,4% del passivo di bilancio, con una crescita di circa 1.204 milioni rispetto al 2024.

L’attivo complessivo ha superato 53,1 miliardi di euro (+4,4%), mentre le attività finanziarie hanno raggiunto 48,8 miliardi. Gli investimenti correlati alla missione (Mri) ammontano a 5.156 milioni di euro, pari al 10,14% dell’attivo e al 12,12% del patrimonio; lo sviluppo locale assorbe circa il 79% di queste risorse.

Nel 2025 i dividendi hanno raggiunto 2.522,8 milioni di euro (+16,6%), di cui 1.636,9 milioni da partecipazioni bancarie e 885,9 milioni da partecipazioni non bancarie. Le altre entrate derivano dalla gestione degli investimenti finanziari (603,8 milioni), dalle gestioni patrimoniali (65,6 milioni) e da altri proventi per 81 milioni.

Prosegue il processo di riduzione delle partecipazioni nelle banche conferitarie: l’84,5% delle Fondazioni detiene oggi una quota inferiore al 5%. Quaranta Fondazioni non hanno più partecipazioni bancarie, 31 hanno quote inferiori al 5%, nove tra il 5 e il 50% e quattro superiori al 50%, nei casi previsti dalla normativa.

Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni ha raggiunto quasi 2,9 miliardi di euro, garantendo una riserva pari a circa 2,8 annualità di attività istituzionale. Nel 2025 il carico fiscale complessivo delle Fondazioni è stato di 444 milioni di euro.

Un sistema sempre più orientato alla programmazione di lungo periodo

A fine 2025 il sistema contava 1.114 occupati, con una spesa complessiva per il personale di 89,1 milioni di euro. Il 93% era composto da personale in organico, l’80% impiegato a tempo pieno. Le donne rappresentavano il 62% degli occupati e il 75% del personale risultava laureato.

Il Trentunesimo Rapporto annuale di Acri contiene inoltre due contributi esterni: “L’asset allocation delle Fondazioni di origine bancaria”, curato da MondoInstitutional, e “Vent’anni di Fondazione Con il Sud: dalla filantropia strategica all’imprenditorialità istituzionale”, realizzato da Francesco Izzo, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Federico II di Napoli.

Azzone: “La gestione dei patrimoni si traduce in maggiori risorse per le comunità”

“Il trentunesimo Rapporto annuale conferma la solidità del sistema delle Fondazioni di origine bancaria – ha dichiarato Giovanni Azzone, presidente di Acri -. L’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi, che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori, accompagnare le comunità e sperimentare soluzioni innovative”.

Secondo Azzone, il risultato raggiunto sul fronte delle erogazioni dimostra “la capacità delle Fondazioni di trasformare la gestione dei patrimoni in interventi concreti per le comunità”. Il presidente di Acri ha inoltre richiamato il ruolo dell’addendum al Protocollo Acri-Mef, che si inserisce in un percorso di consolidamento del sistema: il nuovo quadro conferma l’importanza della diversificazione degli investimenti, introduce criteri più flessibili per tenere conto dell’evoluzione dei mercati e delle caratteristiche delle singole Fondazioni e apre alla possibilità di una maggiore durata dei mandati di governance, favorendo una programmazione strategica di lungo periodo.

Commenta