Condividi

Banner FIRSTonline

La Roma sbanca Firenze e resta in vetta col Napoli. Juve-Milan senza scintille: decisivo il rigore sbagliato di Pulisic

La Roma espugna Firenze vincendo 2 a 1 e difendendo il primato in classifica insieme al Napoli che soffre ma alla fine supera il Genoa per 2 a 1. Senza emozioni il big match tra Juve e Milan, che finisce 0 a 0 dopo il rigore sbagliata da Pulisic

La Roma sbanca Firenze e resta in vetta col Napoli. Juve-Milan senza scintille: decisivo il rigore sbagliato di Pulisic

Tanto rumore per nulla. Juventus e Milan non si fanno male e archiviano questo secondo scorcio di campionato con un pareggio (0-0) che, tutto sommato, può andar bene a entrambe. Il punto, occasioni alla mano, sta più stretto al Diavolo che alla Signora: il rigore sbagliato da Pulisic, infatti, avrebbe potuto cambiare le sorti di sfida e classifica. Allegri perde così la vetta, ora occupata solamente da Napoli e Roma. Gli azzurri hanno ribaltato il Genoa al termine di una gara ben più complessa di quanto si pensasse alla vigilia (2-1), i giallorossi hanno espugnato Firenze grazie a una bella rimonta firmata da Soulé e Cristante. Conte e Gasperini guardano così tutti dall’alto in basso, ma dietro di loro c’è una folla nutrita (Milan a 13, Inter e Juventus a 12, Atalanta e Bologna a 10) e affamata, decisa a non lasciarli scappare per nessun motivo.

Juventus – Milan 0-0: partita con poche emozioni, Pulisic sbaglia un rigore

L’immagine simbolo di questo Juventus-Milan è indubbiamente Christian Pulisic, stavolta protagonista in negativo per i rossoneri. Il suo rigore calciato alle stelle resta l’occasione più nitida di una partita bloccata e piena di paure, con due squadre più concentrate a non perderla che a provare davvero a vincerla. Il Milan ci è andato vicino con quel penalty fallito e con due occasioni clamorose di Leao dall’interno dell’area piccola; la Juve invece ha sfiorato il colpo a inizio ripresa con Gatti, fermato solo da una parata miracolosa di Maignan. Per la squadra di Tudor è il terzo pareggio consecutivo in campionato: resta a -1 dai rossoneri ma scivola a -3 dalla vetta, con i fischi dell’Allianz Stadium a fare da colonna sonora alla serata.

Il primo tempo è povero di emozioni, interrotto solo da qualche spunto di Conceiçao sulla destra contro il giovane Bartesaghi e da due situazioni potenzialmente pericolose di Gimenez non sfruttate. Dopo l’intervallo, però, la musica cambia. Al 47’ un rimpallo su Tomori libera Gatti a tu per tu con Maignan: il portiere rossonero esce a valanga e chiude la porta con un intervento decisivo. Cinque minuti dopo arriva l’episodio chiave: Modric trova Gimenez in profondità, Kelly lo atterra e l’arbitro indica il dischetto. Pulisic si incarica della battuta ma spara altissimo, sprecando il possibile vantaggio. Tudor reagisce rivoluzionando l’attacco (fuori Yildiz e David, dentro Openda e Vlahovic) e rinforzando il centrocampo (Thuram), ma sono i rossoneri ad avere le due occasioni più pericolose, entrambe con Leao, che prima manca il bersaglio a pochi passi dalla porta, poi spreca un filtrante di Modric con un tiro strozzato. Finisce 0-0 tra rimpianti e paure, con un Milan più pericoloso ma incapace di concretizzare e una Juventus fischiata dai suoi stessi tifosi, per la mancanza di ambizione mostrata in una serata che poteva cambiare la classifica.

Tudor: “Gara difficile, avremmo voluto vincere ma il pareggio è reale”

“È stata una gara come ce l’aspettavamo, difficile con un avversario forte – ha spiegato Tudor -. Volevamo vincere, ma il pareggio è reale. Con due gol in più avremmo avuto due vittorie in più e sarebbe stato un inizio di stagione perfetto, così lo è un po’ meno ma io mi devo concentrare sul lavoro e sulle cose da fare in campo. Noi abbiamo i nostri pregi e difetti ma va bene così, saremo sempre sul pezzo. Ho tolto Yildiz perché era stanco, ma non volevo dare un segnale difensivo e ho deciso di mettere due attaccanti e giocare 3-5-2, con tre centrali abbiamo coperto meglio. Abbiamo messo qualche cross e rubato qualche palla, ma purtroppo non abbiamo fatto gol. Due attaccanti e Yildiz dietro? Ci penso, devo trovare qualcosa che va bene a loro e anche a me. Bremer? Viene da un anno di stop, non si poteva farlo giocare. Dopo la sosta sarà a posto”.

Allegri: “I rigori si possono sbagliare, ma in certi momenti bisogna essere cattivi”

“Il rigore? Non ho visto nemmeno come l’ha calciato, ma non è l’errore in sé, i rigori si sbagliano – ha glissato Allegri -. È che abbiamo fatto un primo tempo equilibrato, dove loro hanno chiuso molto bene gli spazi e la circolazione della palla era molto lenta, ma soprattutto attaccavamo poco la linea difensiva con i centrocampisti. Nel secondo tempo secondo me siamo cresciuti anche fisicamente e abbiamo avuto diverse occasioni, anche se la prima l’hanno avuto loro con la grande parata di Maignan su Gatti. Poi però, nel momento decisivo in cui avevamo la Juventus in pugno, potevamo avere più cattiveria nel segnare. Il lato positivo è che non abbiamo preso gol, che allunghiamo la striscia positiva. Quello negativo è che in un certo momento della partita bisogna essere cattivi. Leao? Deve trovare la condizione, perché abbiamo molto bisogno di lui e Nkunku, giocatori tecnici che ci possono risolvere le partite”.

Napoli – Genoa 2-1: Conte trema dopo la magia di Ekhator, poi rimonta con Anguissa e Hojlund

Il Napoli riprende la corsa in campionato. Gli azzurri battono 2-1 il Genoa in rimonta al Maradona, rispondono alla vittoria della Roma e restano in vetta alla classifica a quota 15 punti. La serata però non era iniziata nel modo giusto. Complice un turnover mirato e un ritmo troppo basso, il primo tempo del Napoli è lento e prevedibile. Conte lascia inizialmente De Bruyne in panchina, rispolvera il centrocampo dello scudetto (Anguissa, Lobotka e McTominay) e affida la corsia sinistra a Neres, ma la manovra fatica a decollare e il Genoa ne approfitta. Al 34’ Ekhator inventa una magia: colpo di tacco su assist di Norton-Cuffy e palla alle spalle di Milinkovic-Savic per lo 0-1 che gela il Maradona. Nella ripresa la partita cambia volto. Conte inserisce De Bruyne e Spinazzola e la squadra alza subito i giri. Il belga dà ordine e velocità alla costruzione, l’ex Roma spinge a sinistra e il Napoli torna a macinare gioco. Al 57’ Anguissa svetta di testa dopo un ping-pong nell’area genoana e firma il pareggio. Lo stesso centrocampista è poi protagonista nell’azione del sorpasso: inserimento, tiro respinto da Leali e tap-in vincente di Hojlund al 75’ che ribalta il risultato. In mezzo c’è anche un palo clamoroso di Di Lorenzo su calcio d’angolo, segnale di una pressione ormai costante. Dopo un primo tempo al trotto, il Napoli accelera quando serve e con un uno-due rabbioso cambia la storia della serata. Tre punti pesanti che tengono Conte in testa alla Serie A e restituiscono fiducia dopo il passo falso con il Milan.

Conte: “Sarà l’anno più difficile, non siamo rodati per il doppio impegno”

“Stiamo facendo un percorso sconosciuto – il pensiero di Conte -. Questo sarà l’anno più difficile per noi perché rispetto alle altre squadre già rodate che fanno la Champions da anni, ci ritroviamo ad affrontare una situazione nuova. L’anno scorso la rosa era molto limitata, con nove giocatori nuovi ci vuole pazienza e alcuni di loro non sono ancora pronti, devono carburare ed entrare in certe dinamiche. Oggi chiunque gioca contro il Napoli raddoppia le forze, abbiamo lo scudetto sulla maglia ed è inevitabile. Nel primo tempo il Genoa nell’unica occasione ha fatto gol, poi mi è piaciuto lo spirito di non mollare e di stare sul pezzo fino alla fine. Da parte nostra c’era tanta voglia di finire bene queste sei partite. Complimenti ai ragazzi sapendo che c’è tanto da lavorare, sarà una stagione complessa e da base per il futuro”.

Fiorentina – Roma 1-2: Gasperini ribalta Pioli con Soulé e Cristante

La Roma batte la Fiorentina 2-1, conquistando tre punti che le permettono di guardare tutti dall’alto, eccezion fatta per il Napoli. La partita si accende presto, con il primo scossone già al 14’: Mancini e Celik si scontrano maldestramente in uscita, Nicolussi Caviglia lancia Kean che infila Svilar con un destro perfetto dal limite per lo 0-1. La risposta giallorossa arriva subito ed è altrettanto spettacolare. Al 22’ Dovbyk inventa un assist di tacco-esterno, Soulé calcia al volo di sinistro e batte De Gea con un capolavoro che vale l’1-1. La Roma cresce e alza il ritmo grazie ancora all’argentino, vero motore della squadra. Alla mezzora batte un corner perfetto sulla testa di Cristante, che firma il sorpasso. Poco dopo Gasperini si dispera per l’occasione clamorosa sprecata da Dovbyk, che calcia fuori da due passi sull’assist di Wesley. Subito dopo è Pioli a imprecare: Kean chiude una bella azione in verticale ma trova solo il palo. Nella ripresa la Fiorentina prova a cambiare inerzia inserendo Piccoli per uno spento Gudmundsson. Dopo un buon avvio dei viola, Gasperini risponde con Dybala e Pellegrini, ma la gara diventa nervosa e spezzettata. Al 72’ Piccoli vince un duello aereo con Mancini e scarica un destro dalla distanza che batte Svilar, ma si stampa sulla traversa. È un brivido enorme per la Roma, che fatica a ripartire e all’82’ rischia nuovamente grosso: Gosens si trova solo in area, ma spara alto da posizione favorevolissima. L’ultimo sussulto è un sinistro di Dybala dalla distanza, respinto da un grande intervento di De Gea. Con sofferenza e carattere, la squadra di Gasperini tiene botta fino alla fine e porta a casa una vittoria che pesa tantissimo per classifica e morale, mentre per Pioli, terzultimo con soli 3 punti, è notte fonda.

Gasperini: “Ci godiamo il momento, anche se nessuno ci dà credito”

“Siamo riusciti a sfruttare bene gli spazi e interpretato al meglio la gara – l’analisi di Gasperini -. Abbiamo fatto fatica a chiudere la partita, quindi abbiamo preferito gestire il finale soffrendo solo nell’occasione del tiro di Gosens. La traversa di Piccoli era su un tiro dalla distanza difficile da evitare, per il resto abbiamo controllato bene e anche se è vero che nella ripresa non riuscivamo bene a ripartire, abbiamo rischiato pochissimo. Soulé ha un piede ottimo e se riesce ad avvicinarsi alla porta può diventare ancora più pericoloso. Ho scelto Baldanzi e Dovbyk per dare più profondità alla manovra, ma Matias sta facendo bene ed è in crescita. Sono molto contento per la gente, per la squadra e i giocatori in particolare. Qualcuno giustamente dopo sei partite ancora non ci dà credito per questa posizione, ma i ragazzi hanno grande applicazione e il primato è un premio anche per questo. Non ho detto che abbiamo un obiettivo così grande come lo scudetto, ma ci godiamo il momento anche se nessuno ci dà credito“.

Commenta