Da un lato le minacce muscolari e gli attacchi reciproci, dall’altro i tentativi diplomatici di arrivare alla pace. Il mondo segue con apprensione gli sviluppi della situazione in Medio Oriente.
Nella notte, gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare l’Iran “in onore dei soldati caduti”, come ha annunciato il presidente Donald Trump. Nelle stesse ore le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che due petroliere sono state colpite mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.
Usa-Iran: proseguono i tentativi diplomatici
Ma a ridare qualche speranza sono arrivate questa mattina le parole del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, secondo il quale, nonostante i bombardamenti proseguono gli sforzi diplomatici con gli Usa per arrivare a un nuovo accordo. “Siamo stati informati dai mediatori, abbiamo ricevuto dei messaggi – senza entrare nei dettagli – ma l’essenziale è che l’apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e che alcune idee ci sono state trasmesse da alcuni mediatori”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, durante una conferenza stampa a Teheran. Dichiarazioni che tengono a galla le Borse e fanno rallentare il prezzo del petrolio.
Secondo Reuters, i mediatori tra Iran e Stati Uniti avrebbero proposto alle parti una sospensione di 10 giorni degli attacchi. La pausa proposta, spiega l’agenzia di stampa, mira a creare spazio diplomatico per rilanciare l’intesa tra Teheran e Washington.
Teheran minaccia, gli Usa pensano di inviare nuovi caccia
Nel frattempo però i toni restano accesi. “Impartiremo agli Stati Uniti una lezione che annienterà qualsiasi aggressore e aprirà la strada al dominio globale degli oppressi”, ha dichiarato il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Vahidi. “Obbediremo alla Guida (Mojtaba Khamenei) e non legheremo mai il destino dell’Iran alle promesse di un nemico assassino di bambini, noto per non rispettare gli impegni presi e per l’uso dell’inganno”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.
Alle minacce Washington potrebbe presto rispondere con i fatti. La Cnn riporta infatti che gli Usa prevedono di inviare in Medio Oriente ulteriori caccia F-16 e F-35 dalle basi in Europa, oltre ad aerei cisterna per il rifornimento in volo allo scopo di ampliare le opzioni a disposizione del presidente Donald Trump, che sta valutando come procedere nel conflitto con l’Iran. La scorsa settimana Trump ha ricevuto un briefing dalla Situation Room della Casa Bianca sulle opzioni per intensificare la guerra e ha preso in considerazione la possibilità di tentare la conquista dell’isola di Kharg, un importante snodo per le esportazioni iraniane, o di bombardare gli impianti nucleari iraniani di Pickaxe Mountain. Trump, tuttavia, non ha escluso del tutto la possibilità di una soluzione diplomatica e il segretario di Stato, Marco Rubio, ha dichiarato ieri sera che la porta rimane aperta per un ritorno al tavolo dei negoziati.
“Gli americani continuano a inviare nuove attrezzature militari nella regione e sostengono di voler porre fine alla guerra. Hanno sottovalutato la nostra intelligenza”, scrive in un post sul social X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Abbiamo raggiunto la massima padronanza nel comprendere questi giochi degli americani e, su questa base, siamo pronti”, ha aggiunto, “le azioni devono confermare le affermazioni, non contraddirle”.
Houthi annunciano blocco marittimo dell’Arabia Saudita
Nel frattempo Il gruppo armato yemenita degli Houthi, sostenuto dall’Iran, ha annunciato il blocco marittimo dell’Arabia Saudita. L’annuncio arriva dopo che i ribelli yemeniti e Riad si sono scambiati colpi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni.
I ribelli “dichiarano un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, basato sull’equazione ‘occhio per occhio’, con effetto immediato a partire dalla pubblicazione di questa dichiarazione”, ha affermato il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree.
