Borse oggi più ottimiste grazie all’aria di distensione Usa-Iran. Resta l’incertezza per l’impatto dell’AI. Lagarde lascerà la Bce in anticipo?
I messaggi di distensione provenienti da Ginevra, dove si è tenuto il secondo round di colloqui tra Usa e Iran, hanno convinto gli investitori a tornare sui mercati azionari, mettendosi per il momento alle spalle i timori che proprio l’intelligenza artificiale, portata così in palmo di mano per mesi, potesse colpire pesantemente alcuni settori. Così stamane i futures di Wall Street, che ieri ha chiuso in lievissimo rialzo, una seduta turbolenta, si muovono in rialzo. In Asia, ancora per lo più chiusa per il Capodanno lunare, spicca il rimbalzo del Nikkei giapponese, mentre anche i metalli preziosi tornano a salire. Le borse europee sono viste aprire in rialzo. Secondo il Financial Times Christine Lagarde dovrebbe lasciare la Banca centrale europea prima della scadenza del suo mandato di otto anni nell’ottobre 2027
Colloqui a Ginevra per raffreddare le tensioni geopolitiche
Ginevra ospita i negoziati volti a raffreddare le zone calde in Medio Oriente e in Europa. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa sui “principi guida” per la risoluzione della controversia nucleare, aggiungendo però che ciò non significa che un accordo sia imminente.
Nel frattempo, sempre a Ginevra ieri i negoziatori di Ucraina e Russia hanno concluso il primo giorno di colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti, e il presidente Donald Trump ha esortato Kiev a procedere rapidamente verso un accordo per porre fine al conflitto che dura da quattro anni.
I prezzi del petrolio si sono stabilizzati oggi negli scambi asiatici, dopo essere scesi di circa il 2% nella sessione precedente, mentre gli investitori valutavano i progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ma rimanevano cauti sulle prospettive di un accordo finale che potrebbe alleviare le preoccupazioni relative all’offerta. I future sul Brent sono saliti di 23 centesimi, pari allo 0,34%, a 67,65 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito di 19 centesimi, pari allo 0,3%, a 62,52 dollari. Entrambi i prezzi si attestano sui minimi delle ultime due settimane.
La doppia faccia dell’intelligenza artificiale
La tecnologia e l’impatto dell’intelligenza artificiale sono rimasti temi dominanti nei mercati internazionali. Le turbolenze azionarie scatenate dal settore dell’intelligenza artificiale riflettono due timori sempre più contrastanti. Il primo è che l’intelligenza artificiale è destinata a rivoluzionare interi segmenti dell’economia in modo così radicale che gli investitori stanno vendendo le azioni di qualsiasi azienda che corra il minimo rischio di essere soppiantata dalla tecnologia. Il secondo è un profondo scetticismo sul fatto che le centinaia di miliardi di dollari che i giganti della tecnologia come Amazon.com Inc. , Meta Platforms Inc. , Microsoft Corp. e Alphabet Inc. investono ogni anno nell’intelligenza artificiale possano dare grandi frutti in tempi brevi.
Wall Street ieri chiude in lieve rialzo una seduta turbolenta
Ieri le azioni statunitensi sono riuscite a ottenere lievi guadagni dopo le difficoltà nelle fasi iniziali delle contrattazioni, grazie al rimbalzo dei titoli tecnologici dai minimi precedenti e al supporto fornito anche dai titoli finanziari: il Dow ha chiuso in rialzo dello 0,07%, S&P +0,1%, Nasdaq +0,14%.
Dopo aver perso fino all’1,5% ai minimi della sessione, il settore delle tecnologie dell’informazione nello S&P 500 ha cancellato i cali per chiudere in rialzo dello 0,5% grazie ai guadagni di Nvidia e Apple, superando Microsoft e Oracle invece in calo. Meta ha accettato di distribuire “milioni” di processori Nvidia nei prossimi anni, rafforzando un rapporto già stretto tra due delle più grandi aziende nel settore dell’intelligenza artificiale.
La preoccupazione che l‘intelligenza artificiale possa rivoluzionare i modelli di business aveva innescato una svendita nelle aziende di software, nelle società di intermediazione e nelle società di autotrasporti la settimana scorsa, portando i tre principali indici di Wall Street a registrare il maggiore calo settimanale da metà novembre. I potenziali rischi derivanti dai player cinesi nel settore dell’intelligenza artificiale hanno aggravato l’incertezza. Alibaba lunedì ha presentato un nuovo modello di intelligenza artificiale, Qwen 3.5, progettato per eseguire autonomamente compiti complessi. Nonostante la ripresa dei titoli tecnologici, i titoli del software sono rimasti sotto pressione, con l’indice software S&P 500 che ha chiuso in ribasso dell’1,6% guidato da Intuit in calo di oltre il 5%.
Invece l’indice finanziario di S&P 500 è stato tra i migliori tra gli 11 principali settori S&P. Guadagni in banche come Goldman Sachs e JPMorgan Chase hanno contribuito a riportare il Dow in territorio positivo dopo un calo dello 0,7% registrato all’inizio della sessione.
Da segnalare Norwegian Cruise Line, salita del 12,1%, diventando la migliore società dell’indice S&P 500, dopo che l’investitore attivista Elliott ha dichiarato di aver acquisito una partecipazione superiore al 10% nell’operatore di crociere.
Resta alta l’attenzione per il percorso futuro dei tassi della Fed. Ieri il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha detto che quest’anno potrebbero esserci “molti altri” tagli, a seconda dell’inflazione. Invece il governatore della Fed Michael Barr ha dichiarato che i tassi dovrebbero rimanere stabili “per un po’ di tempo”. Gli investitori potranno avere oggi maggiori informazioni sulle intenzioni della Federal Reserve con la pubblicazione dei verbali della riunione di gennaio. La pubblicazione segue i solidi dati sull’occupazione e le favorevoli letture dell’inflazione. Gli operatori stimano una probabilità del 63% circa per un taglio dei tassi di almeno 25 punti base nella riunione di giugno della Fed, la prima con probabilità superiori al 50%.
Oggi i contratti futures per l’ indice S&P 500 sono in rialzo dello 0,2% e i future sul Nasdaq 100 sono saliti dello 0,3%. Il rendimento dei titoli del Tesoro Usa decennali è salito di un punto base al 4,07%.
In Asia spicca il Giappone in vista dei progetti da 36 miliardi negli Usa
Le azioni asiatiche sono salite per la prima volta in quattro giorni, mentre i mercati di Cina, Hong Kong e diverse borse regionali ancora chiusi per le festività del Capodanno lunare. L’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato lo 0,7%.
Il Giappone si è distinto, con il Nikkei che è balzato di oltre l’1% in previsione del fatto che le aziende tecnologiche del Paese trarranno vantaggio dai 36 miliardi di dollari in progetti statunitensi su petrolio, gas e minerali essenziali, la prima tranche del suo impegno di 550 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo stipulato con Trump. Fra i progetti principali c’è un impianto per l’esportazione di petrolio in Texas e una centrale a gas in Ohio. Fra i titoli giapponesi, da segnalare Mitsubishi UFJ +2,6%, e Tokyo Electron +3%.
Anche le assicurazioni hanno chiuso in rialzo, grazie a una proposta di modifica delle regole contabili che potrebbe esentare alcune obbligazioni detenute dalle compagnie del comparto vita da svalutazioni per perdita di valore. Una regola di questo tipo ridurrebbe la pressione al ribasso sugli utili delle assicurazioni nel breve termine, secono gli analisti, e portare a dividendi più stabili per gli azionisti. Lo yen si è leggermente indebolito. Il Nikkei da inizio anno ha visto un incremento del +14%. Indice Topix +1,2% (+12% da inizio anno).
Resta alta l’attenzione per l’enorme spesa annunciata nei settori dell‘intelligenza artificiale nel timore che non riesca a produrre rendimenti significativi a breve. Il tema è importante per l’Asia, sede di gran parte dello sviluppo di chip e della produzione di hardware a livello mondiale, poiché quest’anno la regione ha sovraperformato i benchmark statunitensi ed europei .
Il dollaro neozelandese è crollato di quasi lo 0,9% dopo che la Reserve Bank of New Zealand ha mantenuto i tassi invariati e ha affermato che le aspettative di un calo dell’inflazione le avrebbero consentito di mantenere un atteggiamento accomodante.
I metalli preziosi hanno recuperato dopo le perdite di questa settimana. L‘oro è salito dell’1,2%, attestandosi a circa 4.935 dollari l’oncia, mentre l’argento è balzato del 3,2%.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a
Le borse europpe sono viste aprire in rialzo.
I dati sull’inflazione britannica saranno monitorati attentamente dopo che un rapporto di martedì ha mostrato che la disoccupazione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni, rafforzando la richiesta di tagli dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra e innescando un calo della sterlina. Si prevede che l’indice dei prezzi al consumo del Regno Unito registrerà un rallentamento della crescita al 3% su base annua a gennaio, rispetto al 3,4% di dicembre. Anche la Francia dovrebbe pubblicare i dati sull’indice dei prezzi al consumo (IPC).
