Nel 2025 la capitalizzazione del mercato azionario italiano ha toccato il record storico di 1.077 miliardi di euro, nonostante il numero di società quotate sul mercato regolamentato sia sceso sotto le 200 unità. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Capital Markets in Italy, pubblicato dalla Consob.
Lo studio evidenzia come, nell’ultimo decennio, su Euronext Milan il controvalore scambiato in un anno sul totale della capitalizzazione sia passato, in media, da quasi il 100% nel 2015 all’88% nel 2025. Il tutto in un contesto in cui la capitalizzazione delle prime dieci società su Euronext Milan rappresenta il 55% del totale rispetto al 37% nel 2015.
Dal 2010 il rapporto stima che l’impatto del flusso di ammissioni e revoche sul mercato italiano è stato negativo per circa 96 miliardi, di cui 72 nell’ultimo quinquennio. In generale, spiega la Consob, la Borsa continua a mostrare dimensioni non in linea con le potenzialità dell’economia del Paese: rappresenta solo lo 0,8% del mercato azionario mondiale, nonostante il Pil italiano valga oltre il 2% di quello globale.
Cresce il private equity
In questo frangente continua a crescere il private equity. Nella prima metà del 2025 gli investimenti hanno registrato infatti un rialzo del 17%, nonostante un calo della raccolta, in linea con la netta contrazione della raccolta globale (-33%).
“Negli ultimi dieci anni le risorse messe a disposizione delle imprese italiane da parte del private equity sono state quasi il triplo dei proventi di tutte le Ipo su Euronext Milan e Euronext Growth Milan”, sottolinea lo studio.
La ricchezza delle famiglie è di oltre 6mila miliardi
“Un maggiore sviluppo del mercato dei capitali appare raggiungibile alla luce dell’elevata ricchezza finanziaria delle famiglie italiane”, sottolinea la Consob. In numeri, a giugno 2025, parliamo di 6.148 miliardi di euro.
Una quota rilevante di questa ricchezza (26%) è oggi rappresentata da contante e depositi: un valore significativo se comparato con il dato degli Stati Uniti (11%), ma comunque inferiore alla media dell’area euro (32%). La porzione allocata in bond risulta superiore alla media dell’area euro (8% contro 3%), mentre il 19% è collocato in prodotti assicurativi e previdenziali, quota inferiore a quanto osservato nell’area euro (27%) e negli Stati Uniti (28%).
Risparmio gestito al 70% del Pil
L’industria domestica del risparmio gestito mostra ancora dimensioni contenute rispetto alle potenzialità dell’economia nazionale, attestandosi al 70% del Pil (valore lontano dal 350% in UK, 187% nei Paesi Bassi e 180% in Francia) e un’esposizione ancora limitata verso le azioni italiane (7% del patrimonio). Gli attivi dei fondi pensione rappresentano invece il 9% del Pil, in linea con Germania e Francia ma ancora sottodimensionati rispetto a Paesi Bassi (146%) e Svezia (51%).
“Le analisi confermano l’importanza delle misure volte a favorire un maggiore sviluppo del mercato dei capitali, come le iniziative di semplificazione dei prospetti obbligazionari condotte dalla Consob negli ultimi anni: nel 2025 l’incidenza sul totale dei bond emessi da società italiane e quotati sui mercati domestici è risultata superiore al valore medio registrato nei dieci anni precedenti (14% a fronte del 3,5%)”, conclude la Consob.