Condividi

Banner FIRSTonline

Venezia e Casanova 1725-2025, una mostra dal fondo di Aldo Ravà al Museo di Palazzo Mocenigo

La mostra aperta fino al 2 novembre, ricostruisce il personaggio di Casanova tra storia, attraverso l’esposizione di parte dei documenti del fondo del casanovista Aldo Ravà, dalla Biblioteca Correr

Venezia e Casanova 1725-2025, una mostra dal fondo di Aldo Ravà al Museo di Palazzo Mocenigo

Casanova rappresenta una chiave di lettura fondamentale del Settecento europeo: il mondo delle grandi corti e delle potenti dinastie, gli esaltanti incontri con i protagonisti della cultura e dell’arte, le seducenti incognite del gioco e le infinite metamorfosi che lo contraddistinguono. Al tempo stesso, il suo mito è giunto intatto fino al mondo contemporaneo, complice un immaginario che inizia a formarsi già durante la sua vita – anche grazie al racconto delle Mémoires – e che viene poi tenacemente alimentato nei secoli successivi.

L’approfondimento cinematografico si apre con “Un dipinto e una locandina”, un doppio ritratto in cui prende forma il parallelismo tra l’immagine storica di Casanova – nel presunto ritratto attribuito a Pietro Longhi, proveniente dalla collezione Beryl e Giovanni Cavallini – e la sua reinterpretazione cinematografica firmata da Federico Fellini, che lo trasforma in simbolo del vuoto esistenziale. Segue un omaggio al grande regista con “Tra sogno e cinepresa. Una biografia di Federico Fellini”, un approfondimento dedicato al maestro del cinema e al suo stile visionario, sospeso tra sogno, memoria e satira, che rivoluzionò la narrazione cinematografica. Lo spazio espositivo introduce poi “Tessuti e mode eloquenti. I costumi del Casanova di Fellini”, con le creazioni di Danilo Donati. Per questo film, lo scenografo e costumista ottenne l’Oscar 1977 per il Best Costume Design – il secondo, dopo quello per il Romeo e Giulietta di Zeffirelli nel 1969 – oltre a due Nastri d’Argento nello stesso anno, per la miglior scenografia e per i migliori costumi.

In mostra sei pezzi originali, confezionati dalla storica Sartoria Teatrale Farani e oggi parte del suo archivio

Questi costumi mettono in evidenza la convivenza, all’interno dello stesso film, di mondi differenti: frutto delle fantasie oniriche e surreali di Fellini, in cui Donati esaspera il gusto per l’esagerazione e il grottesco dello stile rococò, talvolta trasfigurando in chiave critica le già eccessive mode del tempo. Le silhouette volumizzate, i merletti strabordanti e i tessuti sontuosi trasformano così i personaggi in autentiche maschere del desiderio, della decadenza e della solitudine.

Fare di una pellicola un quadro. I bozzetti del Casanova di Fellini pone al centro i disegni preparatori, presentando una selezione che documenta il lavoro di Danilo Donati attraverso bozzetti di scenografie e costumi cinematografici. Si tratta di importanti prestiti provenienti dalle collezioni della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, che attestano il processo creativo mediante il quale Donati ha prima elaborato e quindi concretizzato le fantasie oniriche e surreali di Federico Fellini.

L’indagine storico-artistica si apre con Il respiro di un’epoca: Un camerino del Settecento. Dipinti tra mitologia e licenziosità, sezione che pone al centro tre tele raffiguranti Apollo, Venere e Diana, attribuite al pittore settecentesco Giambattista Pittoni e provenienti dalla Steven V. Maksin Family Collection. Queste opere, espressione raffinata ed erotica del rococò veneziano, propongono un intreccio di sguardi sensuali e un gioco amoroso che restituisce l’atmosfera del tempo di Giacomo Casanova, figura emblematica e protagonista di una pluralità di esperienze mondane ed erotiche nel XVIII secolo.

Un riconoscimento è dedicato ad Aldo Ravà (Venezia, 1879-1923), tra i primi studiosi impegnati a riscoprire e diffondere gli aspetti meno noti di Giacomo Casanova, riabilitandone l’immagine oltre la fama di libertino e avventuriero per restituirlo come acuto interprete del suo tempo. Il fondo Ravà, giunto al Museo Correr negli anni Sessanta, conserva numerose testimonianze documentarie, tra cui una preziosa raccolta di prime edizioni delle opere casanoviane – come l’Icosameron (1787) e l’Histoire de ma fuite (1788) – oltre a successive edizioni in varie lingue europee che attestano il rinnovato successo della figura di Casanova.

Commenta