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Stellantis: tonfo in Borsa dopo le immatricolazioni auto di maggio 2026. Volano le auto cinesi, rallenta la società italofrancese

Le immatricolazioni auto in Europa crescono del 3,6% a maggio 2026, spinte da elettriche e ibride. Volano le auto cinesi. Stellantis frena e il titolo scivola a Piazza Affari

Stellantis: tonfo in Borsa dopo le immatricolazioni auto di maggio 2026. Volano le auto cinesi, rallenta la società italofrancese

Il mercato europeo dell’auto continua a muoversi in territorio positivo, anche se il passo non è più quello di inizio anno. A maggio 2026, tra Unione europea, Paesi Efta e Regno Unito, le immatricolazioni hanno raggiunto 1.152.523 vetture, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nella sola Unione Europea l’aumento è stato del 3,2%, a quota 955.013 unità. Il bilancio resta favorevole nonostante il clima ancora appesantito dalle tensioni in Medio Oriente e dall’incertezza sui dazi Usa. Da gennaio, il mercato dell’Unione Europea segna un progresso del 4%, con oltre 4,7 milioni di veicoli immatricolati. Allargando lo sguardo all’Europa occidentale, che comprende anche Efta e Regno Unito, la crescita sale al 4,5%, con più di 5,8 milioni di auto.

Tra i grandi mercati, l’Italia si conferma la più brillante, con un incremento mensile del 7,5-7,6%. La Francia viaggia in linea con la media europea, a +3,7%, mentre la Germania resta praticamente ferma, con un aumento dello 0,1%. La Spagna, dopo la corsa dei mesi precedenti, arretra dello 0,8%.

Elettriche e ibride spingono, benzina e diesel arretrano

La trasformazione del mercato passa ancora una volta dalle alimentazioni. Le auto elettriche pure accelerano con forza: nella sola Unione Europea crescono del 42,9% e arrivano a una quota di mercato del 20%, pur restando su volumi ancora contenuti, intorno alle 203 mila unità. Considerando l’intera area europea, il progresso delle elettriche è del 39,1%. A sostenere il mercato ci sono anche le ibride plug-in, in aumento del 12,2% nell’Unione Europea e del 13,2% nell’area europea complessiva. Bene anche le ibride non ricaricabili, che restano la scelta più diffusa con il 37,8% del mercato e crescono dell’8,2-9,7%, a seconda del perimetro considerato.

Il rovescio della medaglia è il crollo delle motorizzazioni tradizionali. Le auto a benzina perdono circa il 19-20%, mentre il diesel arretra del 19%. La domanda ormai si sposta verso elettrico e ibrido, mentre le alimentazioni storiche continuano a perdere terreno.

La Cina corre, i grandi europei rallentano

Dietro il dato positivo del mercato si nasconde una geografia competitiva sempre più selettiva. I costruttori cinesi avanzano a ritmo sostenuto e conquistano quote nel Vecchio Continente. Byd balza del 158,8%, a 26.017 immatricolazioni, portando la propria quota al 2,7%. Chery cresce del 239,6%, Leapmotor del 447,3%, Geely del 9,9% e Saic del 15,2%. Anche Tesla torna a correre, con un aumento del 152,4%, a 21.767 unità, e una quota di mercato del 2,3%.

I grandi gruppi tradizionali, invece, mostrano più fatica. Volkswagen resta leader in Europa con 254.011 immatricolazioni, ma cede il 3,6% e vede la propria quota scendere al 26,6%. All’interno del gruppo cresce solo Audi, a +3,4%, mentre arretrano Volkswagen, Škoda, Cupra, Seat e Porsche. Renault chiude maggio con 100.507 immatricolazioni e un calo dell’1,3%, con flessioni sia per il marchio Renault sia per Dacia. Bmw, inclusa Mini, cresce del 3,7% e porta la quota al 6,9%, mentre Mercedes-Benz avanza dello 0,7%, con quota al 5%.

Stellantis rallenta e la Borsa non perdona: titolo giù a Piazza Affari

E Stellantis? Il dato di maggio apre una crepa nel quadro fin qui positivo del 2026 per il gruppo italo-francese. Nell’Unione europea il gruppo registra un calo del 2,6% e vede la quota scendere al 15,3%. Sul perimetro allargato a Efta e Regno Unito, le targhe si fermano a 146.381 unità, con una flessione del 2,3%. La quota indicata dagli analisti per maggio 2026 è del 14,3%, contro il 15,2% dello stesso mese del 2025. Il dettaglio dei marchi restituisce un andamento a due velocità. Peugeot resta il peso maggiore del gruppo, con 50.277 unità, ma arretra del 12,6%. Opel/Vauxhall sale invece del 6,3%, a 36.291 targhe, mentre Citroën limita il calo all’1,6%, a 31.665 unità. Fiat si conferma la nota più brillante, con un balzo del 20,6% a 29.740 auto. Più pesante il bilancio per Jeep, in discesa dell’11,1%, Alfa Romeo del 23,9%, Ds del 31,4% e Lancia dello 0,9%.

Il saldo dei primi cinque mesi è comunque positivo. Peugeot arretra del 7%, ma Opel/Vauxhall cresce del 15,1%, Citroën dell’11,7% e Fiat del 27,6%. Jeep cede il 3,4%, Alfa Romeo il 21% e DS il 21,6%, mentre Lancia avanza del 7%. Nel cumulato gennaio-maggio Stellantis conserva il secondo posto, con una quota del 15,5%, dietro Volkswagen e davanti a Renault.

La Borsa, però, guarda soprattutto al passo falso di maggio. A Piazza Affari il titolo scivola in ribasso di oltre il 4%, in una seduta già appesantita dal sell off sul tech.

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