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Borse oggi incerte se credere o no all’invio da Trump all’Iran di 15 punti per la pace. Intanto il petrolio scende e i listini azionari festeggiano

Gli investitori sono sempre propensi ad accogliere a braccia aperte ogni spiraglio di de-escalation del conflitto in Medio Oriente, ma restano cauti visti i continui messaggi contrastanti. Per oggi galleggia un certo ottimismo dopo le nuove dichiarazioni di Trump, con petrolio in calo e borse asiatiche in rialzo. Le borse europee sono viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Inwit, Maire

Borse oggi incerte se credere o no all’invio da Trump all’Iran di 15 punti per la pace. Intanto il petrolio scende e i listini azionari festeggiano

Gli investitori faticano a prendere una direzione e navigano a vista, bersagliati da notizie contrastanti riguardo l’evolversi della guerra in Medio Oriente che sta strozzando il traffico energetico nello Stretto di Hormuz. Di per sè la notizia dell’invio da parte di Trump di una bozza di accordo all’Iran in 15 punti è una buona notizia, che ha spinto al ribasso il prezzo del petrolio sotto quota 100 e al rialzo le borse asiatiche. Ma, di contro, arrivano dall’Iran altri messaggi che raffreddano gli entusiasmi e impongono la massima cautela. Un allentamento delle tensioni in Iran attenuerebbe i rischi di inflazione e smorzerebbe le aspettative di un inasprimento della politica monetaria. I future sugli indici azionari statunitensi indicano sono saliti, e i contratti indicavano un guadagno di circa l’1% per le azioni europee all’apertura.

Trump sta negoziando con se stesso? L’ipotesi dei 15 punti per la pace

Il New York Times ha riportato ieri che Washington ha inviato all’Iran un piano in 15 punti per porre fine alla guerra. Il Canale 12 israeliano, citando tre fonti, ha affermato che gli Stati Uniti stavano cercando un cessate il fuoco di un mese per discutere il piano in 15 punti. I dettagli della proposta rimangono poco chiari, sebbene Trump abbia ipotizzato pubblicamente che qualsiasi accordo dovrebbe includere il divieto per l’Iran di ottenere armi nucleari o di arricchire materiale radioattivo per scopi civili.

“Siamo in fase di negoziazione”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, vantandosi del fatto che gli iraniani avessero fatto una concessione “del valore di un’enorme quantità di denaro”, sulla quale non ha fornito ulteriori dettagli. “Hanno fatto una cosa davvero carina”, ha detto. L’affermazione non è stata confermata dall’Iran e, di fatto, l’agenzia di stampa ufficiale iraniana ha citato un portavoce delle forze armate secondo cui gli Stati Uniti starebbero “negoziando con se stessi”.

Nonostante gli spiragli di una possibile de-escalation, il conflitto continuava a infuriare. Oggi le autorità kuwaitiane hanno dichiarato di essere impegnate nello spegnimento di un incendio scoppiato dopo che dei droni avevano preso di mira un serbatoio di carburante all’aeroporto. Israele ha detto di aver condotto una serie di attacchi contro obiettivi a Teheran.

Inoltre secondo altre indiscrezioni l’amministrazione Trump avrebbe ordinato all’82ª Divisione Aviotrasportata di schierare circa 2.000 soldati nella regione.

Tutti gli occhi sono puntati sullo Stretto di Hormuz. La Casa Bianca ha detto che sta valutando diverse altre opzioni per allentare il controllo iraniano sullo Stretto. Nel frattempo, secondo alcune fonti, l’Iran ha iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano il canale. Tuttavia, Teheran ha affermato che alle navi straniere non ostili è consentito attraversare il canale alle sue condizioni.

Wall Street ieri in calo. Ma Barclays alza l’asticella sullo S&P 500

Gli indici di Wall Street hanno perso terreno nella volatile sessione di ieri, con gli investitori indecisi tra i timori di un aumento dei prezzi del petrolio e le speranze di una risoluzione della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il Dow Jones ha chiuso a -0,18%, S&P 500 a -0,37%, Nasdaq a -0,84%, tra qualche nuova preoccupazione per il settore del credito.

Tuttavia Barclays ha alzato il suo obiettivo di fine 2026 per l’indice S&P 500 da 7.400 a 7.650, citando aspettative di utili più solide che compensano i rischi macroeconomici come le tensioni in Medio Oriente, la trasformazione digitale guidata dall’intelligenza artificiale e le difficoltà nel credito privato.

I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi sono aumentati ieri a causa dell’incertezza sulla guerra e della debole asta di titoli del Tesoro a 2 anni, esercitando ulteriore pressione sui mercati azionari.

Sono riemerse le preoccupazioni sul credito privato dopo una segnalazione riguardante Ares Management di riscatti limitati al 5% nel suo fondo di credito privato, insieme ad Apollo Global Management, a causa dell’impennata delle richieste di prelievo. Le azioni di Ares hanno chiuso in ribasso dell’1% mentre Apollo ha guadagnato lo 0,7%. I loro concorrenti Blackstone e Carlyle sono diminuiti rispettivamente dell’1,25% e dello 0,9%.

In precedenza, un sondaggio aveva mostrato che l‘attività economica statunitense era rallentata fino a raggiungere il livello più basso degli ultimi 11 mesi a marzo, a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e di altri fattori produttivi dovuto alla guerra in Medio Oriente.

Resta alta l’attenzione per le prossime mosse sui tassi da parte della Federal Reserve dopo che ha adottato un tono restrittivo la scorsa settimana, prevedendo un solo taglio dei tassi nel 2026. Gli operatori di mercato in realtà, a differenza dei due tagli previsti prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, ora non prevedono più alcun taglio dei tassi quest’anno. Inoltre le aspettative di rialzi dei tassi sono aumentate leggermente la scorsa settimana a causa dell’escalation delle tensioni e, secondo il FedWatch Tool del CME, le ultime previsioni indicano una probabilità superiore al 30% di un aumento entro la fine dell’anno. L’unica cosa che sta spingendo avanti è il denaro contante. I fondi del mercato monetario statunitensi sono cresciuti di circa 60 miliardi di dollari dal 28 febbraio, raggiungendo un nuovo record di 7.860 miliardi di dollari.

Da segnalare Jefferies è salito del 2,5% dopo che il Financial Times ha riportato che il gruppo finanziario giapponese Sumitomo Mitsui sta lavorando a piani per una possibile acquisizione della banca d’investimento. Le azioni di Estée Lauder sono crollate del 9,8% dopo che l’azienda di cosmetici ha annunciato di essere in trattative per una potenziale fusione con il gruppo spagnolo di bellezza Puig Brands.

Asia in rialzo su speranze di tregua. La Cina spinge sull’AI

Le azioni asiatiche sono in rialzo, sostenute dalla possibile attenuazione del conflitto in Medio Oriente e dal calo dei prezzi del petrolio. L’indice Msci Asia Pacific guadagna l’1,8%.

In Cina, il CSI 300 sale del +1,2%, lo Shanghai Composite del +1%, lo Shenzhen Composite del 1,6%. A Hong Kong, l’Hang Seng guadagna lo 0,5%. Salgono i titoli cinesi legati all’intelligenza artificiale. I media statali cinesi hanno parlato di un forte aumento dell’adozione domestica dei modelli IA. Le azioni di Knowledge Atlas Technology, nota come Zhipu, sono salite fino all’8% a Hong Kong. Anche gli operatori di data center sono positivi, Beijing Sinnet Technology +17%. La Cina ha impedito a due co-fondatori di Manus di lasciare il Paese mentre le autorità stanno verificando se l’acquisizione da 2 miliardi di dollari da parte di Meta violi le norme sugli investimenti. Manus è un avanzato agente di intelligenza artificiale progettato per agire in modo autonomo, eseguendo compiti complessi end-to-end senza necessità di supervisione umana costante.

In Giappone, il Nikkei segna +2,8%. Il Topix il +2,5% guidato dal settore degli elettrodomestici. Fra i titoli, spicca la compagnia assicurativa Tokio Marine Holdings +15%, e la società di software Asteria +22%.

Il Kospi della Corea del Sud è in rialzo del +1,5%. A Taiwan, il Taiex guadagna il +2,6% trainato soprattutto dai titoli del settore dei semiconduttori, con Unimicron Technology in evidenza con un rialzo del +10%. In Australia l’S&P/ASX 200 segna +1,8%, in India, il Nifty 50 (NSE) oltre il +2%.

Il petrolio Brent è sceso del 4,4% a 99,92 dollari al barile, mantenendo comunque un rialzo del 35% dall’inizio della guerra. Il dollaro si è leggermente indebolito, scambiando a 158,9 yen e l’euro è a 1,1594. L‘oro è salito per il secondo giorno consecutivo, attestandosi intorno ai 4.555 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin ha raggiunto quota 71.000 dollari.

Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Inwit e Maire

Le borse europee sono viste aprire in rialzo, con il futues sull’Eurostoxx 50 a +0,9%.

Inwit. Swisscom ha annunciato che la sua controllata italiana Fastweb + Vodafone rescinderà il contratto quadro di fornitura di servizi con la società delle torri: prezzi dell’msa troppo alti. Si apre lo scontro legale. L’operatore tlc controllato da Swisscom esercita l’opzione “in conformità al contratto”, che terminerà nel 2028. E punta allo sviluppo di nuove infrastrutture in Italia.

Prysmian. Hsbc alza il target price a 105 euro.

Enel. Bernstein alza il target price.

Maire, società attiva nella trasformazione delle risorse naturali, ha annunciato che la controllata Tecnimont (Business Unit Integrated E&C Solutions) si è aggiudicata un contratto del valore di 50 milioni di dollari per lo studio di riqualificazione della raffineria di Guaracara, situato a Point-a-Pierre, Trinidad e Tobago.KeplerCheuvreux alza il giudizio a Buy.

Fincantieri: cda bilancio; segue conference call (16:00).

Hera: cda bilancio.

Iveco Group: assemblea straordinaria su operazione di cessione del business Difesa a Leonardo ad Amsterdam.

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