“La strada che abbiamo intrapreso è quella” della lista del cda e “il board fa il suo percorso per la lista del board”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, parlando dei lavori in corso per il rinnovo dei vertici dell’istituto in vista dell’assemblea del 16 aprile. “Questa è l’unica cosa che posso dichiarare perché è l’unica cosa che stiamo facendo”, ha aggiunto, replicando a chi gli chiedeva se avesse novità su un’eventuale partecipazione del socio francese Crédit Agricole alla lista del board.
Domani, giovedì 26 febbraio, il cda del Banco si riunirà per prendere una decisione. “Abbiamo tempo ancora qualche giorno – ha aggiunto a margine di un evento organizzato da Legance e Dils sul settore immobiliare -. È una cosa nuova, dobbiamo esaminare i pro e i contro di tutto”. I candidati del cda uscente, se l’istituto deciderà definitivamente di procedere in tal senso, dovranno essere presentati entro il 6 marzo.
Il percorso però è tutt’altro che semplice. Anche Crédit Agricole, primo azionista del Banco con il 20,1% del capitale, è al lavoro su una propria lista di minoranza, così come Assogestioni. A questo punto tutto dipenderà dai voti in assemblea e dal meccanismo della doppia votazione che rende il processo ancora più incerto: se la lista del cda sarà la più votata, l’Agricole e Assogestioni si divideranno i sei posti – erano tre prima delle modifiche allo statuto approvate lunedì – a disposizione per le minoranze. In caso contrario, il peso degli attuali vertici nella governance calerà drasticamente.
Banco Bpm: l’Antitrust mette gli occhi sul rinnovo dei vertici
Ma c’è anche un altro caso che potrebbe aprirsi a breve e che il ceo di Piazza Meda non ha voluto commentare: sono le indiscrezioni relative a una lettera che l’Antitrust avrebbe recapitato al board in merito alla possibile futura presenza di consiglieri in quota Agricole. Un silenzio che si aggiunge a quello dell’authority guidata da Roberto Rustichelli e che a questo punto suona come una conferma.
La notizia è stata pubblicata da La Stampa, secondo cui l’Antitrust avrebbe inviato una lettera al cda di Banco Bpm per avere informazioni sul ruolo del Crédit Agricole. I dubbi riguarderebbero le nuove regole introdotte dalla Legge Capitali che il Banco sperimenterà per primo (seguito a ruota da Mps) e che rafforzano il peso delle minoranze. L’occhio è sui nomi: se nella riunione di giovedì i consiglieri di Banco Bpm ufficializzeranno la presentazione di una lista del cda uscente senza includere alcuni indipendenti graditi ai francesi, si potrebbe aprire un fronte delicato, con possibili riflessi anche sotto il profilo della concorrenza. Il motivo? Crédit Agricole, è primo azionista del Banco, ma è anche un concorrente che alla prossima Aasemblea potrebbe aggiudicarsi 4 posti in cda e due nel consiglio sindacale. Numeri mai visti prima. Il quotidiano torinese riferisce che il tema sarebbe già stato argomento di discussione all’interno del board di Bpm e ora bisognerà vedere come si muoverà l’Antitrust se i francesi, come da attese, presenteranno una loro lista.
