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Borse oggi in calo mentre Usa e Iran continuano a litigare. Petrolio sopra i 104 dollari. La Bce potrebbe alzare i tassi già ad aprile

Mentre i due leader di Iran e Usa continuano a mostrare i muscoli senza riuscire a trovare un accordo, il petrolio torna a salire e le borse a scendere, soprattutto in vista di un weekend che potrebbe portare nuovi colpi di scena. Le borse europee sono viste aprire in calo con Nagel della Bce che ha detto che un aumento dei tassi già ad aprile è “un’opzione”. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Stm e Inwit

Borse oggi in calo mentre Usa e Iran continuano a litigare. Petrolio sopra i 104 dollari. La Bce potrebbe alzare i tassi già ad aprile

Mentre Stati Uniti e Iran litigano sui colloqui, senza che si intraveda ancora una fine alla guerra, gli investitori portano a casa qualche profitto in vista di un weekend che potrebbe portare altri colpi di scena. L’incertezza ha alimentato una forte volatilità degli scambi, con i titoli azionari che sono oscillati tra guadagni e perdite durante le ore asiatiche, ma il l’orientamneto generale è sempre lo stesso: vendere azioni e obbligazioni, con l’unico bene rifugio rappresentato dal dollaro. Il petrolio torna in rialzo sopra i 104 dollari, lascindo intatte le preoccupazioni per il rialzo dell’inflazione e dei tassi. Le borse europee sono viste aprire in calo con Nagel della Bce che ha detto che un aumento dei tassi già ad aprile è “un’opzione”.

Prova di muscoli tra Iran e Stati Uniti, senza riuscire a trovare un accordo

Nella quarta settimana di un conflitto che ha sconvolto i flussi energetici globali e alimentato i timori di inflazione i due leader continuano a mostrare i muscoli ma non riescono ad arrivare a un accordo. L’Iran ha dichiarato di star valutando la proposta Usa di ieri in 15 punti per il cessate il fuoco, ma di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui per porre fine al conflitto. Il Trump, dal canto suo, ha detto che l’Iran desidera ardentemente raggiungere un accordo per porre fine a quasi quattro settimane di combattimenti. Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, il parlamento iraniano sta lavorando a una bozza di legge che imporrebbe una tariffa alle navi che cercano di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Il pedaggio e le promesse di un passaggio sicuro sollevano questioni complesse per il settore marittimo, desideroso di soccorrere equipaggi e merci ma anche riluttante ad affrontare sanzioni e rischi per la sicurezza. Il piano per altro riconoscerebbe legalmente la supervisione iraniana sul porto di Hormuz

Borse di marzo tutte con bilanci in rosso. L’Asia la più penalizzata

I messaggi contraddittori provenienti dalle due parti in merito ai colloqui per il cessate il fuoco hanno tenuto gli investitori con il fiato sospeso questo mese. Il bilancio di marzo vede i titoli azionari asiatici che hanno subito il peso maggiore delle vendite, con l’indice Msci delle azioni dell‘Asia-Pacifico destinato a scendere del 9,5% nel corso del mese, il calo mensile più consistente da ottobre 2022. Da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato i loro attacchi contro l’Iran il 28 febbraio, gli investitori stranieri hanno venduto azioni asiatiche per un valore di 50 miliardi di dollari. L’indice paneuropeo STOXX 600 è in calo di oltre il 7%, mentre l’S&P 500 è in calo di poco più del 4% a marzo.

Alcuni Paesi iniziano a prendere provvedimenti di emergenza

Alcuni paesi stanno prendendo decisioni drastiche per cercare di fronteggiare la situazione: sebbene i prezzi del petrolio superiori a 100 dollari al barile procureranno problemi a tutti i paesi nel mondo, alcuni sono più esposti e meno in grado di far fronte all’aumento dei prezzi. In Corea del Sud, il presidente Lee Jae Myung ha chiesto alla popolazione di risparmiare energia elettrica e ha istituito una task force di emergenza per prepararsi a scenari avversi, il Giappone sta rivedendo la sua catena di approvvigionamento di prodotti petroliferi e ha iniziato a rilasciare petrolio dalle proprie riserve strategiche nazionali per compensare le interruzioni dell’offerta derivanti dal conflitto con l’Iran. Il Primo Ministro Sanae Takaichi, all’inizio della settimana, aveva detto che Tokyo avrebbe rilasciato circa 80 milioni di barili di petrolio immagazzinato ai raffinatori locali. Nelle Filippine l’autorità di regolamentazione del mercato energetico ha annunciato la sospensione del mercato spot all’ingrosso dell’elettricità in tutte e tre le reti del paese.

Wall Street ieri in rialzo trainata dai settori viaggi, tech e spazio

Ieri i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo sulle speranze degli investitori di una de-escalation con i best performers rappresentati dalle compagnie aeree e delle società di crociere che hanno beneficiato del calo ieri del petrolio anche del 2%. Ma sono saliti anche i titoli del settore spaziale dopo la notizia che SpaceX potrebbe quotarsi in borsa questa settimana e i tech, nella scia di Arm.

Il Dow Jones ha chiuso a +0,66%, S&P 500 a +0,54%, Nasdaq a +0,77%. L’indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione, ha chiuso in rialzo dell’1,2% dopo aver toccato il massimo delle ultime due settimane durante la seduta. I future azionari statunitensi preannunciano per oggi un’apertura in calo.

L’operatore di crociere Norwegian Cruise Line ha chiuso in rialzo del 2,8% mentre l’indice S&P Composite 1500 Passenger Airlines è aumentato dell’1%. Le azioni di Arm quotate negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo del 16,4% dopo che la società ha presentato un nuovo chip per data center basato sull’intelligenza artificiale, che dovrebbe generare miliardi di dollari di fatturato. È stato il titolo con la maggiore crescita nell’indice Philadelphia Semiconductor Index, che ha chiuso in rialzo dell’1,2%.
Altri produttori di chip si sono immessi nel flusso di rialzo: Advanced Micro Devices e Intel che hanno entrambi chiuso con un +7%. Nvidia ha guadagnato il 2%.

Nel settore spaziale, Destiny Tech100 è balzato del 15% dopo la notizia che SpaceX punta a depositare il prospetto per la sua Ipo già questa settimana. SpaceX è la maggiore partecipazione azionaria del fondo.
Anche altre aziende spaziali si sono mosse in rialzo: Rocket Lab con un +10,3% mentre Intuitive Machines con un +14,7% e EchoStar con un +7,4%.

Da segnalare anche le azioni di JD.com quotate negli Stati Uniti salite dell’8% e quelle di Alibaba del 3,5% dopo che i media statali cinesi e l’autorità di regolamentazione hanno esortato il settore delle piattaforme di consegna di cibo a porre fine alla guerra dei prezzi. Inoltre Robinhood Markets ha registrato un rialzo del 5% dopo che la piattaforma di trading ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di dollari.

Asia in calo. I tech premono sull’indice Kospi. Occhi alla nuova tecnologia di Google

Le borse asiatiche sono in calo in una seduta volatile, mentre il petrolio è salito con gli investitori che procedono con cautela a causa del ritmo vertiginoso degli sviluppi in Medio Oriente.

In Giappone, il Nikkei ha annullato i guadagni iniziali per scambiare in ribasso dello 0,7%. L’ampio indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico è sceso di oltre l’1%, avviandosi a un calo del 9,5% questo mese, il maggiore calo mensile da ottobre 2022.

Il Kospi sudcoreano è sceso del 2,7%, il peggior indice in Asia. Pesano i titoli dei chip di memoria, tra i timori che una nuova tecnologia sviluppata da Google, ovvero un algoritmo di compressione, possa ridurre la domanda di memoria generata dall’intelligenza artificiale. Samsung Electronics e SK Hynix perdono circa il 4% e il 5%. Le due società hanno tratto grande beneficio, negli ultimi trimestri, dalla carenza di offerta di memoria dovuta all’IA, dato che la scarsità ha aumentato i prezzi di vendita e i margini.

L’Australia con l’ASX 200 scende dello 0,1%. In Cina, gli indici Shanghai, Shenzhen, CSI 300 e Shanghai Composite calano di oltre lo 0,7%. L’Hang Seng di Hong Kong perde l’1,8%. L’indice Straits Times di Singapore è invece leggermente positivo, con un +0,2%.

I futures sul Brent si attestavano a 104,53 dollari, in rialzo di oltre il 2% nella giornata, e si avviavano a un balzo del 43,6% nel corso del mese.

Il dollaro si è mantenuto stabile vicino ai massimi recenti ed era sulla buona strada per un guadagno mensile del 2%, consolidando il suo status di bene rifugio preferito.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Stm e Inwit

I future europei annunciano un’apertura debole delle borse europee: indice Euro Stoxx 50 a -0,7%.

Fincantieri – L’AD Pierroberto Folgiero ha detto che la società valuta acquisizioni per crescere nel settore sottomarino. Non si tratterebbe di operazioni trasformative, ma di piccole acquisizioni, anche al di fuori della difesa.

Inwit – Fastweb e Vodafone hanno disdetto il contratto con Inwit, si potrebbe aprire una battaglia legale. Inwit ha dichiarato di considerare gli accordi validi fino al 2038 e che adotterà ogni azione necessaria.

Leonardo – Deutsche Bank ha alzato la raccomandazione sul titolo a Buy da Hold. Il target price è stato portati a 70 euro dai precedenti 57 euro.

Monte Dei Paschi Di Siena – Il cda ha revocato i poteri dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, dopo la decisione di quest’ultimo di candidarsi per un nuovo mandato senza il sostegno dei consiglieri uscenti. Maurizio Bai, Vice Direttore Generale, guiderà la banca fino all’Assemblea degli Azionisti.

Nexi – Bernardo Mingrone è stato nominato amministratore delegato e direttore generale, al posto di Paolo Bertoluzzo. Lo riferisce una nota. Mingrone era in precedenza CFO di Nexi, Vice Direttore Generale e CEO di Nexi Payment.

Stm – Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione a Overweight da Equalweight. Il target price è stato portato a 36 euro dai 24 euro precedenti.

Unicredit – Il proxy advisor Iss (Institutional Shareholder Services) ha raccomandato agli azionisti di votare contro la relazione sulla remunerazione 2025, che sarà discussa nella prossima assemblea del 31 marzo.

Danieli – Archivia il primo semestre al 31 dicembre con un incremento dell’utile netto del 5%, mentre i ricavi operativi sono scesi del 16%.

Terna – Oggi il Cda bilancio. Rbc Capital ha abbassato la raccomandazione da Outperform a Sector Perform, il target price è stato alzato a 10 euro, dai 9,60 euro precedenti.

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