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Teheran chiude nuovamente lo Stretto di Hormuz e colpisce due navi. Washington risponde con una terza ondata di attacchi contro l’Iran. L’Oman propone 2 rotte separate

Nuovi attacchi reciproci e l’Iran che annuncia una nuova chiusura dello Stretto che finirà per ripercuotersi sui prezzi del petrolio. Intanto si tentano nuovi colloqui: per la Cnn, a Muscat l’Oman ha proposto una soluzione per consentire il traffico. Inoltre i ministri dei paesi Ue inciontrano quelli dei paesi del Golfo e Lagarde va da Warsh

Teheran chiude nuovamente lo Stretto di Hormuz e colpisce due navi. Washington risponde con una terza ondata di attacchi contro l’Iran. L’Oman propone 2 rotte separate

Ci risiamo. Teheran chiude nuovamente lo Stretto di Hormuz e colpisce due navi commerciali che tentavano di attraversarlo. Washington risponde con una terza onda di attacchi contro l’Iran, comunicando di aver colpito almeno 140 obiettivi militari. Si tratta del cocktail perfetto che potrebbe domani far lievitare nuovamente i prezzi del petrolio e innescare una nuova spirale di timori per l’inflazione e per un rialzo dei tassi, abbattendo le borse e i titoli di stato. La serie di attacchi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi giorni ha indotto il presidente Donald Trump a dichiarare la fine del cessate il fuoco, iniziato il 28 febbraio tra Stati Uniti e Israele, volto a porre fine ai combattimenti, pur lasciando aperta la possibilità di proseguire i negoziati.

Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo conserveremo con la forza”, ha scritto intanto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. Teheran nelle notte ha attaccato anche il quartier generale Usa in Bahrein, la base aerea Al-Adid in Qatar, oltre a due porti in Kuwait e Oman e a depositi di carburante Usa nella stessa area. “Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all’alba in diverse località del regno”, ha reso noto l’esercito giordano. Tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste invece ferite in Qatar a causa della caduta di schegge durante le intercettazioni dei missili.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il presidente Donald Trump ha ordinato nuovi attacchi mirati alla capacità di Teheran di attaccare navi mercantili, dopo che le forze iraniane hanno colpito una nave portacontainer battente bandiera cipriota.”L’Iran ha fatto una scelta sbagliata”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth sui social media. “Ora ne pagheranno le conseguenze.”

Eppure continuano i colloqui. L’Oman propone una gestione di Hormuz con due rotte separate

Intanto, l’Oman ha assicurato che proseguiranno i colloqui con l’Iran dopo la riunione tecnico-politica svoltasi ieri a Muscat sul futuro della gestione dello Stretto di Hormuz, alla quale ha preso parte anche una delegazione del Qatar oltere al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo omanita, Sayyid Badr Albusaidi. L’Oman ha redatto una proposta preliminare su come gestire le rotte nello Stretto, secondo quanto riferito da una fonte alla Cnn, indicando due rotte controllate separatamente. In base all’accordo, che deve ancora essere finalizzato, entrambi i corridoi rimarrebbero aperti. Il Corridoio Meridionale, attraverso le acque territoriali dell’Oman, consentirebbe la libera navigazione alle condizioni prebelliche. Le navi che transitano lungo il Corridoio Nord, attraverso le acque territoriali iraniane, necessiterebbero di un’autorizzazione preventiva da parte dell’Iran, sebbene l’accordo non preveda l’imposizione di pedaggi.
Funzionari statunitensi avevano precedentemente affermato che i negoziati sulle armi nucleari non possono progredire finché lo Stretto non sarà messo in sicurezza.

La guida suprema Mojtaba Khamenei ieri ha giurato vendetta per la morte del padre: il quotidiano Hamshari ha inserito anche Giorgia Meloni tra le responsabilità, pubblicando una foto della premier in tenuta arancione assieme alle immagini di Trump e Netanyahu con un bersaglio in fronte. Venerdì Trump aveva minacciato di bombardare l’Iran con “1000 missili” se avesse dato seguito alla minaccia di uccidere il leader statunitense, “in questo caso, ME!”.

La Ue incontra i paesi del Golfo e Largde va a trovare Warsh della Fed

Lunedì i ministri dei Paesi del Golfo torneranno a Bruxelles, dove si confronteranno con i 27 ministri degli Esteri Ue. Sarà il primo incontro tra le petromonarchie arabe e i Paesi europei dalla ripresa delle ostilità per trovare una soluzione per lo Stretto di Hormuz. Soluzione che l’Europa vuole il più rapida possibile, a costo di aprire uno spiraglio perfino ad una sorta di pedaggio per l’uso dei servizi marittimi. Secondo quanto riportato dal Guardian, l’Europa starebbe valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di Hormuz, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Il modello da seguire sarebbe quello del Canale della Manica o, ancor meglio, dello Stretto di Malacca, uno dei più trafficati e complessi canali navigabili del pianeta. Nello stretto che separa Indonesia e Malesia non c’è un pedaggio obbligatorio – sebbene Giacarta negli anni scorsi abbia più volte evocato la possibilità – ma ci sono dei costi da sostenere in caso di eventuale uso di alcuni servizi marittimi. Non si tratterebbe, sia chiaro, di un pedaggio obbligatorio, sul quale l’Ue si è opposta sempre con forza.

Intanto la presidente della Bce Lagarde vola a Washingorn a sorpre sper il contrare il collega della Fed Kevin Warsh

(Ultimo aggiornamento ore 21.00)

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