Stellantis rialza la testa in Borsa. Il titolo del colosso automoblistico italo-francese segna un rialzo robusto di oltre il 6,5%, guidando i guadagni del listino dopo settimane difficili e una delle correzioni più pesanti dell’anno. Dietro il rally – che ha catturato l’attenzione degli investitori – c’è una combinazione di fattori macroeconomici e regolatori, con in primo piano la recente mossa dell’amministrazione del presidente Usa Donald Trump: l’allentamento degli standard federali sulle emissioni dei veicoli negli Stati Uniti.
LEGGI ANCHE Stellantis, il prezzo degli errori, chi paga il conto? L’analisi di Marco Bentivogli
Stellantis, il titolo sale in Borsa trainato dalle prospettive regolatorie negli Usa
In un mercato ancora nervoso per i risultati operativi e le svalutazioni contabili, gli investitori hanno trovato nuovo slancio guardando oltre i confini europei, verso gli Stati Uniti, dove si profila una svolta normativa potenzialmente favorevole per i costruttori automobilistici. Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump sarebbe pronta a cancellare una delle decisioni più importanti dell’era Obama: la storica “endangerment finding” del 2009, la valutazione scientifica che stabiliva che sei gas serra costituiscono un rischio per la salute pubblica e il benessere della popolazione, servendo da base giuridica per le regolamentazioni federali sul clima.
La revoca, attesa già questa settimana, eliminerebbe gran parte degli obblighi di misurazione, rendicontazione, certificazione e conformità per i veicoli a motore, insieme ai programmi di credito e agli obblighi di reporting, offrendo così un possibile alleggerimento dei costi operativi per i produttori.
Stellantis corre a Piazza Affari dopo la caduta: cosa è successo
Il rialzo di oggi arriva a pochi giorni dal crollo shock del 25,17% registrato venerdì 6 febbraio, quando il titolo aveva toccato un minimo di 5,73 euro, bruciando circa 5,9 miliardi di capitalizzazione. La caduta era stata innescata dall’annuncio di un maxi-profit warning, legato a una svalutazione di 22,2 miliardi di euro, allo stop del dividendo 2026 e alla revisione della strategia elettrica. Gli analisti avevano reagito tagliando target e rating, mentre la società aveva annunciato un nuovo piano strategico che sarà svelato a maggio 2026. Lunedì 9 febbraio, il titolo aveva tentato un timido rimbalzo, senza riuscire a convincere il mercato.
Il rialzo odierno riflette quindi una reazione positiva all’ipotesi di un contesto normativo meno stringente negli Usa, uno dei principali mercati per Stellantis, e offre un primo segnale di stabilizzazione dopo giorni di forte volatilità. Il titolo resta comunque in una fase delicata: gli investitori continueranno a monitorare attentamente i dati di vendita mensili e i conti annuali di fine febbraio, oltre all’Investor Day di maggio, quando il management presenterà il nuovo piano industriale.
Trump taglia i vincoli sulle emissioni: il potenziale impatto per Stellantis
La revoca dell’“endangerment finding” non riguarda solo un adempimento burocratico. Secondo l’Epa, (l’Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense), la cancellazione eliminerebbe molti degli obblighi federali di reporting e compliance, alleggerendo i requisiti che produttori come Stellantis devono rispettare negli Stati Uniti. Se confermata, la misura potrebbe tradursi in minori costi operativi nel medio periodo per veicoli a combustione o ibridi, spostando il mix di vendite verso segmenti più tradizionali senza le penalità previste dalla precedente normativa. Per Stellantis, fortemente esposto al mercato americano con marchi come Jeep, Ram e Chrysler, si tratta di un potenziale ossigeno per i margini.
La decisione è percepita anche come una vittoria per l’industria dei combustibili fossili, che da anni si oppone alle regolazioni climatiche. L’amministrazione Trump intende rilanciare centrali a carbone in diversi stati e ordinare al Dipartimento della Difesa di acquistare energia da impianti fossili, con l’obiettivo di ridurre i prezzi e favorire la reindustrializzazione del Paese.
Mercato e analisti: ossigeno per i margini, ma prudenza necessaria
Nonostante l’impulso positivo, gli analisti invitano alla cautela. Consulenti legali e gruppi ambientalisti evidenziano i rischi di contenziosi legali e l’incertezza normativa che potrebbe protrarsi nel tempo. Alcuni stati, come California, New York e Massachusetts, hanno già annunciato che manterranno le proprie regole sulle emissioni, generando un mosaico normativo complesso per le aziende con operazioni nazionali e internazionali.
Gli esperti, inoltre, sottolineano che standard più morbidi e costi di conformità ridotti possono dare respiro alle case automobilistiche, ma il percorso di ripresa non sarà lineare. La transizione verso la mobilità elettrica, gli incentivi statali e la pressione dei consumatori restano fattori determinanti. Tuttavia, tra bilanci alleggeriti, segnali tecnici di rimbalzo e un contesto regolatorio americano più permissivo, Stellantis sembra aver trovato almeno un primo punto d’appoggio, offrendo agli investitori un primo respiro dopo la tempesta.