L’alcolock è ufficialmente operativo. Da ieri, 24 febbraio, il dispositivo che impedisce l’avvio dell’auto se il conducente ha assunto alcol entra così nella fase applicativa dopo mesi di attesa. Sul Portale dell’Automobilista sono stati pubblicati i primi modelli autorizzati e l’elenco degli installatori abilitati.
La misura, prevista dal nuovo Codice della strada, punta a colpire la recidiva nella guida in stato di ebbrezza. Ma tra costi elevati, parco auto anziano e numero limitato di officine autorizzate, l’avvio non è privo di criticità.
Alcolock: chi è obbligato a installarlo (e per quanto tempo)
L’alcolock diventa obbligatorio per i conducenti già condannati in via definitiva per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro.
La durata dell’obbligo varia in base alla gravità della violazione: due anni se il tasso rilevato era superiore a 0,8 g/l; tre anni se superava 1,5 g/l. Il periodo decorre dopo la sospensione della patente. Una volta riottenuto il documento di guida, l’automobilista potrà mettersi al volante solo di veicoli dotati di alcolock.
Alla patente viene aggiunta un’indicazione che segnala l’obbligo di guida con il dispositivo.
Non si tratta dunque di una misura generalizzata, ma mirata ai recidivi. E c’è un punto chiave: l’alcolock non è retroattivo. Non si applica a chi ha subito sanzioni prima dell’introduzione della norma. L’obbligo riguarda i casi disciplinati dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Ma l’installazione incide anche su chi condivide l’auto con il soggetto sanzionato.
Alcolock: come funziona il dispositivo
L’alcolock è, in sostanza, un etilometro collegato al sistema di accensione del veicolo. Prima di avviare il motore, il conducente deve soffiare nel dispositivo: solo se il livello alcolemico risulta pari a zero il motore si accende.
Il sistema è dotato di marchio CE e deve rispettare gli standard della normativa unionale. Gli installatori autorizzati applicano un sigillo speciale – autodistruttivo – per impedire manomissioni. In caso di controlli su strada, il conducente è tenuto a esibire la dichiarazione originale di installazione e il certificato di taratura valido.
Il dispositivo deve essere sottoposto a verifiche periodiche di taratura per garantire l’affidabilità delle misurazioni. Non è richiesto l’aggiornamento del documento unico di circolazione, ma tutta la documentazione deve essere conservata a bordo.
Alcolock: su quali veicoli si monta (e dove)
L’alcolock può essere installato su veicoli adibiti al trasporto di persone e merci: auto private (categoria M1), mezzi per il trasporto di passeggeri con più di otto posti (M2 e M3), e veicoli commerciali per il trasporto merci (N1, N2 e N3). Sono escluse le moto.
Il decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti era stato pubblicato nei mesi scorsi, ma solo ora sono stati resi noti i modelli compatibili e le officine autorizzate. Al momento i dispositivi utilizzabili sono due, e il numero di installatori è limitato, anche se l’elenco è destinato ad ampliarsi.
Non tutte le autocarrozzerie, pur in possesso dei requisiti di legge, possono montare l’alcolock ma solo quelle indicate dal produttore e inserite nell’elenco ufficiale del ministero.
Alcolock: quanto costa (e perché il conto può salire)
Il costo stimato per l’installazione si aggira intorno ai 2.000 euro a vettura, interamente a carico dell’automobilista. A questa cifra vanno aggiunti i costi della taratura periodica, della manutenzione e dei boccagli monouso.
Secondo Federcarrozzieri, il prezzo rappresenta la prima grande criticità. Ma non l’unica. Il parco auto italiano ha un’età media di 13 anni e su molte vetture particolarmente datate l’installazione potrebbe essere tecnicamente impossibile. L’associazione poi evidenzia anche un potenziale effetto distorsivo sul mercato. Il numero ristretto di officine autorizzate, infatti, potrebbe alterare la concorrenza e contribuire a un aumento dei costi.
C’è poi il caso delle famiglie con un’unica auto. Una volta installato l’alcolock, chiunque voglia avviare il veicolo dovrà sottoporsi al test e risultare con tasso alcolemico pari a zero. Anche un livello entro il limite legale di 0,5 g/l impedirebbe l’accensione.
Alcolock: sanzioni e controlli
Chi è obbligato a installare l’alcolock e guida senza il dispositivo rischia una multa tra 158 e 638 euro e una nuova sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione, alterazione o rimozione del sistema. Se il soggetto obbligato viene nuovamente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, le pene previste aumentano di un terzo.
L’obiettivo dichiarato è ridurre la recidività e aumentare la sicurezza stradale. Ma l’impatto economico e organizzativo, a partire dai costi e dalla compatibilità tecnica dei veicoli, apre già il fronte delle contestazioni e dei possibili ricorsi.