La mostra “Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento” invita così il pubblico a riscoprire un secolo di arte e vita femminile a Napoli, tra capolavori mai visti e nuove ricerche, offrendo uno sguardo completo e originale sul ruolo delle donne nell’arte del Seicento. L’esposizione, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Comune di Napoli e la collaborazione dell’Università L’Orientale, si propone di mettere in luce il ruolo delle donne nelle arti del Seicento napoletano, spesso rimasto nell’ombra della storia dell’arte.
La rassegna presenta sessantanove opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manufatti
Tutte le opere sono provenienti da importanti musei italiani e internazionali, tra cui il Museo del Prado di Madrid, le collezioni reali spagnole, la National Gallery di Washington e la Fundación Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia. Tra i capolavori in mostra spicca anche un’opera di Jusepe de Ribera, che torna eccezionalmente a Napoli. Negli ultimi anni l’interesse del pubblico per le questioni di genere nella storia dell’arte è cresciuto, ma finora gli studi sull’arte napoletana del Seicento si sono concentrati quasi esclusivamente su Artemisia Gentileschi. Questa nuova mostra amplia lo sguardo all’intero secolo, valorizzando protagoniste e episodi finora confinati nella bibliografia specialistica. Il progetto si fonda su nuove ricerche d’archivio, recuperi conservativi e campagne fotografiche dedicate, e si propone come punto di partenza per future indagini. Il percorso espositivo parte dalle rare presenze a Napoli di artiste “forestiere” come Lavinia Fontana e Fede Galizia, con dipinti e pale d’altare realizzate agli inizi del Seicento in parallelo alle novità di Caravaggio, a testimonianza dei legami culturali, sociali e commerciali della città. Un momento cruciale è rappresentato dal soggiorno dell’infanta Maria d’Austria a Napoli, tra agosto e dicembre 1630, un evento di grande risonanza che segnò la storia dell’arte e di genere. Tra i pezzi esposti spiccano il ritratto dell’infanta di Diego Velázquez e quello di Maddalena Ventura, la celebre “donna barbuta” degli Abruzzi, realizzato da Ribera per il viceré duca di Alcalá. La mostra approfondisce anche l’arrivo di Artemisia Gentileschi, con opere mai esposte in Italia provenienti da musei di Boston, Sarasota e Oslo, e il breve passaggio a Napoli di Giovanna Garzoni. Ampio spazio è riservato a Diana Di Rosa, detta Annella di Massimo, considerata il corrispettivo napoletano di Artemisia. Non mancano sezioni dedicate a figure straordinarie della città, come la cantante Andreana Basile e Giulia Di Caro, da meretrice a impresaria teatrale, simbolo di emancipazione femminile e riscatto sociale. Accanto ai nomi più noti, la mostra valorizza artiste meno conosciute come Teresa Del Po, pittrice, miniatrice e incisora, e la ceroplasta Caterina De Julianis, con un dialogo tra opere napoletane e quelle della scultrice barocca andalusa Luisa Roldán, a sottolineare la comune cultura mediterranea di cui Napoli fu un centro fondamentale.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, afferma: “Le Gallerie d’Italia concludono la programmazione dell’anno con una preziosa esposizione, un progetto di riscoperta di artiste e opere straordinarie, frutto di nuovi studi, supportato dai migliori curatori, accompagnato da ricerche negli archivi e da restauri, arricchito da prestiti eccezionali grazie al dialogo con importanti istituzioni del Paese e del mondo. Un altro Seicento è un’iniziativa di prestigio internazionale che prende avvio da un approfondimento su un capitolo significativo della storia artistica di Napoli, sottolineando ancora una volta il ruolo di riferimento delle Gallerie d’Italia nella promozione del patrimonio culturale italiano. Questa mostra, insieme al nostro meraviglioso Caravaggio e alle collezioni ospitate nel museo di via Toledo, credo sia un appuntamento imperdibile per quanti visiteranno Napoli durante le festività natalizie.”